In Italia, secondo le stime Istat, ci sono circa 3.8 milioni di anziani non autosufficienti, ovvero con gravi limitazioni motorie, sensoriali o cognitive. Per loro c’è bisogno di un aiuto quotidiano da parte di personale specializzato. Tra i 250 e i 300 mila anziani sono ospiti nelle case di riposo mentre circa 3.5 milioni vivono in casa. Questi necessitano di assistenza infermieristica che ha un costo importante per le famiglie. Come rivela il Corriere, a 1.4 milioni di anziani vengono dati 529.94 euro al mese di indennità di accompagnamento Inps.
131mila hanno invece l’assistenza dei servizi sociali del Comune, che mandano a casa degli anziani qualcuno che li aiuti ad alzarsi, mangiare, vestirsi o fare la spesa. 858.722 hanno l’assistenza domiciliare integrata ovvero un servizio che consiste nell’infermiere a casa per un massimo di 18 ore l’anno. Tutto questo, però, dopo un lungo iter tra sportelli e commissioni Inps, Servizi sociali e Asl. Chi appunto ha l’assistenza domiciliare integrata, costa sulle casse dello stato 1.983 euro l’anno, ovvero in totale 1.7 miliardi di euro. Agli anziani, però, il governo Draghi ha destinato parte delle risorse del PNRR. L’Ue darà 2.72 miliardi di euro per contribuire all’Audi per altri 806.970 non autosufficienti.
Riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti, la situazione politica
La situazione degli anziani non autosufficienti richiede una riforma strutturale. L’indennità di accompagnamento rimarrà la stessa anche dopo l’entrata in vigore dei fondi del PNRR ma cambierà, come rivela il Corriere, l’assegno, che dovrebbe essere commisurato alla gravità dell’anziano. C’è poi un problema non da poco: i fondi del PNRR andranno a coprire il quadriennio 2022-2026, ma poi cosa succederà? Inoltre riguardano l’assistenza domiciliare integrata e dunque non aiutano chi ha bisogno di assistenza sul lungo periodo.
La riforma in Italia è auspicata da tempo. L’assistenza sanitaria e sociosanitaria ha bisogno di cambiamenti. Nel settembre 2020 Speranza aveva istituito una commissione guidata da Vincenzo Paglia. Un anno dopo, la presentazione della “Carta dei diritti degli Anziani e dei doveri della società”, mai resa pubblica. Nel maggio 2021 il Ministero del Lavoro incarica un nuovo gruppo guidato da Livia Turco. Nel gennaio 2022, una nuova commissione istituita da Palazzo Chigi. In due anni e mezzo, dunque, si sono succedute tre commissioni diverse ma fino ad ora non c’è stato nessun risultato concreto. Il PNRR recita: “La riforma volta ad introdurre con provvedimento legislativo un sistema organico di interventi a favore degli anziani non autosufficienti sarà adottata entro la scadenza naturale della legislatura (primavera 2023)”.
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