Beef 2 è su Netflix: il pubblico segue il brand o i personaggi? La scommessa della serie antologica

La prima stagione di Beef su Netflix era nata come serie limitata — dieci episodi, una storia apparentemente chiusa senza nessuna promessa di continuazione.

Era il 2023, Steven Yeun e Ali Wong litigavano per un parcheggio e quella piccola scintilla diventava un racconto sulla rabbia repressa, sulla California dei privilegi e delle frustrazioni, su quello che succede quando due persone non riescono a smettere di volersi distruggere e pongono l’annientamento dell’altro come fine unico e ultimo della propria esistenza. Il risultato fu eclatante. Otto Emmy, un Golden Globe, ma soprattutto Netflix che cambia idea: e la serie da limitata diventa antologica.

Beef, perché andrà avanti

La seconda stagione di Beef è disponibile da giovedì 16 aprile. Cast completamente nuovo: Oscar Isaac e Carey Mulligan sono Joshua e Lindsay, coniugi che litigano in un country club esclusivo sotto gli occhi di Ashley e Austin, la giovane coppia di dipendenti che assiste allo scontro e ne viene travolta suo malgrado.

Stesso creatore, Lee Sung Jin. Stessa produzione, A24 Television. Ma tutto il resto è diverso. Non uno spin off ma una prosecuzione del tema, con personaggi e protagonisti diversi: cosa che alimenta una interessante riflessione a margine.

Beef 2, serie antologica su Netflix
Beef 2 si concentra molto anche sulle relazioni ufficiali, complicate e piene di ansie – Credits Netflix (TVBlog.it)

Il problema delle serie antologiche

Il formato antologico delle serie TV ha una logica precisa: ogni stagione è una storia nuova, con personaggi nuovi, che può essere vista indipendentemente dalle altre. Il brand garantisce la qualità attesa e la penna degli autori, ma non la continuità narrativa. È il modello di American Horror Story, di True Detective, di The White Lotus — tutti esempi di serie che hanno trovato un pubblico stabile sulla base di un’identità riconoscibile più che di personaggi specifici. La serie non ha bisogno di uno spin off, ma di idee che garantiscano una continuità.

Tuttavia Beef ha un vantaggio e uno svantaggio rispetto a questi precedenti. Il vantaggio è che la prima stagione era abbastanza breve — dieci episodi — e abbastanza compiuta da non lasciare un senso di incompiutezza. Il pubblico che l’ha amata sa già che la storia di Danny e Amy era conclusa e che non c’è niente da continuare. Lo svantaggio è che quella prima stagione era legata in modo molto specifico alla chimica tra Yeun e Wong, due attori che raramente si trovano insieme in un progetto e che producevano qualcosa di difficilmente replicabile.

Oscar Isaac e Carey Mulligan sono due attori di livello superiore. Non è in discussione la qualità del cast. La domanda è se il pubblico che ha trovato interessante Beef attraverso l’interpretazione di Yeun e Wong sarà disposto a seguire una storia completamente diversa con personaggi completamente diversi.

Beef 2, serie antologica su Netflix
Una immagine della seconda serie di Beef – Credits Netflix (TVBlog.it)

La risposta è nel setup

La seconda stagione di Beef sposta il campo di battaglia: dalla rabbia stradale popolare di due americani di classe media alla guerra psicologica e passivo-aggressiva di un country club d’élite. Il tono cambia — più freddo, più sofisticato, più legato alla dinamica di coppia come terreno di scontro che alla rivalità tra estranei. Lee Sung Jin mantiene la firma — la violenza emotiva travestita da normalità, i personaggi che si autodistruggono convinti di avere ragione — ma la applica a un universo sociale completamente diverso.

L’impressione a prima vista e a serie non ancora completata è quella di essere di fronte a un altro piccolo capolavoro, a una serie forse anche più profonda e matura della prima. Una riflessione anche sul matrimonio che non sceglie mai la strada più facile. Se la prima stagione era adrenalina pura, la seconda sembra puntare su qualcosa di più meditato e psicologicamente introspettivo.

Se funzionerà — nel senso che riuscirà a ricostruire un pubblico stabile per una possibile terza stagione — si capirà nelle prossime settimane dai dati di visione. Netflix non pubblica numeri dettagliati, ma i titoli che entrano nella top dieci globale lo fanno sapere. Beef 1 ci era rimasta a lungo. Beef 2 ha le credenziali per farcela. La scommessa vera è se il brand resiste senza i volti che lo hanno costruito.