Berlusconi da Meloni: oggi l’incontro tregua/ Ronzulli: “Uniti al Colle per Governo”

OGGI L’INCONTRO BERLUSCONI-MELONI PER LA TREGUA SUL GOVERNO

Oggi lunedì 17 ottobre sarà la giornata della “tregua” in casa Centrodestra: Silvio Berlusconi si presenterà alle ore 16 all’incontro con Giorgia Meloni presso la sede FdI in Via della Scrofa a Roma per ricucire il patto dopo l’opera di “disgelo” messa in piedi dai “pontieri” di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, in modo da permettere rapidamente la nascita del Governo Meloni. Con la delegazione di Centrodestra che sarà unita al Colle nel momento di ricevere l’incarico per formare l’esecutivo: questo ha spiegato Berlusconi chiamando nel weekend la leader di FdI e questo ha ribadito oggi in una lunga nota la senatrice Licia Ronzulli, una degli “oggetti del contendere” nello strappo visto in Parlamento la scorsa settimana. Per chi si fosse perso le puntate precedenti, molto brevemente:

– Berlusconi non ha fatto votare il candidato del Centrodestra per la Presidenza del Senato – Ignazio La Russa – eletto però grazie ad almeno 7 voti del Centrosinistra
– Il nervosismo di Berlusconi contro Giorgia Meloni si è manifestato per i “veti” imposti da Fratelli d’Italia su alcuni nomi richiesti dal Cav per la propria quota di Ministri nel prossimo Governo
gli appunti di Berlusconi immortalati dalle telecamere del Senato dove si sono letti giudizi durissimi del leader di Forza Italia contro la Premier in pectore («prepotente, offensiva, ridicola»), con la pronta replica di Meloni «ma non sono ricattabile»

ACCORDO MELONI-BERLUSCONI: IN COSA CONSISTE?

L’aria di tensione tra Forza Italia e Fratelli d’Italia, insomma, non era esattamente delle migliori: i vari appelli dei “pontieri” in casa Centrodestra, oltre alla consapevolezza di dover presentare un Governo all’altezza delle emergenze cui è chiamata a rispondere l’Italia in questo momento (con richiamo del Colle sempre sullo sfondo, ndr) ha portato ai colloqui prima telefonici e oggi di persona tra Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni. L’accordo di massima sarebbe già stato raggiunto con tre opzioni tutte valide sul tavolo:

1- Nodo giustizia: invece che Carlo Nordio Ministro, potrebbe alla fine spuntarla un forzista come Francesco Paolo Sisto o Elisabetta Casellati
2- Viminale o MISE: Forza Italia potrebbe richiedere una di queste due caselle da tempo “prenotate” da Lega e FdI. In lizza nel totoministri il forzista Gilberto Pichetto Fratin
3- Squadra di Governo: se l’ipotesi del “Corriere” di 23 Ministri totali, Forza Italia potrebbe chiedere di avere 5 o 6 caselle invece delle 4 precedentemente richieste (Esteri-Tajani, MIUR-Bernini, PA-Casellati, Salute-Ronzulli)

SCONTRO BERLUSCONI-MELONI, LICIA RONZULLI: “UNITI AL COLLE”. LEGA “NOI PONTIERI”

L’accordo alla fine si farà, anche perché la nota emersa in mattinata della senatrice Licia Ronzulli fa intendere come la tregua tra Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni sia in realtà stata trovata già prima dell’incontro previsto per questo pomeriggio nella sede FdI. «Il caso Ronzulli non è mai esistito, e comunque non esiste più. Io sono figlia di un carabiniere, mio padre ha servito il Paese nell’Arma per tanti anni e mi ha insegnato che servire la Patria è il primo dovere di ogni cittadino e prima di tutto di chi ha responsabilità pubbliche», spiega la responsabile del coordinamento in Forza Italia, strettissima collaboratrice di Silvio Berlusconi. «Nella squadra di governo – sottolinea ancora Ronzulli – Forza Italia dovrà svolgere il ruolo importante, sul piano dei contenuti e degli assetti, che le è stato conferito dal consenso degli elettori. Nei prossimi giorni il centrodestra si presenterà unito al Colle, per proporre al Presidente della Repubblica di conferire l’incarico all’on. Meloni, che ha il diritto-dovere di guidare il paese per portarlo fuori dalla crisi».

Caso “chiuso”? Più o meno, visto che alcuni malesseri permangono tanto in alcuni forzisti, quanto in altri meloniani: «Giorgia Meloni? È semplice: ha deciso di fare fuori Berlusconi», attacca il senatore di FI Gianfranco Miccichè su “La Stampa”, «Sta giocando a dividere Forza Italia. Lo ha fatto anche con la Lega, scegliendo Giorgetti come ministro dell’Economia. Salvini ha avuto il coraggio di reagire, dicendo che quella casella non era in carico a quelle destinate al Carroccio». «La mia idea – conclude il senatore azzurro – è: diamo l’appoggio esterno al governo. A questo punto si scelga lei questi scienziati di ministri». Gli replica a distanza il capogruppo FdI alla Camera Francesco Lollobrigida, alla vigilia dell’incontro Berlusconi-Meloni: «Serve un percorso di chiarezza, che nelle prossime ore contiamo si possa riattivare. No a inciuci né governi anomali», conferma a “La Repubblica”, aggiungendo «altrimenti neppure ci proviamo. E torniamo dagli elettori, riproponendo a quel punto una coalizione diversa dall’attuale». Dalla Lega invece si pongono le basi per tenere fede all’accordo iniziale del Centrodestra e presentare la nuova squadra nei prossimi giorni: «La Lega ha già dimostrato di essere parte importante attiva per garantire stabilità, per cercare di fare un po’ da pontiere di fronte ad alcune incomprensioni, ma siamo assolutamente ottimisti che il Governo si farà, perché è questo che i cittadini ci hanno chiesto con l’espressione del voto popolare e sarebbe assurdo deluderli. Riusciremo a ricomporre qualche incomprensione, ma nel giro di poco tempo, si presume con l’inizio delle consultazioni, giovedì 20 e venerdì 21, si possa già arrivare a un giuramento del Governo intorno alla giornata del 24», ha dichiarato il capogruppo al Senato del Carroccio, Massimiliano Romeo, a Mattino24 su Radio24.

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