Brasile, operazione per espellere i cercatori d’oro illegali dal territorio Yanomami

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A dare la notizia l’organizzazione per i diritti umani Survival International. A causa delle devastazioni commesse negli ultimi anni dai minatori, su incoraggiamento dell’ex presidente Bolsonaro, nell’area è stata provocata una catastrofica crisi sanitaria con centinaia di persone, in particolare bambini, morti di malnutrizione e malattie prevenibili

In Brasile è partita una vasta operazione condotta dall’Agenzia di protezione ambientale Ibama, dal dipartimento agli affari Indigeni Funai e dalle Forze nazionali di pubblica sicurezza per rimuovere migliaia di cercatori d’oro illegali dal territorio Yanomami, nel nord del Paese. A dare la notizia è stata l’8 febbraio l’organizzazione per i diritti umani Survival International.

A causa delle devastazioni commesse negli ultimi anni dai minatori, su incoraggiamento dell’ex presidente Bolsonaro, nel territorio Yanomami è stata provocata una catastrofica crisi sanitaria, definita “genocidio” dal neo presidente Lula. Centinaia di Yanomami, in particolare bambini, sono morti di malnutrizione e malattie prevenibili. Tra gli scempi compiuti dai minatori la creazione di migliaia di siti estrattivi sfregiano e la costruzione di piste aeree illegali e persino di una strada.

Durante il governo di Bolsonaro, nei confronti del quale la Polizia federale brasiliana ha aperto un’indagine per genocidio, il numero delle miniere nel territorio è aumentato vertiginosamente, con bande criminali che hanno preso il controllo di gran parte del mercato illegale dell’oro nell’area. I cercatori d’oro hanno raggiunto anche zone di foresta abitate dagli Yanomami incontattati.

“Sono stanco di sentire il pianto delle madri e dei padri Yanomami che hanno perduto i loro figli” ha detto Davi Kopenawa Yanomami, noto leader e presidente dell’organizzazione Yanomami Hutukara. “La morte dei nostri bambini non è colpa degli Yanomami. Noi Yanomami siamo esseri umani, ma Bolsonaro ha distrutto la nostra salute e la nostra terra. Un crimine che si sta verificando nella mia ‘casa’. Oltre a urgenti cure sanitarie, la cosa di cui abbiamo più bisogno è la protezione permanente e totale della nostra terra, in particolare nelle aree di frontiera dove vivono i Moxihatetea [Yanomami incontattati]. Ciò che è accaduto non deve ripetersi mai più”.

“Questo disastro è stato in gran parte orchestrato dall’ex Presidente Bolsonaro. Ha incoraggiato l’invasione dei minatori e ha persino impedito alle equipe mediche di entrare nell’area quando la portata dell’emergenza sanitaria era già ben evidente” ha dichiarato Sarah Shenker, direttrice di Survival International Brasile. “Ora, oltre a espellere i minatori, serve un massicco intervento sanitario per contrastare la crisi. E per smantellare e consegnare alla giustizia le bande criminali che occupano l’area e hanno sparso il terrore nel territorio degli Yanomami, occorrerà una reale volontà politica. Questa operazione arriva appena in tempo. È vitale che le autorità caccino i minatori e li tengano fuori per sempre. Per troppo tempo hanno flagellato le vite degli Yanomami provocando miseria e distruzione indicibili. Anche se verranno espulsi e tenuti lontani, ci vorranno molti anni prima che gli Yanomami e la loro foresta si possano riprendere. E soprattutto, questo genocidio non dovrà mai più ripetersi. I territori indigeni del Brasile devono essere pienamente demarcati e protetti dalle invasioni. È l’unico modo per i popoli indigeni, gruppi incontattati compresi, di sopravvivere, prosperare e continuare a vivere a modo loro nelle loro terre, che sono tra le più biodiverse del pianeta.”