In giornata sarà convocata a Palazzo Chigi la Cabina di Regia anti-Covid che vede per la prima volta – per decisa scelta del Premier Draghi – la presenza oltre dei membri Cts, Ministero Salute e Regioni anche dei Ministri in ambito economico (nella fattispecie, Garavaglia-Turismo e Giorgetti-Sviluppo Economico): in base ai dati in arrivo come sempre dal monitoraggio Iss settimanale, la Cabina dovrà stilare la nuova classificazione in zone “colorate” per le Regioni italiane.
Il tutto mentre è in corso la composizione del nuovo Dpcm (oggi la bozza sarà presentata alle Regioni) che dal 1 marzo sarà approvato dal Governo Draghi, con validità dal 6 marzo fino al 6 aprile (Pasqua dunque compresa, ndr): il timore delle varianti e l’aumento di casi e ricoveri porta l’esecutivo a tenere ancora alta la guardia senza allentare praticamente su nessun settore le dure chiusure fin qui apportate. Ad oggi la situazione dei “colori” e delle “zone” in Italia vedeva questa classificazione: nessuno in zona bianca e zona rossa, zona gialla (Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Valle d’Aosta, Veneto), zona arancione (Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Molise, PA Bolzano, PA Trento, Toscana, Umbria). Ma da lunedì prossimo, giorno scelto per l’entrata in vigore delle nuove ordinanze sui colori anche qui per decisa scelta del Premier Draghi, la situazione potrebbe cambiare nettamente.
QUALI REGIONI CAMBIERANNO COLORE DA LUNEDÌ
Fermo restando che nel nuovo Dpcm verrà confermato appieno il sistema di classificazione dei colori – al netto delle fibrillazioni viste ieri nel confronto Stato-Regioni con la richiesta di un cambio dei criteri dalle prossime settimane – sono al momento 6 le Regioni “in bilico” per poter cambiare colore nelle nuove ordinanze che seguiranno la Cabina di Regia quotidiana. Piemonte, Marche, Basilicata, Puglia, Lombardia e Lazio rischiano di entrare in zona arancione dopo l’aumento dei casi dovuti a variante Covid negli ultimi giorni. Già le zone di Brescia, Bologna, Siena, Pistoia, Ancona e Perugia sono state poste con apposite ordinanze regionali in “arancione scuro” ma il rischio variante rimane e per questo si temono restrizioni maggiori con l’Italia che sarà molto meno “gialla” nella prossima settimana. Valle d’Aosta e Sardegna hanno i numeri da zona bianca e sperano in un’ordinanza “benevola” del Ministero, mentre Liguria pone fiducia nel ritorno in zona gialla dopo aver visto diminuire l’indice Rt negli ultimi 7 giorni.
I CRITERI DELLE ZONE
Secondo l’ultimo Decreto Covid approvato dal Governo Draghi sul rinnovo dello stop agli spostamenti fra Regioni, sono stati anche aggiornati e variati i criteri per l’accesso alle 4 zone “colorate” in cui classificare le Regioni italiane anche nel prossimo Dpcm in via di composizione.
ZONA BIANCA: «Le Regioni nei cui territori l’incidenza settimanale di contagi è inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti per tre settimane consecutive e che si collocano in uno scenario di tipo 1, con un livello di rischio basso». Misure: tutto aperto, no restrizioni e niente coprifuoco.
ZONA ARANCIONE: «Le Regioni nei cui territori l’incidenza settimanale dei contagi è superiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti e che si collocano in uno scenario di tipo 2, con livello di rischio almeno moderato, nonché quelle che, in presenza di una analoga incidenza settimanale dei contagi, si collocano in uno scenario di tipo 1 con livello di rischio alto». Misure: negozi aperti, bar-ristoranti solo da asporto, chiusi centri commerciali nei weekend e divieto di uscire dal proprio Comune.
ZONA ROSSA: «Le Regioni nei cui territori l’incidenza settimanale dei contagi è superiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti e che si collocano in uno scenario di tipo 3, con livello di rischio almeno moderato». Misure: lockdown generalizzato, aperti solo i servizi essenziali e i negozi come alimentari, parrucchieri e farmacie.
ZONA GIALLA: «Le Regioni nei cui territori sono presenti parametri differenti da quelli indicati alle lettere a), b), c)». Misure: negozi aperti, bar-ristoranti aperti solo a pranzo, spostamenti liberi all’interno della propria Regione.
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