
Parigi supera i 40°C per la terza volta nella storia, mentre sul ghiacciaio della Marmolada le alte temperature hanno fatto aprire un grande crepaccio poco lontano dal punto della strage del 3 luglio. Biden verso l’emergenza climatica
In Europa è caldo estremo. In Gran Bretagna, dove per la prima volta martedì 19 luglio sono stati registrati i 40°, sono 13 le vittime del caldo mentre le spiagge sono prese d’assalto. In Spagna, Francia e Italia gli incendi diffusi e le implacabili ondate di calore stanno provocando una situazione anomala, che non sembra destinata a smettere. In Spagna, dove si sono raggiunti i 45°C, la settimana dal 10 al 16 luglio ha fatto conteggiare 510 vittime del caldo: per lo più sono anziani, ma ci sono anche due giovani lavoratori morti per un colpo di calore a Madrid.
Condizioni non molto diverse in Francia, soprattutto nell’ovest del Paese, dove è particolarmente significativo l’incremento di temperature rispetto ai precedenti record. Martedì 19 luglio il termometro è andato oltre i 40°C per la terza volta nella storia a Parigi, dove è stato innalzato il livello di allerta. A Nantes sono stati registrati 42°C, in crescita rispetto al precedente picco di 40°C registrato nel 1949.
A destare preoccupazione però è anche la Germania, dove il 19 luglio è stato il giorno più caldo dell’anno finora: nella città di Emsdetten, in Nordteno-Vestfalia, toccati i 40°C.
Si deve tutto all’Anticiclone africano Apocalisse, che ha investito l’intero continente. Nel nostro Paese sono soprattutto gli incendi a provocare allarmi e disagi: devastante il rogo divampato sul Carso nei giorni scorsi, da Trieste a Muggia, che ha messo a dura prova la resistenza degli abitanti ma anche della rete elettrica, come testimoniano vari black out poi risolti. Chiuso per oltre 30 chilometri il tratto autostradale Sistiana- Redipuglia in direzione Venezia. Su Twitter il vicepresidente del Friuli Venezia Giulia con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, ha annunciato di aver firmato insieme al presidente della Regione Massimiliano Fedriga “Il decreto per l’emergenza incendi in Friuli Venezia Giulia: subito 500mila euro per la salvaguardia della pubblica incolumità, messa in sicurezza del territorio e rimborso ai Comuni per la sistemazione provvisoria degli sfollati e assistenza alle persone colpite”. Nel resto della penisola ad oggi sono più di 40 i roghi nella Provincia di Roma, 350 gli ettari di bosco andati in fumo in provincia di Lucca. Ma le fiamme hanno raggiunto anche la periferia di grandi centri, come Firenze, Bolzano, Lucca e Arezzo.
Intanto, sul ghiacciaio della Marmolada, a due settimane dallo slittamento della porzione sommitale che ha ucciso 11 persone, le alte temperature hanno provocato l’apertura di un crepaccio largo circa 200 metri con uno spessore di circa 30 alla destra orografica rispetto alla calotta crollata. A dare l’allarme il titolare del rifugio “Ghiacciaio” che ha sentito scricchiolii e rumori provenire dall’alto. Il crepaccio è costantemente monitorato, ma sembra essere in espansione. Mauro Gaddo, direttore dell’ufficio previsioni e pianificazione del Servizio prevenzione rischi e centrale unica di emergenza della Provincia di Trento, ha spiegato: “Quella frattura c’è sempre stata, con ogni probabilità si è allargata ed entra acqua. Nei giorni scorsi c’erano 16 gradi. Stiamo monitorando il crepaccio e i tecnici con i droni stanno effettuando ulteriori verifiche”.
E il caldo non si ferma neanche oltre oceano. Sotto la pressione dei democratici, che vogliono arrivare a una maggiore produzione di energia rinnovabile tramite l’approvazione del Defense Production Act, negli Stati Uniti il presidente Joe Biden potrebbe dichiarare lo stato di Emergenza climatica già questa settimana, come riportato dal Washington Post. La decisione sarebbe parte di un mix di ulteriori azioni progettate per ridurre le emissioni inquinanti che stanno provocando il riscaldamento globale, anche in considerazione degli 89 milioni di americani che attualmente vivono condizioni climatiche di caldo elevato.