Carlo Cracco spegne 60 candeline e resta una delle figure più iconiche della cucina italiana contemporanea. Nato a Creazzo, in provincia di Vicenza, nel 1965, Cracco ha attraversato quattro decenni di gastronomia diventando il volto di un’Italia capace di unire tradizione e sperimentazione. Dalle prime esperienze al fianco di Gualtiero Marchesi fino alla consacrazione con il suo ristorante nel cuore di Milano, il suo percorso è una continua ricerca dell’equilibrio tra estetica, rigore e provocazione.
Dalle stelle Michelin alla televisione
Dopo l’esperienza da Marchesi, Cracco si forma tra Parigi e Firenze, fino ad aprire nel 2001 “Cracco Peck”, che conquisterà due stelle Michelin e proietterà lo chef nel gotha della ristorazione mondiale. La consacrazione popolare arriva però con la televisione: nel 2011 diventa uno dei giudici di MasterChef Italia, portando in prima serata un mix di severità e ironia che lo trasforma in un personaggio amato e discusso. Tra frasi taglienti, sopracciglia alzate e piatti perfetti, Cracco ha contribuito a cambiare il linguaggio gastronomico televisivo, rendendo la figura dello chef un simbolo di cultura e stile.
Un percorso tra ricerca e discusse intepretazioni
Negli ultimi anni Cracco ha costruito un vero impero del gusto. Il suo ristorante in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano, con il bistrot e la pasticceria, è diventato una tappa iconica per gourmet e turisti. Ma accanto alla ricerca di eleganza e perfezione, lo chef ha spesso messo al centro temi etici: dalla lotta contro lo spreco alimentare alla valorizzazione dei prodotti italiani di filiera corta. Anche le sue provocazioni, come la celebre pizza gourmet da 16 euro, o la reinterpretazione del tuorlo d’uovo fritto, hanno stimolato dibattiti sulla percezione del valore del cibo e sul ruolo della cucina d’autore.
Sessant’anni e non sentirli
Accanto ai piatti, Cracco ha scelto da tempo un’avventura straordinaria: dal 2019, assieme alla moglie Rosa Fanti, gestisce l’Azienda Agricola Vistamare, un progetto vinicolo di 14 ettari situato sulle colline di Santarcangelo di Romagna. I vini “La Ciola” (bianco) e “Colle Giove” (rosso) sono venduti esclusivamente tramite il suo e-commerce a 44 € per bottiglia.
L’azienda punta su pratiche biologiche e vini di territorio, aggiungendo un capitolo di identità agricola al suo percorso già complesso e poliedrico.
A sessant’anni, Carlo Cracco non sembra intenzionato a rallentare. Tra eventi, podcast, collaborazioni internazionali e un’attenzione crescente per la formazione dei giovani cuochi, continua a incarnare il volto più sofisticato (e a tratti ribelle) della gastronomia italiana.