Caso Equalize, due anni dopo: le contraddizioni nelle accuse, ma ora l’hacker esce di scena

Milano, 22 ottobre 2026 – Le contraddizioni attribuite a Samuele Calamucci possono pesare sugli altri procedimenti Equalize, a partire dalle accuse a Enrico Pazzali e dalle posizioni dei presunti committenti dei dossier. Ma un’eventuale inattendibilità dell’hacker peserebbe soprattutto dove mancano riscontri autonomi. Il nodo potrebbe riguardare e avere effetti anche sugli imputati per gli accessi abusivi.

A due anni dallo scandalo, Calamucci ha raggiunto con la Procura di Milano un accordo per patteggiare tre anni e quattro mesi, con l’attenuante per la collaborazione. Manca il via libera del giudice. Che potrebbe arrivare nelle prossime settimane. In ogni caso il pm Francesco De Tommasi sostiene che abbia “collaborato lealmente” e che le sue dichiarazioni siano assistite da “validi riscontri individualizzanti”.

I dubbi emergono anche dalle sue ammissioni ai pm. Come emerso la scorsa settimana, Calamucci aveva inventato per Carmine Gallo una squadra di quaranta analisti inglesi al lavoro su Beyond, arrivando a scrivere una mail fingendosi una ricercatrice. Non solo. Ai colleghi aveva vantato 15mila schede sottratte alle banche dati; i carabinieri hanno inoltre documentato chat WhatsApp simulate attraverso due profili. Davanti ai magistrati ha ammesso le millanterie su analisti e schede, rivolte ai colleghi e non ai pm. Resta la capacità di costruire storie plausibili.

Il contrasto più delicato riguarda Pazzali, ex presidente di Fondazione Fiera. In conversazioni intercettate Calamucci e Gallo affermavano che “Enrico non deve saperlo”, parlando degli accessi allo Sdi. Interrogato, Calamucci ha sostenuto che Pazzali ne fosse informato, dando nel tempo spiegazioni differenti di quella frase.

La difesa dell’ex manager nega che conoscesse gli accessi illeciti e contesta l’attendibilità delle accuse. Per i pm esistono riscontri specifici. Tra gli imputati figura appunto anche Leonardo Maria Del Vecchio, che respinge l’accusa di concorso in accesso abusivo e ha chiesto il giudizio immediato, fissato per il 13 gennaio 2027.

In un filone distinto, Del Vecchio è invece persona offesa di una presunta truffa per cui risulta indagato proprio Calamucci. In questi giorni ricorrono due anni dai primi arresti.

Nel frattempo, per l’uomo che ha ammesso le sue millanterie si profila una pena concordata; per gli altri il confronto con le sue dichiarazioni si sposta in aula.