
CDM OGGI SULLA CRISI IN UCRAINA
È atteso nel pomeriggio il nuovo Consiglio dei Ministri dove varare provvedimenti di aiuti concreti all’Ucraina stante il conflitto in corso con la Russia: come già anticipato nel precedente “Decreto Ucraina” (dove è stato varato lo stato d’emergenza per 3 mesi in Italia), il Governo Draghi si schiera con Nato e Ue nel sostegno al Governo di Kiev non solo nelle sanzioni contro il Cremlino ma anche attivamente nella fornitura di armi “non letali”.
Secondo le anticipazioni fornite dall’ANSA, nel CdM si interverrà per garantire sostegno e assistenza al popolo ucraino attraverso la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari alle autorità governative dell’Ucraina. Tali misure integreranno il Decreto Ucraina già approvato lo scorso 25 febbraio: oltre agli aiuti all’Ucraina, nella riunione di oggi è prevista anche una seconda norma che introdurrà «una procedura che consenta maggiore flessibilità nell’uso delle diverse sorgenti di energia elettrica del Paese».
DECRETO ARMI A KIEV: LE NOVITÀ
«Missili Spike anti-carro, mitragliatrici e munizioni alle autorità governative di Kiev», si legge nel testo del Decreto legge oggi in arrivo nel CdM a Palazzo Chigi. Non solo, verranno mobilitati in tutto circa 3.400 militari italiani su tre missioni Nato già cominciate sul fronte Est (in primi 1.350 saranno operativi solo fino al 30 settembre). Sono invece già atterrati ieri alla base Kogălniceanu di Costanza – Romania – i primi 2 dei 4 aerei Eurofighter italiani che andranno sostanzialmente a raddoppiare lo schieramento dell’aeronautica Nato su quel fronte. Il provvedimento è stato organizzato dal Ministero della Difesa e punta sugli articoli 3-4 del Trattato Nordatlantico che consente alle parti di «aiutarsi per accrescere la capacità individuale e collettiva di resistere ad un attacco armato». Come sottolineano ancora le fonti del Governo presso l’ANSA, «Stinger antiaerei e armi anticarro sono la scelta più indicata per i contesti di conflitto urbano. Possono aumentare, e di molto, le capacità della resistenza ucraina. Sulle strade, inoltre, potrebbero essere posizionate le mine anticarro per fermare l’avanzata russa». Qualche perplessità sul fornire armi all’esercito ucraino è stata fatta notare ieri nell’intervista a “Mezz’ora in più” dal leader della Lega Matteo Salvini: «All’Europa chiedo non di distribuire armi letali ai confini con la Russia, ma di perseguire la via del Santo Padre: confronto, dialogo, diplomazia, sanzioni. Preferisco parlare di corridoi umanitari e non voglio che la risposta dell’Italia e dell’Europa, culla di civiltà, sia che distribuisca armi letali. Comunque non in mio nome».
CARO ENERGIA: GLI INTERVENTI DEL GOVERNO DRAGHI
L’emergenza della guerra in Ucraina non è però solo armi o munizioni, ma è anche – se non soprattutto – per l’Europa un problema energetico: dopo aver varato lo stato di pre-allarme su gas e petrolio, il Governo italiano intende mettere ancora mano a provvedimenti al caro energia. Nel CdM di oggi verrà approvata una norma che in caso di effettiva vera crisi di forniture gas, «consenta di usare temporaneamente le centrali a carbone» così come rilanciato dal Premier Draghi nella sua informativa al Parlamento sulla crisi Ucraina. Il secondo provvedimento sul fronte energetico, che arriverà in Consiglio dei ministri, introduce una procedura che consente «maggiore flessibilità nell’uso delle diverse sorgenti di energia elettrica»: dunque carbone, elettrico e rinnovabili sono le “armi” che l’Italia e l’Ue tentano di mettere in campo sulla crisi energetica internazionale. Stando alle anticipazioni sul decreto odierno, per ovviare ad eventuali crisi di gas dalla Russia (anche se Gazprom ieri ha confermato che non vi saranno interruzioni nelle forniture nonostante il conflitto ucraino) si va dall’incremento del gas naturale liquefatto dagli Stati Uniti fino ai gasdotti Tap in Azerbaijan, la Transmed da Algeria e Tunisia e infine anche Greenstream dalla Libia portati tutti a pieno carico.
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