C’è un popolo di moderati che vuole risposte

Il segnale che emerge dalle consultazioni in Marche e Valle d’Aosta è quello di un elettorato che non ama eccessi. La metà sceglie di non recarsi alle urne, spettatore disincantato di una politica che non convince. L’altra metà concede fiducia – pur con riserve – a Giorgia Meloni, che appare capace di garantire stabilità più degli avversari, spesso impegnati in esibizioni movimentiste in tempi già instabili. Una battuta d’arresto Pd nelle Marche particolarmente dolorosa: si sgancia un vagone dal tradizionale convoglio dell’Italia centrale, quel corridoio rosso che per decenni ha compensato le debolezze a nord, minacciate dalla Lega, e a sud, logorate dai Cinque Stelle. Né il cosiddetto campo largo ha portato frutti: Conte fermo al 5%, Avs al 4. Una regione fatta di piccole imprese e ceto medio mostra di non fidarsi delle esasperazioni, soprattutto in un contesto internazionale attraversato da venti minacciosi. Non a caso, nello stesso centrodestra, la Lega perde terreno mentre Forza Italia sorprende. In Valle d’Aosta si conferma la tradizione: vince l’autonomismo moderato dell’Union Valdôtaine con il Centro, mentre i partiti nazionali restano sullo sfondo. È un messaggio eloquente: l’Italia profonda predilige pragmatismo e misura, non scosse ideologiche. Gli effetti di questo voto non tarderanno a farsi sentire. Meloni continuerà a corteggiare l’elettorato moderato, ma la strada si complica se tenterà di forzare sul premierato o se dovrà pagare pegno alla Lega sulla questione autonomista. Nel centrosinistra, invece, il Pd dovrà decidere se riaffermare la vocazione di partito di governo, puntando su economia sociale di mercato, riforme del lavoro ed europeismo, o se ridursi ad appendice di alleanze poco produttive. Il vero nodo, però, resta la grande area del non voto: una metà del Paese che abdica alla partecipazione. Sono soprattutto moderati, stanchi della confusione e delle risse verbali che sottraggono spazio all’unica cosa che chiedono: un governo concreto, di buon senso, capace di parlare alla vita reale delle persone.