Cina, inizia il Congresso Partito Comunista/ Xi Jinping “Leader del Popolo” come Mao?

Cina, inizia il Congresso Partito Comunista/ Xi Jinping “Leader del Popolo” come Mao?

INIZIA OGGI IN CINA IL XX CONGRESSO DEL PARTITO COMUNISTA: COSA C’È DA SAPERE

Scatta oggi a Pechino il XX Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese (PCC) in quello che da tempo ormai è atteso in tutta la Cina come il momento “della verità” per il futuro della maxi potenza economica asiatica, per il futuro delle relazioni internazionali tra Cina e Occidente e, da ultimo, per il futuro di Xi Jinping alla guida del regime comunista più longevo al mondo. È infatti sul ruolo che avrà l’attuale Segretario Generale del Partito, Presidente della Repubblica Popolare Cinese, Presidente della Commissione militare centrale che si gioca molto se non tutto del destino di questo Congresso Nazionale del Partito: con ogni probabilità – al netto delle forte problematiche di questi ultimi anni tra Covid, crisi economica, crisi dei dazi e questione Taiwan – Xi Jinping sarà rieletto per la terza volta al suo mandato quinquennale. Ma per definito “imperatore a vita” dall’ultimo Plenum del PCC lo scorso novembre 2021, il ruolo di “nuovo” Mao Tzedong passa tutto dalla nomina con la quale verrà “rivestito” dal Congresso.

Se infatti Xi verrà definito “Leader del Popolo” entrerà nella ristrettissima schiera di personaggi chiave per la storia della Cina comunista: prima di lui solo Mao, per l’appunto il “Grande Leader”, e Hua Guofeng – il “Saggio Leader” – ebbero l’onore di ricevere la carica dal PCC in pratica vita natural durante. La televisione pubblica CCTV ha lanciato un sito specifico intitolato “Xi Jinping: il leader del popolo” che potrebbe a questo punto lasciar credere senza più nessun dubbio che il titolo di “Leader del Popolo” possa essere già pronto per il Presidente Xi. Attenzione, non si tratta di una questione solo “formale” pur per un Paese come la Cina quasi ossessionata dalla ritualità e dalla tradizione: la carica di Leader del Popolo a Xi Jinping vorrebbe dire in pratica una carica a vita. Per l’appunto, un impero comunista a vita legato al Presidente e leader mondiale nella “sfida” all’Occidente.

CONGRESSO PARTITO IN CINA NOMINERÀ XI JINPING LEADER DEL POPOLO? GLI SCENARI

Va ricordato come il “culto della personalità” in Cina è bandita dall’epoca di Deng: eppure, sempre più negli ultimi anni, i vertici del partito così come gli organi ufficiali della Repubblica Popolare di Cina tendono a dare fortissima spinta a Xi Jinping come non si vedeva dal “leader fondatore della patria comunista”. Con il via oggi al XX Congresso Nazionale del PCC Xi Jinping prova dunque a superare tutte le – timide – opposizioni alla sua nuova e futura leadership: le distanze che ancora permangono tra il titolo “Leader del Popolo” e quello di “semplice” Presidente cinese. Qualora Xi ottenesse per la terza volta consecutiva la conferma a “imperatore di tutto” in Cina si romperebbe la tradizione che prevede un massimo di 10 anni al potere per ogni leader moderno: nella Sala del Popolo – che affaccia su Piazza Tienanmen – saranno 2.300 i delegati del Partito Comunista Cinese ‘scelti’ tra 95 milioni di iscritti al Partito che dovranno eleggere i 205 membri con diritto di voto, oltre che i 170 membri non elettori del Comitato centrale. Queste due formazioni dovranno a quel punto scegliere i 25 delegati del Politburo, i quali a loro volta eleggeranno i 7 uomini più potenti della Cina, componenti del “comitato permanente del Politburo” di Cina. La guerra di potere interna alle “correnti” del Partito è cominciata da mesi e sarà solo un accordo preventivo interno ai comitati centrali che daranno il via a tutta questa serie di “elezioni” che tutto possono sembrare ma che di democratico hanno ben poco.

Come ha spiegato negli scorsi giorni Cai Xia, oggi esule cinese negli Usa ma per 20 anni docente di teoria politica alla prestigiosa CCP Central Party School, il Partito Comunista Cinese somiglia sempre più ad una organizzazione mafiosa: «“picciotti” di basso rango che devono seguire il proprio “boss” nella speranza di fare carriera. Se un “boss” decade, automaticamente anche tutta la sua linea di protetti crolla. L’apice del sistema è il capo del Partito, il “Don”, al di sotto del quale siedono i vari sottoposti del Comitato Permanente, ognuno con diversi ruoli tematici (esteri, economia, anticorruzione, eccetera..). Al di sotto di questi si trovano gli altri diciotto membri del Politburo allargato, i successori in linea dei membri del Comitato Permanente. Sono gli esecutori materiali degli ordini di Xi», si legge nel focus di “Formiche.net”. Economia, esteri, “minoranze”, Covid, Taiwan, scenari geopolitici internazionali e quant’altro: la Cina e forse anche il mondo intero attende cosa emergerà dal Congresso del Partito che potrebbe cambiare molto del futuro prossimo di tutti questi “nodi” affrontati dalla Presidenza di Xi Jinping negli ultimi 10 anni.

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