A rivelarlo è il 32esimo rapporto annuale sullo Stato del Clima con le analisi degli scienziati del NOAA. Ondate di calore, eventi estremi e siccità. Gli esperti: “Il cambiamento climatico non è una minaccia futura”
Le concentrazioni di gas serra, i livelli del mare e il contenuto di calore degli oceani hanno raggiunto livelli record nel 2021. A dirlo è il 32esimo rapporto annuale sullo Stato del Clima (State of the Climate), pubblicato il 31 agosto scorso. È l’analisi annuale internazionale del clima mondiale, condotta dagli scienziati dei National Center for Environmental Information del NOAA e pubblicata dal Bulletin of the American Meteorological Society (AMS). Si basa sui contributi di oltre 530 scienziati di oltre 60 Paesi e fornisce l’aggiornamento più completo sugli indicatori climatici del pianeta.
I gas serra sulla Terra sono saliti a livelli mai registrati prima. Le principali concentrazioni di gas serra nell’atmosfera – anidride carbonica, metano e protossido di azoto – sono salite a nuovi massimi storici nel 2021. La media annuale globale della concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera è stata di 414,7 parti per milione (ppm). Questo valore è stato superiore di 2,3 ppm rispetto ai valori del 2020, anno della pandemia, ed è stato il più alto in almeno l’ultimo milione di anni sulla base delle registrazioni paleoclimatiche.
La tendenza al riscaldamento della Terra è proseguita. Una serie di analisi scientifiche indica che le temperature annuali della superficie globale sono state superiori di 0,38-0,28 °C rispetto alla media del periodo 1991-2020. Questo dato colloca il 2021 tra i sei anni più caldi da quando le registrazioni sono iniziate a metà del 1800. Gli ultimi sette anni (2015-2021) sono stati i sette anni più caldi mai registrati e la temperatura media della superficie globale è aumentata a un tasso medio di 0,08-0,09 °C per decennio dall’inizio delle registrazioni.
Il calore dell’oceano e il livello globale del mare sono stati i più alti mai registrati. Per il 10° anno consecutivo, il livello medio globale del mare è salito a un nuovo record, superando di circa 97,0 mm la media del 1993, anno che segna l’inizio delle misurazioni satellitari.
L’attività dei cicloni tropicali è stata ben al di sopra della media. Lo scorso anno si sono verificate 97 tempeste tropicali nominate durante le stagioni delle tempeste dell’emisfero settentrionale e meridionale, ben al di sopra della media 1991-2020 di 87. L’uragano Ida, di categoria 4, è stata la tempesta più impattante dell’Atlantico. Con 75 miliardi di dollari di danni, Ida è stato il disastro statunitense più costoso del 2021 e il quinto uragano più costoso mai registrato dal 1980. Il super tifone Rai è stato il terzo tifone più costoso nella storia delle Filippine, che ha causato circa 1 miliardo di dollari (USA) di danni e oltre 400 morti.
“I dati presentati in questo rapporto sono chiari: continuiamo a vedere prove scientifiche sempre più convincenti del fatto che il cambiamento climatico ha impatti globali e non mostra segni di rallentamento”, ha dichiarato l’amministratore della NOAA Rick Spinrad, Ph.D. “Le molte comunità colpite quest’anno da inondazioni, siccità eccezionali e caldo storico, dimostrano che la crisi climatica non è una minaccia futura, ma qualcosa che dobbiamo affrontare oggi, mentre lavoriamo per costruire un mondo climaticamente pronti e resilienti agli eventi estremi determinati dal clima”.
Per saperne di più
BAMS Report – National Oceanic and Atmospheric Administration
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