Sembra un gioco di parole, anzi lo è davvero: un ristorante che si chiama Altrove, e questo Altrove si trova a Milano.
Il ristorante fa parte di Il Viaggiator Goloso, il marchio di supermercati (già U2) parte del gruppo Unes, a sua volta parte del Gruppo Finiper Canova. Gruppo presente nella ristorazione con supermercati (Iper la grande I), marchi come Rom’Antica, CremAmore, Caffè Portello, e centri commerciali (Portello). Fra gli acquisti più recenti di Finiper Canova troviamo anche Giannasi 1967, acquisito nell’ottobre 2024, che conta già nuove sedi (Mercato Isola, Mercato Rombon).
Il ristorante Altrove ha aperto da un paio di mesi nell’area del CityLife Shopping District Milano. Siamo all’inizio della Galleria Castelli Ferrieri, affacciata su viale Boezio e piazza Sei Febbraio. La nuova struttura, su tre piani, può accogliere più di 320 coperti.
Un locale su tre piani, con terrazza

Locali ampi, open space, ma mossi, con soffitti alti. Al pianterreno, un ampio spazio è occupato da un bancone self-service, da asporto e da consumo sul posto. A sinistra, uno spazio Dim Sum dedicato alla cucina orientale (sushi, bao…), con dei tavoli dedicati. Sul lato opposto, bakery, bar, e altri tavoli. Al centro di questa parte, una piramide in legno.
Il primo impatto è notevole: questa parte diciamo bistrot-self service si presenta grande, non affollata di tavoli, luminosa. È già, se vogliamo, un primo altrove a Milano, anche rispetto al ristorante al piano superiore.

Il primo piano è occupato dal ristorante vero e proprio. Gli spazi sono ampi, i tavoli sufficientemente distanziati, le sedute comode, il servizio cortese. La cucina sul fondo, e un angolo bar con il forno della pizzeria.
Altrove può contare anche su una terrazza con vista sulle Tre Torri e sulle nuove costruzioni del quartiere. Ideale per l’aperitivo, ma penso ci si possa anche cenare.
Lo stile del ristorante Altrove Milano è caratterizzato da molto legno, specchi, e da un’atmosfera industriale moderna ed elegante. Va detto che ci sono stato in un momento di non grande affluenza, ma l’impressione di tranquillità secondo me vale sempre.

Il progetto architettonico è curato dallo studio Amdl Circle di Michele De Lucchi, mentre l’identità visiva è firmata da Cean e Punto Studio, l’agenzia creativa interna del gruppo Finiper. All’interno del locale, tre opere degli street artist italiani Sten & Lex, realizzate con la tecnica dello stencil poster.
Mentre il secondo piano per ora ospita soltanto i bagni e due poltroncine. Ma la grande sala è destinata ad accogliere un altro ristorante, diverso – non la continuazione dell’Altrove Milano al primo piano.
Il ristorante Altrove a Milano Citylife

Va precisato che Altrove è un ristorante e non vende i prodotti che si trovano nei supermercati del Viaggiator Goloso a Milano. A proposito, uno di questi supermercati si trova a qualche centinaio di metri da qui, in viale Belisario. Non vende i prodotti, ma li utilizza – insieme ad altri che non rientrano nell’assortimento Viaggiator Goloso.
Un discorso simile a quello portato avanti dal Bistrot La Esse di Esselunga in piazza Risorgimento (lo abbiamo descritto in questo articolo).
Entrambi utilizzano i prodotti del proprio marchio di riferimento. Il Bistrot La Esse con la consulenza dello chef Giorgione, Altrove Milano li utilizza in parte nel proprio ristorante, ma usa anche prodotti diversi.
Rispetto al bistrot La Esse, il menù è molto più ampio e può contare su una vasta carta dei vini, con etichette, queste sì, provenienti dal Viaggiator Goloso.
Il menù di Altrove: cosa ho mangiato

Prima di raccontarvi il menù, parlerò di cosa ho mangiato. Ovvero: ho preso due piatti simili a quelli che avevo mangiato da La Esse. Ovvio: mi piaceva l’idea del confronto diretto.
Risotto, branzino, peperoni. Sì, al ristorante Altrove Milano ho preso un contorno in più, ma le altre due portate erano pressoché identiche. Al Bistrot La Esse infatti ho preso il risotto alla milanese (12 €) e il branzino all’acqua pazza (con datterini e zucchine trifolate, 15 €), come al ristorante del Viaggiator Goloso.
Niente da dire sul Risotto alla milanese con cialda di Grana Padano (14 €). La cialda è un di più – cottura del riso buona, nel complesso un buon risotto.

Anche il pesce era cucinato come da La Esse. Filetto di branzino alla mediterranea con zucchine trifolate e pomodorini (16 €). Buono, gustoso, cottura ok. Due piatti praticamente identici, forse da La Esse un poco più sapidi, mentre quelli del ristorante Altrove Milano sono leggerissimamente più cari (+1-2 euro).

Un po’ blandi invece i Peperoni gratinati con capperi, olive taggiasche, acciughe e pane profumato alle erbe (5 €). Amo i peperoni, amo questa preparazione, ma qui non mi ha soddisfatto del tutto.
La carta del ristorante Altrove a Milano Citylife

Il menù del ristorante del Viaggiator Goloso a Milano Citylife ti porta davvero altrove, con piatti e prodotti che se da un lato rispecchiano la cucina italiana, dall’altro inseriscono prodotti e preparazioni “altre”.
Si tratta di un menù ampio e complesso, con spunti interessanti. Antipasti da 10 a 16 euro, alcuni da condividere, con la selezione di salumi del Nord Italia a 22 euro. Immanaebili i mondeghili (11 €), le tartare (16 €), e un Beef York tonnato (16 €).
Primi piatti da 11 (risotto con pesto di rucola e pomodorini confit) a 16 euro (Spaghettoni alle vongole con pasta di Gragnano IGP).
I seondi piatti vanno dagli 11 euro delle polpette di legumi (vegan) ai 30 della Cotoletta di vitello alla milanese e del Filetto di manzo salsato. In mezzo, si va dallo smash burger (17 €), sempre più di moda, al Tataki di tonno (21 €), all’Ossobuco di vitello con risotto (24 €).
Una sezione della carta è dedicata alla brace, con prezzi da 13 (Pancia di maiale) ai 30 euro della Entraña di Black Angus USA Creekstone Farms. Il Black Angus viene da questa azienda americana, Creekstone Farms, che produce carni apprezzate per la loro marezzatura.
Insalate (Caesar, esotica, bresaola, Greek Style) 12-15 euro. Contorni 5 euro – si segnala un poco comune Sauté di verdure..
Una pagina è dedicata alle pizze. La Marinara costa 7,50 euro, la Margherita 9 euro. Le altre (farciture classiche, dalla Napoli alla Quattro Stagioni, alla Würstel e patatine, alla Vegetariana) vanno dagli 11 ai 13 euro. La più cara è la Tonno e cipolla, costa 15 euro.
Per finire, ci sono i piatti del giorno, un menù bambini (piatti a 10 euro) e dolci a 5-6 euro. Con un Gelato conviviale a 14 €.
Ci sono anche una carta dei vini e una carta dei formaggi

La carta dei vini enumera un centinaio di referenze da tutta Italia. Qualche prezzo: bollicine sotto i 50 euro, con un franciacorta a 100 € e un Trento DOC riserva Giulio Ferrari a 200 €. Bianchi, rossi, rosati: prevalgono le bottiglie sotto i 50 euro, altre vanno dai 50 ai 100 euro, con qualche punto di prezzo superiore. Penso ai 340 € dell’Amarone di Quintarelli, o ai 350 del Bolgheri Sassicaia San Guido. Tutto questo a confermare il carattere popolare e raffinato del ristorante Altrove, che non per niente si trova al lato opposto rispetto alla Food Hall di Citylife Milano. Una distanza anche concettuale dai vari format presenti, peraltro tutti di grande qualità (Wagamama, Dispensa Emilia, Cioccolati Italiani…).
C’è anche qualche francese, Champagne (Dom Pérignon a 330 €; Philipponnat, Bollinger e Gaston Chiquet da 48 a 100 €). Abbiamo anche uno Chablis di Albert Pic (100 €) e un Sauternes AOC Château d’Yquem a 330 euro. La bottiglia più cara è un Pauillac AOC Château Lafite Rothschild: viene 1600 €.
Insolita la carta dei formaggi del ristorante Altrove Milano, riassunta in una vetrinetta-frigorifero in sala. Insolita per quello che ci si può aspettare dal format, diciamo gourmet ma con giudizio. Ma anche perché la si trova inserita in mezzo al menù generale, in un quartino più piccolo.
Formaggi descritti diffusamente, a partire dalla provenienza – dalla Val d’Aosta alla Sardegna, al Centro Italia. Proposti in due selezioni (4 a 16 euro, uno a 14 euro, entrambe con miele a scelta).
Possiamo scegliere fra Camembert di capra, Reblochon de Savoie, Fiore Sardo, Casera, Gorgonzola, Parmigiano Reggiano e Grana Padano. Segnaliamo i meno comuni san Tumas, un formaggio di latte di capra valtellinese, e L’Etivaz DOP, dalle Alpi Svizzere.
Il progetto del ristorante Altrove a Milano Citylife

“Altrove Milano rappresenta per noi un’evoluzione e, insieme, una conferma,” dichiara Stefano Borsoi, direttore marketing Gruppo Finiper Canova e responsabile divisione il Viaggiator Goloso. “Un’evoluzione perché portiamo il Viaggiator Goloso in una dimensione esperienziale inedita, dove il cibo è racconto, scoperta ed emozione condivisa. Una conferma perché i valori che ci guidano restano immutati e l’essenza del brand, il sapore della scoperta, viene ancor più espresso e valorizzato.”
Quello del ristorante Altrove è comunque un esperimento, e solo più avanti si potrà stabilire se replicabile altrove rispetto a Citylife Milano. Qui peraltro l’ambiente è ideale. Tre torri di uffici, che potrebbero assicurare una clientela costante alla pausa pranzo, altri edifici in costruzione, abitazioni, e una ricca zona residenziale.
Altrove. Galleria Anna Castelli Ferrieri, 2, 20145 Milano MI. Telefono: 02 3925 9333 Instagram
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