Commercio illegale di idrofluorocarburi, Romania lo snodo principale in Europa

Commercio illegale di idrofluorocarburi, Romania lo snodo principale in Europa
idrofluorocarburi_jpg

La denuncia in un nuovo rapporto dell’Environmental Investigation Agency, ong partner di Legambiente nella lotta ai cambiamenti climatici. Il potenziale impatto climatico di questi traffici potrebbe equivalere alle emissioni di gas serra di più di 6,5 milioni di automobili guidate per un anno

L’impennata improvvisa del commercio illegale di idrofluorocarburi (Hfc) rischia di compromettere seriamente gli sforzi dell’Europa per fermare gli effetti del cambiamento climatico. A denunciarlo è un nuovo rapporto pubblicato dall’Environmental Investigation Agency (Eia), ong partner di Legambiente nella lotta ai cambiamenti climatici. Dal dossier emerge che il potenziale impatto climatico di questo commercio illegale potrebbe equivalere alle emissioni di gas serra di più di 6,5 milioni di automobili guidate per un anno.

Idrofluorocarburi: cosa prevede il regolamento Ue

L’Ue sta rivedendo il suo regolamento sui gas fluorurati del 2014, nel quale è stata introdotta l’eliminazione graduale degli Hfc, una famiglia di gas sintetici ad effetto serra da centinaia a migliaia di volte più potenti della CO2 e comunemente usati appunto nella refrigerazione, nel condizionamento dell’aria e nella protezione antincendio, negli aerosol e nelle schiume. Ma mentre la quantità di prodotto disponibile sul mercato si riduce per effetto del sistema delle quote Hfc introdotto 
dall’Ue, i prezzi aumentano e il commercio criminale è esploso per venire incontro alla domanda.

L’Eia ritiene che la dimensione del commercio illegale di Hfc in Europa sia significativa, probabilmente tra il 20-30% del commercio legale: se la quota legale annualmente consentita dell’Ue è di 100,3 milioni di tonnellate di CO2-equivalenti (CO2e), di gas refrigeranti, questo indicherebbe che il volume di Hfc illegale che entra nell’UE potenzialmente raggiunge i 30 milioni di tonnellate di CO2e.

Una controprova importante del commercio illegale è la significativa discrepanza tra le esportazioni e le importazioni segnalate nell’UE, sono state costantemente inferiori; le importazioni segnalate nel registro Hfc dell’Ue dal 2017 mostrano una differenza di una stima di 9,1 milioni di tonnellate di CO2e nel 2019. Il secondo è la moltiplicazione dei prestanome legali: i dati dell’Agenzia europea dell’ambiente mostrano che il numero di aziende che segnalano importazioni di HFC è quasi raddoppiato dal 2018-19 (da 895 a 1.694): molte di queste non hanno legami apparenti con il business degli F-gas e sono fortemente indiziate di fungere da paravento per la criminalità.

Romania snodo dei traffici illegali

Le indagini dell’Eia per Europe’s Most Chilling Crime hanno identificato la Romania come un punto di ingresso chiave per gli Hfc illegali nei mercati dell’UE, evidenziando una rete di intermediari coinvolti nel commercio illegale e l’uso comune della corruzione per contrabbandare gli Hfc attraverso il confine. Il Paese dell’Est Europa rappresenta dunque un importante punto d’ingresso illegale per gli Hfc di fabbricazione cinese, contrabbandati attraverso la Turchia e l’Ucraina. Da qui i gas raggiungono gli altri paesi, tra cui l’Italia, dove sono stati oggetto di sequestri saltuari da parte delle dogane. Gli investigatori dell’Eia sono andati sotto copertura in Romania per infiltrarsi in questo commercio altamente redditizio e non hanno trovato carenza di fornitori disposti a infrangere la legge per rifornirli di Hfc di contrabbando, a volte forniti in bombole monouso che sono state messi già fuori legge in Europa anni fa.

Coinvolte anche Polonia, Lituania e Turchia

Al centro delle indagini su questi traffici illegali sono finiti anche altri Paesi, in primis la Polonia e la Lituania. Nel complesso, l’Eia ha identificato una presenza crescente di Hfc-404A illegale in circolazione, un super-potente ed illegale refrigerante usato per il rabbocco dei grandi sistemi di refrigerazione. Nel 2020, questo refrigerante ha rappresentato più di un terzo di tutti i sequestri di Hfc. La rivelazione più scioccante è stata la scoperta che questi gas pericolosi sono stati a volte contrabbandati in Europa nei bagagliai dei pullman transcontinentali, all’insaputa dei passeggeri e degli autisti.

Anche la Turchia sembra aver giocato un ruolo chiave come Paese fonte di importazioni illegali di Hfc nel 2018 e nel 2019.
 Le informazioni provenienti dai sequestri di Hfc suggeriscono che le modalità di contrabbando sono di due tipi: la prima consiste nell’abuso delle procedure di transito, ovvero nel fingere che i gas importati siano in realtà destinati a paesi extra Ue, e quindi non assogettandoli alle regole del mercato comunitario, salvo poi venderli nei paesi europei.

“Non è esagerato dire che la stabilità futura della società umana si trova sul filo del rasoio e che il tempo per affrontare in modo significativo il cambiamento climatico sta per scadere. Non possiamo permetterci un solo passo falso negli sforzi fatti per mantenere l’aumento della temperatura globale al di sotto di 1,5 ° C e l’enorme portata del commercio illegale di Hfc nell’Ue dovrebbe far suonare i campanelli d’allarme in tutto il continente – questo è il più grande eco-crimine di cui nessuno ha sentito parlare e le cose devono cambiare, velocemente”, dichiara Clare Perry, responsabile clima di Eia. “Il commercio illegale fiorisce perché i controlli e le sanzioni finanziarie sono rare e di solito non sono commisurate ai profitti che si possono ottenere dal mercato illegale. In particolare, il problema della corruzione nei punti di frontiera rumeni deve essere affrontata con urgenza”.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

SOSTIENI IL MENSILE