Conferenza Stato-Regioni su Dpcm Natale/ Lockdown zona rossa: spostamenti e cenone

Per il terzo giorno consecutivo la Conferenza Stato-Regioni viene convocata per discutere del medesimo ordine del giorno: il nuovo Dpcm in arrivo con le misure anti-Covid per il Natale e il Capodanno. Dopo i due precedenti incontri interlocutori – dove si è trovato un minimo di quadra per interventi nazionali che puntino ad irrigidire divieti e misure già presenti nel precedente Dpcm 3 dicembre – il Governo ancora non ha trovato una formulazione univoca né un testo di bozza da proporre ai territori per l’approvazione finale: dopo l’ultima accelerata avvenuta nelle ultime ore (anche perché i tempi stringono, il Natale dista solo 7 giorni, ndr) l’impianto di base per imporre un’Italia in zona rossa a partire dal 24 dicembre sembra esser stata trovata. L’ipotesi principale del Governo, dopo la mediazione delle diverse anime “rigorista” (i Ministri Boccia, Speranza e Franceschini) e “aperturista” (Italia Viva, parte del M5s e lo stesso Premier Giuseppe Conte) vede attivarsi tramite Dpcm specifico una “zona rossa” nei giorni festivi e prefestivi delle imminente festività natalizie: per cui, il Governo alle Regioni proporrà stamattina un lockdown nei giorni 24-25-26-27-31 dicembre e 1-2-3 gennaio, con negozi e bar chiusi oltre agli spostamenti vietati se non con autocertificazione; mentre per i rimanenti 28-29-30 dicembre il Paese rimarrebbe con regole da “zona gialla”. «E’ evidente che stiamo andando verso restrizioni nel periodo delle festività. Se qualcuno ipotizza feste, cenoni e assembramenti sbaglia clamorosamente» ha spiegato ieri il Ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia a Sky Tg24, ribadendo l’intento “duro” del Governo nonostante la mediazione dell’ala più disposta a deroghe e allentamenti.

LE RICHIESTE DELLE REGIONI

In questo contesto di ulteriore restrizione delle libertà commerciali e personali degli italiani le Regioni non mostrano un forte dissenso, al contrario il Presidente di Regione Veneto Luca Zaia in giornata firmerà una nuova ordinanza che anticipa diversi divieti che verranno poi estesi nel prossimo Dpcm. «Chiusura dei confini comunali dopo le 14 dal 19 dicembre fino al 6 gennaio. Tra le 14 e le 21 di ogni giorno sarà possibile uscire di casa ma solo all’interno del proprio Comune […] Se verranno adottate le misure di cui si parlava ieri sera, allora le nostre non serviranno. Ma non possiamo arrivare a lunedì senza provvedimenti: è un dato di fatto, la mia non è polemica», ha spiegato ieri in conferenza stampa il Governatore leghista. Di contro, anche per un livello pandemico decisamente più tranquillo della vicina Veneto, il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana non introdurrà particolari regolamentazioni in attesa del nuovo decreto nazionale: «Abbiamo avuto una riunione che però è stata anche questa interlocutoria. Il Governo non ha ancora chiarito quale sarà la proposta. Lo farà domani tra mezzogiorno e le 3, quindi domani capiremo», ha spiegato al termine della Conferenza Stato-Regioni di ieri, salvo poi aggiungere «Quello che come presidenti del centrodestra abbiamo richiesto è che ci siano certezze, che ci siano  i ristori e che siano effettivi per tutte le categorie che subiranno dei danni da questa situazione». Chi invece si dice decisamente più in dissenso con l’improvviso dietrofront del Governo Conte è il vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Giovanni Toti: «se il Governo deciderà la zona rossa per tutta Italia a Natale, necessariamente ci adegueremo, però ritengo che sia un’ingiustizia, è ingiusto cambiare le regole in modo ulteriormente restrittivo anche là dove se ne potrebbe fare a meno». Per il Governatore della Toscana, Eugenio Giani, deve essere il Governo a prendere le decisioni sulle misure del Natale «Ad oggi il governo, che è competente, e diventa colui che non condivide con altri, lo abbiamo visto anche per quello che è accaduto in questi due mesi, nel momento in cui va a prendere provvedimenti sia sulle differenziazioni di regioni, sia provvedimenti che valgono su tutto il territorio nazionale come quelli che si prefigurano per Natale, è particolarmente attento, ha una capacità decisionale che è propria dello stesso governo ».

LE POSSIBILI DEROGHE

Sul tavolo del vertice di stamane tra Conte e i capi delegazione e pure nell’imminente confronto con le Regioni, i nodi sul tavolo riguardano sia le date del nuovo lockdown “natalizio” che le possibili deroghe da inserire nel Dpcm in via di approvazione oggi pomeriggio nel Consiglio dei Ministri (convocato alle ore 18, ndr). «Le restrizioni per il periodo di Natale saranno accompagnate da “da ristori certi che vareremo tempestivamente» ha spiegato ancora ieri il Ministro Boccia nell’annunciare la nuova Conferenza Stato-Regioni di questa mattina. Sono però le deroghe possibili su spostamenti e cenoni a riempire le discussioni tra territori e governo centrale: dopo un’interlocuzione con i Governatori della Lega, il Presidente Conte vorrebbe permettere a «due congiunti non conviventi» di essere presenti sulle tavole dei cenoni di Natale e Capodanno, trovando però l’opposizione tanto del Comitato Tecnico Scientifico quanto dei Ministri più “rigidi” nel voler attuare un lockdown totale nei giorni del Natale. Ancora va capito quali spostamenti saranno permessi nel giorno specifico del 25 dicembre, con la possibile deroga ai figli di poter recare assistenza ai genitori non più autosufficienti, o anche alla possibilità di muoversi tra piccoli Comuni per congiunti “stretti”. Infine sul fronte scuola, Conte e il Cts concordano nel mantenere il rientro a scuola il 7 gennaio per il 75% degli studenti: «Il 7 gennaio dobbiamo tornare a scuola. Sempre se saremo abbastanza prudenti durante le vacanze di Natale. La scuola deve tornare a essere un imperativo culturale sociale ed economico di questo Paese. È vero che il rischio zero non esiste, ma a scuola c’e’ un rischio controllato. Un rischio accettabile», ha spiegato il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico Agostino Miozzo.

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