Conte leader M5s, Tribunale lo ‘stoppa’/ Caos 5Stelle: Corte dà ragione a Casaleggio

Conte leader M5s, Tribunale lo ‘stoppa’/ Caos 5Stelle: Corte dà ragione a Casaleggio

Per vedere Giuseppe Conte leader ufficiale e non più solo “annunciato” del Movimento 5 Stelle potrebbe volerci ancora molto, molto tempo: a “stoppare” nuovamente la sua ascesa al potere grillino non vi è più solo lo scontro interno al Movimento (che già ha portato a due “rumorose” scissioni, Di Battista e Casaleggio) ma ora anche il Tribunale di Cagliari rischia di “impantanare” indirettamente la situazione Conte. Stamattina la Corte di Appello ha rigettato il ricorso del reggente capo politico uscente Vito Crimi contro la nomina di un curatore speciale del Movimento, confermando così come ad oggi il Movimento 5 Stelle non abbia alcun rappresentante legale.

Tradotto in termini politici, nella già complessa trattativa tra M5s e Rousseau la Corte sarda dà “ragione” a Davide Casaleggio frenando invece le volontà di Beppe Grillo e Vito Crimi. Con la decisione oggi avvenuta a Cagliari di fatto il M5s si trova costretto ad eleggere un nuovo organo di rappresentanza per poter imporre le nuove frontiere della leadership (in sostanza, niente Comitato direttivo a 5 bensì Conte nuovo unico capo politico): fino ad allora rimarrà come curatore speciale, l’avvocato Silvio De Murtas, scelto da tribunale di Cagliari quando fu respinta l’espulsione da M5s della consigliera regionale sarda Carla Cuccu.

M5S: CONTE LEADER, I TEMPI SI ALLUNGANO

Come prevede lo statuto dei 5Stelle, serve ancora la piattaforma Rousseau il che complica decisamente le cose dopo lo “strappo” di Casaleggio avvenuto lo scorso 23 aprile. Tra le due entità vi è in corso una difficile trattative per risolvere sopratutto i nodi (e i debiti) economici ma con la sentenza della Corte di Appello di Cagliari ora si aggiungono elementi di “dipendenza” reciproca che potrebbero rallentare e non poco l’evoluzione politica del Movimento. Inoltre, spiega Repubblica, «I dati degli iscritti al momento sono in mano alla piattaforma e il figlio del co-fondatore del Movimento, prima di consegnarli, pretende che ci sia un organo giuridicamente legittimato». Il 17 febbraio scorso gli iscritti alla piattaforma Rousseau hanno votato e scelto la modifica dello statuto inserendo un Comitato direttivo di cinque membri al posto del Capo politico unico, con tutte le funzioni di rappresentanza legale.

Poi la crisi del Governo Conte e l’arrivo dell’ex premier come nuovo leader ha rimesso tutto in discussione: per apporre però il pieno riconoscimento, è necessaria un’altra votazione che ribalti la decisione di febbraio. Servono i dati degli iscritti 5Stelle ma Casaleggio ha ribadito che per ragioni di privacy intende cedere la lista solo ad un rappresentante del Movimento legittimato legalmente da un voto degli iscritti. Il clima politico è molto teso, con diversi esponenti di rilievo dei 5Stelle che studiano alternative per aggirare il nodo legale oltre che politico: come scrive Huffington Post, la Procura di Cagliari potrebbe «decidere di sollecitare invece il Garante Beppe Grillo a nominare il nuovo organismo collegiale di governo del Movimento che, come si è detto, è la forma decisa dall’assemblea degli iscritti in occasione degli Stati generali». Se però così non avvenisse, i 5Stelle sarebbero “bloccati” nell’annunciare Conte nuovo leader con tutte le opzioni che a quel punto rimarrebbero sul tavolo, non da ultimo la fondazione di un nuovo partito.

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