Cop27, Lula: “L’Amazzonia è il cuore del mondo. Vi aspettiamo nel 2025”

Lula Cop27

Il 16 novembre, in occasione della Giornata della biodiversità, l’atteso intervento del neo presidente, che propone il Brasile per la prossima Cop. E annuncia un rinnovato impegno del suo Paese contro la deforestazione e chiede conto della promessa non mantenuta di 100 miliardi di aiuti agli Stati poveri che pagano più di tutti gli effetti dei cambiamenti climatici

“Dobbiamo prendere le risorse senza danneggiare la biodiversità. L’Amazzonia è il cuore del mondo, dobbiamo convincere la gente che è meglio preservare gli alberi che abbatterli”. Con queste parole, pronunciate il 16 novembre alla Cop27 di Sharm el-Sheikh in occasione della Giornata della biodiversità, Luis Iñacio Lula Da Silva, rieletto presidente del Brasile, ha rilanciato il ruolo del suo Paese nella lotta globale al cambiamento climatico e alla deforestazione. Una missione che negli ultimi anni era stata completamente abbandonata dal suo predecessore Jair Bolsonaro, che Lula ha battuto al secondo turno delle elezioni presidenziali dello scorso 30 ottobre.

“Il mondo ha ignorato gli avvertimenti sul cambiamento climatico mentre spendeva trilioni di dollari nella guerra”, ha dichiarato Lula aggiungendo che “la lotta al cambiamento climatico avrà la massima rilevanza nel mio prossimo governo” ma questa lotta “non è separabile da quella alla povertà. Daremo priorità alla lotta alla deforestazione; rafforzeremo e finanzieremo gli organismi di tutela ambientale, che sono stati smantellati negli ultimi tre anni; perseguiremo i minatori e gli agricoltori illegali; istituiremo il ministero delle Popolazioni originarie. Dimostreremo che è possibile generare ricchezza senza produrre cambiamento climatico. Faremo sviluppo e inclusione sociale senza danneggiare la natura. Investiremo nella transizione ecologica, nelle fonti rinnovabili come solare, eolico, biocarburanti e idrogeno, forniremo mezzi di trasporto alternativi”. Nel suo discorso, Lula ha avanzato anche la proposta di svolgere la Cop del 2025 in Amazzonia. “Siamo venuti alla Cop27 per parlare con il segretario generale delle Nazioni Unite e chiedergli che il summit del 2025 si svolga in Brasile e in particolare in Amazzonia, nello Stato di Amazonas o nello Stato di Parà”.

Il presidente brasiliano ha poi rilasciato una serie di importanti annunci. Tra i più importanti ci sono per l’immediato la volontà di istituire un ministero per i popoli indigeni e lo sblocco di 500 milioni di dollari messi a disposizione dai governi di Germania e Norvegia per l’Amazzonia che erano stati congelati da Bolsonaro.

Il presidente ha infine preso di petto uno dei grandi temi al centro di questa conferenza sul clima, ovvero la decisione da prendere sull’istituzione e la regolamentazione di un fondo attraverso cui i Paesi ricchi del pianeta garantiranno un aiuto economico costante a quelli più poveri e maggiormente colpiti dagli effetti dei cambiamenti climatici. Lula ha chiesto conto dei 100 miliardi all’anno che erano già stati promessi alla Cop15 del 2009 e che però, ad oggi, non sono mai stati pienamente raggiunti. Sull’argomento, il pianeta resta di fatto spaccato in due: da una parte i Paesi in via di sviluppo ed emergenti del G77+Cina chiedono l’istituzione del Fondo già in questa Cop e la nomina di una commissione per definirne il funzionamento alla prossima Cop28 a Dubai; dall’altra i Paesi donatori, con in testa Usa e Unione europea, continuano invece a temporeggiare.