Cosa è successo a Milano, l’assalto alle vetrine di piazza Duomo: fermati in 270, molti sono minorenni. Feriti più di 100 agenti

Neanche il tempo di contare i danni del giorno prima e nel centro di Milano è tornata la guerriglia urbana. Via social i giovanissimi si sono di nuovo dati appuntamento domenica intorno a piazza Duomo: segno di riconoscimento abbigliamento generalmente nero, con felpa e cappuccio. Hanno di nuovo spaccato vetrine e saccheggiato negozi e supermercati. E nella serata il bilancio dei fermati è di circa 270 persone, di cui circa l’80% minorenni. Più di 104 agenti feriti.

La premier Giorgia Meloni, dopo quanto accaduto nel fine settimana a Milano e in diverse città italiane come Torino e Bologna a margine dei cortei contro il carovita, ha convocato un vertice sull’ordine pubblico. E il sindaco Giuseppe Sala, dopo che aveva stigmatizzato i pochi agenti scesi in piazza, ha avuto uno scambio al vetriolo con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che gli ha dato del radical chic.

Su una cosa di certo Sala aveva ragione, la convinzione che sarebbe di nuovo successo. Ed è riaccaduto. A meno di 24 ore dalla guerriglia di sabato che solo ai negozianti milanesi ha causato oltre mezzo milione di euro di danni. Già nel primo pomeriggio cinquanta ragazzini sono stati portati in questura per essere identificati prima che riprendessero le violenze.

Saccheggiati diversi negozi in centro

Non è però bastato questo deterrente: in via Torino altri ragazzi hanno lanciato sedie, tavolini e transenne alle vetrine di Footlocker, che aveva la serranda abbassata, di Champions e di un Carrefour dove sono entrati saccheggiandolo. Saccheggiato anche Under Armour accanto a Cordusio e Levis, dove i ragazzi hanno sfondato la vetrina con il manubrio di un monopattino.

Decathlon assalito a Milano (foto Ansa)

E poi Decathlon e negozi e locali di corso Garibaldi. In tutti i casi si è trattato di blitz veloci, fatti per poi scappare rapidamente, alternati a momenti di lancio di oggetti a cui le forze dell’ordine hanno risposto con lacrimogeni (sabato solo a Milano ne sono stati sparati 484) e idranti. Blindata la Galleria, chiuso ai turisti anticipatamente il Duomo.

Fra i ragazzi fermati nel corso della giornata dalle forze dell’ordine, diversi erano già stati identificati sabato. Prima delle 19 di ieri a Milano, 160 erano già stati portati in questura, l’80% minorenni. Il bilancio dei fermati in serata è arrivato a circa 27o persone.

Ma la sensazione di essere stati colti impreparati è innegabile. “Io non ce l’ho con il questore, e ci mancherebbe altro, con il quale lavoro ogni santo giorno – aveva detto in mattinata Sala – ma l’impressione che si stia sottovalutando il momento e che le forze disponibili a Milano alla questura non fossero adeguate io ce l’ho”. E mentre + Europa con Riccardo Magi ha chiesto che il responsabile del Viminale riferisca in aula, la segretaria del Pd Elly Schlein ha aperto alla manifestazione su carovita e salari proposta da Nicola Fratoianni e Angello Bonelli di Avs. “Noi non c’entriamo niente con i delinquenti. Li abbiamo sempre condannati – ha sottolineato – ma non possono usare i violenti per coprire la voce di migliaia di persone che pacificamente stanno protestando in tutta Italia perché non riescono più a vivere”.

“Il Governo – ha aggiunto il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte – non può assolutamente permettersi di fronte a delle proteste, a qualche episodio anche di violenza che va fermamente condannato, di negare invece quella che è la radice, il disagio, l’impossibilità per adulti, giovani e famiglie, imprese, di arrivare a fine mese o di veder garantiti i diritti essenziali”.

“Nuove misure contro chi semina il caos”

Giorgia Meloni si è confrontata durante tutta la giornata con Matteo Salvini e Antonio Tajani: con loro sono state condivise forti preoccupazioni. Per questa ragione la premier ha convocato un vertice a Palazzo Chigi sull’ordine pubblico per fare il punto sulla gestione delle piazze, analizzare i report di Intelligence su un fenomeno ancora tutto da comprendere e, ha anticipato, per “valutare ulteriori strumenti contro chi sfrutta manifestazioni legittime per seminare violenza e caos”. In particolare si pensa a norme sui minorenni, con la consapevolezza dell’imprescindibile confronto con il Quirinale su temi simili. La suggestione, si racconta nel centrodestra, è quella di un intervento sulla falsa riga del decreto Caivano. E Forza Italia suggerisce la convocazione di un Cdm nel capoluogo lombardo, “quale segnale di presenza dello Stato e di vicinanza e solidarietà ai cittadini di Milano e agli esercenti ingiustamente danneggiati”. Un’idea ancora da approfondire ai piani alti dell’esecutivo.

Il vertice che si terrà oggi e dovrebbe precedere o seguire quello sulla manovra previsto attorno alle 12.30. In presenza o in videocollegamento, al tavolo con Meloni ci dovrebbero essere i vertici di Servizi e Forze dell’ordine, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi (che nelle scorse ore ha avuto una riunione con il capo della Polizia e i massimi dirigenti del Viminale sui disordini a Milano), quello della Difesa Guido Crosetto e i due vicepremier.

Salvini già indica una soluzione: traslare in un decreto alcune delle misure contenute nel disegno di legge sulla sicurezza varato dal governo a metà luglio e in esame al Senato. Già una stretta era arrivata a febbraio, dopo il caos al corteo per Askatasuna, con il fermo preventivo. Una misura che secondo le opposizioni non ha funzionato. E che Salvini vuole estendere ai minori, come previsto dal ddl in Senato, che contiene anche la procedibilità d’ufficio per lesioni a pubblico ufficiale e la reclusione fino a 5 anni, con multa fino a 15mila euro, per danneggiamenti di gruppo. Il leader leghista cita anche il divieto di aggregazione per i responsabili di violenze di gruppo e l’introduzione del reato di danneggiamento di gruppo, con la possibilità di ricorrere all’arresto differito.

Lega, cauzione per chi organizza un corteo e norme “anti-maranza”

Salvini, che ha sempre nel mirino il ritorno al Viminale dopo il voto (è “precondizione per ogni futuro Governo”, chiarisce il suo fedelissimo Claudio Borghi) oggi a Milano in una conferenza stampa insisterà sulla “norma anti-maranza” e sui paletti per la cittadinanza a chi commette reati gravi. Ed invoca “maggiore libertà d’azione, nel rispetto dei codici, per le forze dell’ordine, sulla potenza degli idranti e il taser”, rilanciando della cauzione per gli organizzatori delle manifestazioni, nonché “il potenziamento di Strade sicure”.

FdI: “Estendere il reato di associazione a delinquere”

FdI si rivolge alle opposizioni per chiedere la sottoscrizione di una proposta di legge, nata dopo i disordini No Tav in Val Susa, “che estende il reato di associazione a delinquere agli sfascisti che si organizzano, anche in modo occasionale o via web, per trasformare i cortei in guerriglia urbana”. Al termine di una domenica convulsa, anche Forza Italia fa il punto in una riunione convocata da Tajani. Un confronto in cui è emersa la preoccupazione che il fenomeno di guerriglia urbana possa dilagare. Nonché una serie di richieste: il rafforzamento di Strade sicure, l’assunzione di nuovo personale delle forze di sicurezza e “affrontare con la massima fermezza il tema del coinvolgimento dei minori nei disordini”. Per gli azzurri “occorre dotare le forze dell’ordine degli strumenti regolamentari e normativi per procedere all’arresto dei minorenni, specie nei casi di devastazione e saccheggio, e accelerare l’iter legislativo delle norme che rendono più facilmente imputabili i minori tra 14 e 17 anni”.

La foto dell'agente ferito a Milano pubblicata da Meloni (Ansa)
La foto dell’agente ferito a Milano pubblicata da Meloni (Ansa)

Meloni pubblica la foto del poliziotto ferito che resta in servizio

Sempre ieri, Giorgia Meloni sui social ha pubblicato una foto di Angelo de Simone, primo dirigente della polizia di Stato e capo del commissariato Garibaldi-Venezia di Milano, che sabato è stato ferito alla testa da un sampietrino e nonostante questo ha continuato a presidiare piazza Duomo. Questo il commento della premier: “A volto scoperto, ferito, senza arretrare. Davanti a lui, chi si nasconde dietro un cappuccio per colpire e distruggere. Lo Stato non è un concetto astratto. È fatto di persone che, con coraggio e senso del dovere, restano al proprio posto quando altri scelgono la violenza”.

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