Cremona, uccide la madre a coltellate e poi scappa: polizia a caccia del 35enne

In un quartiere popolare di Cremona un 35enne ha ucciso la madre ed è fuggito. Il delitto è avvenuto al quinto piano di un palazzo dove vive una famiglia di stranieri, composta dai genitori e da tre figli. Al momento dell’omicidio, in casa ci sarebbero stati solo il figlio e la madre, uccisa con una coltellata. Il 35enne, Younes El Yassire è ricercato dalla polizia.

Aggiornamento ore 20:45.

Uccide la madre a coltellate e poi scappa

E’ stato il marito della vittima, rientrato a casa dopo il lavoro, a trovare la donna in fin di vita nella stanza da letto del loro appartamento. Il figlio della coppia, di cui si sono perse le tracce, sarebbe in cura per problemi psichici. 

Dopo il delitto, il figlio sarebbe fuggito a piedi e la polizia lo sta cercando da ore: l’ipotesi investigativa più accreditata è che abbia raggiunto la stazione ferroviaria e sia salito su un treno per Milano. Le ricerche sono estese a tutta la Lombardia ma dell’uomo in fuga non è ancora stata trovata traccia. Sembra che il giovane, dopo il delitto, si sia fatto una doccia e abbia indossato abiti puliti e si sia allontanato tranquillamente.

Assassino ricercato in Lombardia

La donna, Fatna Moukhrif, 54 anni, era sola in casa con Younes, questa mattina. Che cosa sia accaduto, non si sa. Se una lite o un’esplosione di violenza al culmine di un diverbio. Di sicuro, i vicini hanno sentito le urla e poi il silenzio. Fino ad altre urla: quelle del marito che chiedeva aiuto, disperato di fronte alla moglie in fin di vita sul letto matrimoniale. Younes, stando almeno a quanto si apprende, era caduto in depressione. “L’ho portato io all’ospedale, in Psichiatria. Lo avevano ricoverato per una settimana, poi lo avevano dimesso.Ma la terapia non aveva funzionato. E’ stato ricoverato di nuovo”. La sua terapia? “Prendeva una puntura, ma circa tre mesi fa ha deciso di non curarsi più. Volontariamente ha sospeso quella puntura”, hanno raccontato alcuni parenti. 

Nei palazzoni di via Panfilo Nuvolone, nel quartiere Cambonino, sono intervenuti anche poliziotti con il giubbotto antiproiettile, nel timore che l’omicida potesse essersi barricato in casa. Anche gli inquirenti, comunque in attesa di ulteriori accertamenti, non escludono che proprio la depressione possa essere all’origine dell’omicidio. La priorità, adesso, è però trovare il figlio diventato assassino. La caccia all’uomo è ormai stata estesa in tutta la Lombardia e anche oltre, nella speranza che non si verifichino ulteriori tragedie.