Crisi climatica: entro il 2025 oltre 12 mln di bambine e ragazze costrette a lasciare la scuola

Il dato emerge dal Dossier indifesa 2022 presentato dalla Fondazione Terre des Hommes in vista della Giornata mondiale delle bambine dell’11 ottobre. Gli eventi climatici estremi incidono sempre di più sulla disparità di genere

Il 6 ottobre a Roma è stato presentato il Dossier indifesa 2022 di Fondazione Terre des Hommes, in vista della Giornata mondiale delle bambine che si celebra l’11 ottobre. Il dossier, intitolato “La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo”, segnala che negli ultimi 50 anni gli aborti selettivi hanno impedito a oltre 142 milioni di bambine di nascere, ogni anno 3 milioni rischiano vita e salute per le mutilazioni genitali femminili e 12 milioni sono costrette a matrimoni precoci, con trend in peggioramento a causa del contesto di instabilità globale.

A minacciare la loro vita sono poi le gravidanze precoci, che riguardano un terzo delle giovani nei Paesi a medio-basso reddito, così come le violenze, le disuguaglianze e le discriminazioni che portano all’esclusione da istruzione e lavoro e precludono l’uscita dalla povertà.

Disparità di genere e cambiamenti climatici

Il dossier denuncia come alluvioni, tempeste e siccità amplifichino le discriminazioni e le diseguaglianze di genere, limitando o impedendo alle bambine e alle ragazze, in particolare a quelle che vivono nei Paesi più poveri e nelle comunità più vulnerabili, di frequentare la scuola.

Secondo uno studio condotto dalla Malala Foundation, solo nel 2021, a causa degli impatti del cambiamento climatico, almeno 4 milioni di bambine e ragazze nei Paesi a medio e medio-basso reddito non hanno potuto completare il ciclo di studi. E se non ci sarà un’inversione di tendenza, entro il 2025 i cambiamenti climatici saranno uno dei fattori che costringeranno almeno 12,5 milioni di bambine e ragazze a lasciare la scuola.

Nel biennio 2010-2011 le Nazioni Unite hanno registrato un aumento dei matrimoni precoci in Etiopia legati alla durissima siccità che ha colpito alcune aree del Paese: per riuscire a sopravvivere, le famiglie più povere nelle aree rurali hanno dato in sposa le figlie in cambio del pagamento di una dote. Tra il 2018 e il 2019 in Somalia, a seguito della migrazione dalle aree rurali verso la città a causa di esondazioni, siccità e conflitti, i tassi di iscrizione delle studentesse sono scesi dal 45% al 29%.

Carenza d’acqua

In un mondo sempre più caldo è più difficile anche rifornirsi di acqua: in molti Paesi africani questo compito cade tradizionalmente sulle spalle delle donne e delle bambine, che sono costrette ad affrontare viaggi sempre più lunghi. In Botswana il 70% degli studenti che hanno interrotto gli studi durante un periodo di siccità erano di sesso femminile. Ma non solo.

La carenza d’acqua nelle scuole impedisce anche alle ragazze adolescenti di usufruire dei bagni nei giorni delle mestruazioni: non potendo curare adeguatamente la propria igiene, spesso decidono di stare a casa perdendo giorni preziosi di scuola.

“Rispetto agli uomini, donne e ragazze hanno maggiori probabilità di perdere la vita a causa di eventi climatici estremi. Inoltre, dal momento che il cambiamento climatico porta spesso a migrazioni forzate, perdita del reddito e dell’abitazione, questo le rende più vulnerabili a subire violenze di genere”, scrivono le ricercatrici Betty Barkha e Katrina Lee-Koo in un contributo pubblicato sul sito The Conversation. Anche i bambini e i più giovani pagano un prezzo particolarmente elevato per questa situazione: “I cambiamenti climatici minacciano il loro diritto fondamentale all’istruzione, al cibo e alla ricreazione. Considerato il fatto che i più giovani sono i meno responsabili di questa situazione rispetto agli adulti, il cambiamento climatico è stato definito dal Consiglio per i diritti umani ‘la più grave ingiustizia intergenerazionale dei nostri tempi”.

“I progressi dell’ultimo ventennio rischiano di essere compromessi: a minacciarli sono pandemie, conflitti e cambiamenti climatici, che tra lockdown scolastici e conseguenze economico-sociali riverberano pesantemente i loro effetti nefasti soprattutto su bambine, ragazze e giovani donne”, ha dichiarato Paolo Ferrara, direttore generale Terre des Hommes. “In questo scenario continua ad agire, più o meno esplicitamente, una cultura che segrega l’universo femminile in ruoli subordinati, costruendo percorsi differenziati e vicoli ciechi”.

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