Esistono luoghi dove il tempo sembra sospendere il suo corso per lasciare spazio alla narrazione pura. La casa ligure di Gino Paoli, sospesa tra l’azzurro del Tirreno e il peso dei ricordi, diventa il teatro di un incontro che va ben oltre la cronaca televisiva.
Nel nuovo appuntamento di La7, in onda questa sera 29 aprile 2026, Aldo Cazzullo si fa testimone di un flusso di coscienza che attraversa quasi un secolo, trasformando un’intervista nell’ultimo grande atto di un uomo che ha vissuto ogni strofa della sua vita con la stessa intensità con cui l’ha scritta.
Il racconto non segue una linea retta, ma si muove come le onde che si infrangono sotto la finestra del cantautore. Dalla Genova degli anni Quaranta, segnata dal regime e dai bombardamenti, emerge il profilo di un ragazzo che ha visto l’Italia rialzarsi dalle macerie della guerra con una voglia disperata di bellezza.
In questo scenario si inserisce la leggenda della “scuola genovese”, quel gruppo di amici e visionari che, insieme a Paoli, hanno reinventato il linguaggio dei sentimenti. I nomi di Tenco e Lauzi non sono solo note a margine, ma presenze vive che ancora oggi vibrano nelle parole di chi è rimasto a custodire la fiamma di quella rivoluzione culturale.
Gli ospiti di Aldo Cazzullo a Una Giornata Particolare
L’atmosfera si fa carica di una solennità malinconica nel ripercorrere il legame artistico e umano con le figure femminili che hanno segnato il suo percorso. A un mese dall’addio a Ornella Vanoni, la puntata assume il valore di una celebrazione postuma di un sodalizio che ha definito la musica italiana.

Attraverso testimonianze preziose e materiali d’archivio, emerge il riflesso di un amore che è stato musica prima ancora che vita, completato dalle riflessioni di Stefania Sandrelli e dagli aneddoti di compagni di strada come Renzo Piano e Gianni Morandi.
Ciò che resta, al termine di questa giornata trascorsa tra la luce del mattino e l’imbrunire, è il ritratto di un’Italia che forse non esiste più, ma che continua a respirare attraverso la voce stropicciata e autentica di uno dei suoi figli più amati.
Paoli non racconta solo se stesso; racconta un Paese che è passato dalla ricostruzione al benessere, dalle ferite private ai traguardi pubblici, dimostrando che la vera arte è quella capace di farsi specchio di una nazione intera senza mai perdere la propria anima ribelle.