
DDL ZAN ARRIVA AL SENATO: COSA SUCCEDE OGGI
Inizia la “maratona” sul Ddl Zan: oggi pomeriggio alle 16.30 arriva al Senato (diretta video streaming dal canale YouTube qui a fondo pagina, ndr) per l’inizio della discussione il testo base del disegno di legge contro l’omobilesbotransfobia, dopo uno scontro durato mesi in Commissione Giustizia tutt’altro che risolto visto il quasi certo fallimento delle trattative tra i capigruppo per arrivare ad un testo condiviso da tutta la maggioranza. il leghista Ostellari stamane tenta l’ultimo blitz per trovare una convergenza sulle modifiche al testo presentate la scorsa settimana e appoggiate anche da Italia Viva, ma Pd-M5s-LeU fanno muro contro muro e intendono portare in aula il testo già approvato in maggioranza alla Camera.
«Alle 15 si prosegue con la discussione in Commissione, poi si va in Aula dove la presidente Casellati mi chiederà se ho una relazione, io riferirò in base a quanto svolto, negli ultimi giorni e anche nelle ultime ore», spiega Ostellari all’Adnkronos, rivelando la strategia che la Lega porterà nelle prossime ore per evitare l’approdo in Aula con i punti “nodosi” ancora presenti negli articoli 1, 4 e 7 del Ddl Zan. «Ci sono vari inviti al dialogo, anche oggi (vedasi Matteo Renzi, ndr). Sta a noi, dobbiamo solo decidere come proseguire il lavoro. E’ chiaro che la Commissione non è in grado di terminare i lavori entro martedì (oggi, ndr)»; Ostellari poi conclude, «L’idea di lasciare terminare il nostro lavoro, stabilendo tempi brevi e certi non è fuori regolamento, né straordinaria. Io sono ottimista di natura, anche per bilanciare il pessimismo che molti mostrano». Tradotto, il Centrodestra punta all’extratime in Commissione per provare a limare le differenze presenti, ma dal Pd la risposta finora è stata “picche”.
LO SCONTRO TRA I CAPIGRUPPO
Lo scontro è accesissimo e già stamane in Commissione Giustizia al Senato i capigruppo dei singoli partiti si attaccano in merito alla possibile, ormai quasi del tutto naufragata, mediazione sul testo del disegno di legge Zan: «La Lega non vuole il ddl Zan, la mediazione è una presa in giro», attacca Simona Malpezzi del Pd, trovando subito la fredda risposta di Stefano Candiani (Lega), «L’articolo 4 del Ddl Zan limita la libertà di espressione. Renzi farà giochi da sottobanco per guadagnarci politicamente, in funzione di qualche nomina qua d là». Poco prima infatti Matteo Renzi aveva di fatto confermato sulle agenzie che Italia Viva presenterà emendamenti al Ddl Zan in quanto non convinta da alcuni passaggi e per evitare di vederla affossata in Aula dal voto segreto, ma «Non vogliamo un ritorno del ddl Zan in commissione».
Lo scontro si accende poi sull’articolo 4 del disegno di legge, ovvero quello che metterebbe a rischio il libero pensiero secondo il Centrodestra e anche autorevoli giuristi intervenuti nelle scorse settimane in maniera “bipartisan”: «Con l’articolo 4 si è liberi di dire, ad esempio, che deve esistere solo la famiglia tradizionale. Non si può dire però che ammazzeresti chi non ha una famiglia tradizionale», difende la legge la Dem Malpezzi attaccando la Lega che alla Camera in Aula aveva emendato quell’articolo trattandolo come “salva-idee”, «Oggi Candiani ci dice che quell’articolo lede». Il Carroccio nel vedere ormai fallita ogni mediazione, inizia quella battaglia promessa a suo tempo dal capogruppo Romeo per evitare che l’attuale testo di legge possa essere approvato in Parlamento: «È pieno di tribunali che agiscono ideologicamente. Noi chiediamo l’abolizione della Mancino, che è una legge liberticida. Si rischia di partire da un principio di cittadini per arrivare a una discriminazione tra cittadini nelle aule giudiziarie». Il Centrosinistra accusa la Lega e il presidente della Commissione Giustizia Ostellari di fare «ostruzionismo», il Carroccio replica invece che il problema centrale riguarda la potenziale venuta a meno di alcuni diritti: «libertà di insegnamento, libertà di espressione. Il PD è arrogante e non rispetta quello spirito di unità nazionale chiesto dal presidente Mattarella. Volete creare tensioni all’interno del governo Draghi».
GLI SCENARI PER IL FUTURO DEL DDL ZAN
Gli scenari possono essere molteplici e forse nel pomeriggio potrebbero almeno essere più “chiari” o “definiti” per capire cosa aspetterà il Senato nei prossimi giorni (o forse anche nei prossimi mesi). Il problema è rappresentato per Alessandro Zan e il Pd nella non certezza di avere tutti i numeri per superare indenne la prova dell’Aula di Palazzo Madama qualora si arrivasse ad un voto segreto: i “franchi tiratori” potrebbero affossare definitivamente la legge Zan e, come spiega Renzi, questo può essere evitato solo scendendo a patti con Lega e Forza Italia in merito ad alcuni punti del disegno di legge ancora modificabili. «Con un accordo, la legge Zan verrebbe approvata in Senato in due giorni», spiega il leader di Iv lanciando una nuova frecciata al comportamento del segretario Pd Letta, «Vogliamo portarla a casa o vogliamo fare una battaglia di principio? Perché se si vuole trovare un accordo lo si fa, se si vuole andare alla conta dei voti per far contenti quelli che vogliono la bandierina, tenete la bandierina, ma se poi si va sotto sapete di chi è la colpa». Parte dei Dem (Marcucci, Giachetti e pochi altri) spinge per un compromesso, ma la segretaria Letta per il momento non ammette repliche e punta dritto per l’arrivo al Senato e il voto il più breve tempo possibile (dunque prima dell’estate). Se dovesse fallire oggi il tentativo di mediazione della Lega per un ritorno in Commissione del testo, gli scenari potrebbero vedere quanto segue:
– presentazione emendamenti a “fiume” dalla Lega, ma anche da Italia Viva e Forza Italia
– forzatura della maggioranza Pd-M5s-Leu per puntare subito al voto, con rischio però di andare sotto con il voto segreto
– rinvio a dopo l’estate per evitare di bloccare l’Aula del Senato nelle prossime 2 settimane dove sono attesi numerosi voti essenziali e improrogabili per i piani del PNRR e del Recovery
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