Le elezioni regionali in Calabria sono sempre più vicine e Luigi de Magistris è pronto a scendere in campo. L’attuale sindaco di Napoli ha annunciato mesi fa la sua candidatura, a distanza di dieci anni dalla tanto chiacchierata inchiesta Why Not, e al suo fianco avrà Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace per il quale la Procura di Locri ha chiesto 7 anni e 11 mesi di reclusione. Giustizialista per molti, Luigi de Magistris si è schierato al fianco di Lucano, che a suo avviso «ha rappresentato sempre quel volto umano e profondo della Calabria, quel senso di appartenenza alla terra, il desiderio di fratellanza universale».
«Quando si pensa di arrestare l’umanità non posso che dirmi in disaccordo», ha spiegato Luigi de Magistris ai microfoni de Il Dubbio, sottolineando che solo chi non conosce Mimmo Lucano può pensare che sia un criminale. Lucano, ha aggiunto il primo cittadino partenopeo, ha dimostrato cos’è l’umanità e la possibile condanna a 7 anni e 11 mesi è tutt’altro che corretta: «Bisogna valutare con serenità se ha commesso degli errori, delle violazioni, ma non può essere considerato un criminale. Su questo credo che bisogna esprimere una parola netta e chiara. Non si è arricchito. Ha coltivato interessi personali? A me pare di no. Sta facendo questo per una visibilità politica? Se avesse voluto si sarebbe potuto candidare alle elezioni europee e sarebbe stato stravotato. Avrebbe avuto l’immunità, ma non lo ha fatto».
DE MAGISTRIS VS MARESCA: “CANDIDATURA INOPPORTUNA”
Nel corso della lunga intervista rilasciata ai microfoni de Il Dubbio, Luigi de Magistris si è soffermato sulla crisi della magistratura ed ha rimarcato che la vicenda dei verbali consegnati dal pubblico ministero Storari a Davigo «è molto torbida», auspicando un’indagine seria su quanto accaduto. «Credo che da un po’ si sia toccato il livello più basso della magistratura», l’affondo dell’ex magistrato, ricordando che il livello di collusione visto all’interno della magistratura calabrese è impressionante: «Se il sistema collusivo e corruttivo arriva dal cuore dello Stato rischia di diventare un cancro non curabile se non si agisce in maniera radicale. Ormai non c’è più tanto da temere la mafia che spara per strada, che pure esiste, quello che veramente incute timore è il livello di penetrazione delle mafie e della corruzione dentro la politica, le istituzioni, l’economia». Luigi de Magistris ha poi parlato della candidatura del suo ex collega Catello Maresca a sindaco di Napoli tra le fila del Centrodestra, accusandolo di aver fatto per mesi campagna elettorale con la toga addosso: «Ha bruciato quell’apparenza di indipendenza della magistratura di cui parlava Calamandrei e solo adesso, alla fine del tempo utile, si è messo in aspettativa. Senza considerare l’inopportunità di candidarsi nel luogo dove ha esercitato le funzioni di pm, peraltro come titolare di indagini importanti. Trovo inopportuno anche il fatto di non essersi candidato come civico».
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