Lavori in corso a Palazzo Chigi per il nuovo decreto legge Covid (non Dpcm) e per il blocco agli spostamenti tra Regioni. Il Governo ha convocato un incontro con i governatori per discutere delle misure per contenere e contrastare l’epidemia Covid. L’obiettivo del premier Mario Draghi è raggiungere un’intesa oggi pomeriggio con le Regioni per avere il decreto Covid pronto per la sua approvazione nel Consiglio dei ministri in programma domattina. La riunione decisa dai ministri Roberto Speranza (Salute) e Mariastella Gelmini (Affari regionali) è stata convocata per le 19 di oggi. Sul tavolo anche la questione degli spostamenti tra le Regioni, che dovrebbe essere vietato anche in zona gialla fino alla fine di marzo. Poi sarà affrontato il discorso sulle restrizioni ed eventuali differenziazioni di colore su base provinciale.
Il Governo Draghi, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, potrebbe decidere di agire a livello provinciale e comunale, facendo scattare le zone rosse laddove emergono focolai e nei Comuni limitrofi. Dunque, le Regioni hanno bocciato l’ipotesi della zona arancione nazionale. Per quanto riguarda il Dpcm in scadenza il 5 marzo, secondo Il Giornale, il premier potrebbe quindi sostituire lo strumento normativo: niente Dpcm, ma un decreto con regole generali aperto a ordinanze specifiche di ministri e governatori. (agg. di Silvana Palazzo)
SPOSTAMENTI TRA REGIONI: VERSO PROROGA STOP
Si va verso una proroga del blocco fra regioni fino al 31 marzo: questo quanto è stato stabilito ieri dalla riunione avvenuta fra i governatori in merito appunto alla possibilità di valicare i confini regionali. Bonaccini, numero uno dell’Emilia Romagna nonché presidente della conferenza delle regioni, ha aggiunto: “Oggi (ieri ndr) abbiamo affrontato tutte le questioni che riguardano la revisione dell’attuale sistema di regole che definisce l’entrata e l’uscita dalle diverse zone. È necessaria una revisione ed una semplificazione con la revisione dei criteri e dei parametri di classificazione. Serve un respiro più lungo ed un’analisi approfondita dei luoghi e delle attività, anche in base ai dati di rischio già accertati. Non solo. Occorre che le misure siano conosciute con congruo anticipo e tempestività dai cittadini e dalle imprese”.
“Tutte le Regioni hanno poi richiesto – ha concluso Bonaccini – che per i provvedimenti che introducono restrizioni particolari per singoli territori si attivino anche contestualmente gli indennizzi per le categorie coinvolte. Sia che si tratti di provvedimenti restrittivi regionali, sia che si tratti di provvedimenti nazionali”. A breve verrà presentata una proposta al governo, su cui poi verrà stilato il nuovo Decreto Covid (che sostituirà il Dpcm): “Lavoro comune ed intesa fra tutte le Regioni – sono le parole ancora di Bonaccini – che nelle prossime ore presenteranno al governo una piattaforma di proposte in vista del prossimo Dpcm, nella convinzione che occorra un deciso cambio di passo nella campagna vaccinale e per la ripresa economica. Anche per questo abbiamo chiesto al Governo un incontro urgente”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)
DECRETO COVID, NON DPCM: DOMANI CDM
Consiglio dei ministri fissato alle ore 09:30 di domani a Palazzo Chigi. Lo ha convocato il premier Mario Draghi, che all’ordine del giorno ha messo un decreto legge contenente «ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19». Poche righe, ma quanto basta per capire che il Governo sta lavorando a nuove misure. Il 25 febbraio, infatti, scadrà il divieto di spostamento tra le Regioni, quindi bisogna prendere una decisione: prorogarlo con un nuovo provvedimento o consentire la libera circolazione in Italia. Dunque, il Consiglio dei ministri domani mattina affronterà il tema degli spostamenti. Non solo: nella nota si parla di decreto legge, quindi non di Dpcm. Questo vuol dire che il presidente del Consiglio potrebbe accantonare la strategia adottata dal suo predecessore Giuseppe Conte, che ha fatto ampio uso dei Dpcm i quali hanno sì il merito di essere di rapida emanazione ma d’altra parte dipendono solo dalla volontà del premier (da qui le critiche e polemiche delle ultime settimane). Invece i decreti legge sono provvedimenti collegiali e per questo richiedono una tempistica diversa.
SPOSTAMENTI TRA REGIONI: VERSO PROROGA STOP
Tra i temi delicati da affrontare c’è, dunque, anche quello relativo agli spostamenti tra le regioni. Stando a quanto riportato dall’AdnKronos, il Governo Draghi starebbe valutando la possibilità di prorogare fino al 31 marzo tale divieto. Negli ultimi giorni si ipotizzava uno slittamento fino al 5 marzo, giorno in cui scadranno anche le altre misure anti Covid. Pare però che nelle riunioni di ieri a Palazzo Chigi si sia valutato di prorogare lo stop agli spostamenti a prescindere dall’area di rischio in cui si trova la regione e fino al 31 marzo. Sarebbe questa, secondo fonti di governo citate dall’agenzia di stampa, la linea che dovrebbe essere adottata nel Consiglio dei ministri convocato per domani. Le Regioni dal canto loro chiedono un cambio di passo sulla gestione dell’emergenza, in particolare una revisione del sistema a colori per evitare cambi continui, il tutto senza abbassare la guardia a causa della diffusione delle varianti Covid. Serve una “diga” contro i contagi, ma anche misure che tengano conto dell’oggettiva realtà dei casi. Sono però divise sull’ipotesi di un’Italia zona arancione. In parallelo, dunque, partirà anche il dialogo con le Regioni, infatti è previsto un incontro tra queste e i ministri per gli Affari regionali Mariastella Gelmini e della Salute Roberto Speranza. Al premier il delicato compito di arrivare ad una sintesi.
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