DECRETO ‘PONTE’ 7-15 GENNAIO, POI NUOVO DPCM/ Misure in Cdm: weekend zona arancione

DECRETO ‘PONTE’ 7-15 GENNAIO, POI NUOVO DPCM/ Misure in Cdm: weekend zona arancione

Emergono altri dettagli in merito al nuovo Decreto anti-Covid da varare stasera in Cdm: «Dal 7 al 15 gennaio 2021 è vietato, nell’ambito del territorio nazionale, ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. E’ comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, con esclusione degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra regione o provincia autonoma», si legge nella bozza del decreto “ponte” che anticipa il nuovo Dpcm in vigore dal 15 gennaio in poi.

Secondo le indiscrezioni dal Governo in mano all’Adnkronos, la seconda ipotesi al vaglio del Governo Conte resta un’unica zona arancione nazionale da adottare dal 7 al 15 gennaio 2021: tanto nella prima ipotesi (zona gialla “rafforzata” nei giorni feriali e arancione nei festivi) quanto nella seconda, il punto cardine del nuovo decreto riguarda il divieto di spostamenti tra Regioni, se non per “comprovati motivi di necessità, lavoro e urgenza”.

LA BOZZA DEL NUOVO DECRETO

Nella bozza del nuovo Decreto Legge anti-Covid in arrivo stasera nel CdM, secondo le anticipazioni dell’Ansa, vi sarà un pacchetto di misure in vigore dal 7 fino al 15 gennaio: zona gialla ‘rafforzata’ nei giorni feriali – con il divieto di spostamento tra le regioni e la conferma della regola che prevede la possibilità di spostarsi verso un’altra abitazione nella regione per massimo due persone – e una zona arancione nel fine settimana. Non solo, il testo prevede anche l’abbassamento della soglia dell’Rt che fa scattare il posizionamento nelle diverse fasce e che sarà in vigore da lunedì 11: con Rt ad 1 si andrà in zona arancione e con l’Rt a 1,25 in zona rossa.

«In questo momento la cosa più importante è l’inasprimento delle soglie, misura che è stata condivisa dalle Regioni. La proposta verrà portata stasera in Cdm», lo ha spiegato a “La vita in diretta” il Ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia, rispondendo alle domande su cosa potrà succedere con il varo del nuovo decreto-legge anti-Covid che traghetti le nuove misure verso il prossimo Dpcm (dopo il 15 gennaio). «Zone bianche? La prospettiva deve essere quella ma non accadrà di certo stasera. Al momento la certezza è che le zone non cambiano. Resta il giallo, l’arancione e il rosso con restrizioni diverse», prosegue il Ministro Dem, «La prospettiva è il bianco ma ne parleremo in vista del prossimo Dpcm. Fino al 15 gennaio ci sono queste misure e stiamo inasprendo le soglie. Tutte le valutazioni, compresa questa sulle aree bianche, è una cosa che è sul tavolo, tutti vorremmo tornare bianchi, ne discuteremo al momento opportuno», conclude Boccia. Resta forte lo strappo interno al Governo della riapertura scolastica, con le Regioni che di fronte alla mancata decisione dell’esecutivo stanno procedendo in ordine sparso: «è prevista la ripartenza delle scuole per il 7 gennaio. Questa sera in Cdm ci sarà il provvedimento promosso dal ministro Speranza. Alcune regioni hanno fatto delle ordinanze valutando la loro condizione epidemiologica. Io dico solo che se si sposta la ripartenza delle scuole a fine gennaio e si mantiene la riapertura dello sci il 18 gennaio, c’è qualcosa che non torna».

CDM ALLE 21 SUL NUOVO DECRETO-LEGGE

Colpo di scena nel già complicato piano di organizzazione delle misure anti-Covid post-Epifania: secondo le ultimissime fonti di Governo giunte in redazione, si va verso un vero e proprio decreto “ad hoc” da lanciare stasera in un Consiglio dei Ministri convocato alle ore 21 (manca ancora la conferma ufficiale di Palazzo Chigi).

Niente “ordinanza ponte” bensì un decreto che possa estendere il blocco degli spostamenti tra Regioni forse già dal 7 gennaio prossimo, oltre ad una serie di misure che rientrano nelle tante opzioni emerse nelle ultime 48 ore: «Sul tavolo l’ipotesi di procedere con un decreto – e non con un’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza – sulle regole più rigide da adottare dal 7 gennaio», conferma Adnkronos nello stesso giorno in cui dovrebbero tornare ad incontrarsi Conte e i capidelegazione del Governo per mettere a punto le regole anti-Covid, poi da inviare alle Regioni prima del via libera finale in CdM. I tempi stringono ma l’impressione è che presto l’Italia possa ritrovarsi nuovamente “chiusa” come avvenuto già con il Decreto Natale in scadenza il prossimo 6 gennaio: il tutto mentre la crisi di Governo prosegue tra ultimatum e “minacce” di Italia Viva contro il resto della maggioranza.

TUTTE LE DATE

Forse già in serata potrebbe essere varata la nuova ordinanza del Ministero della Salute Roberto Speranza per “traghettare” le regole anti-Covid in Italia fino al 15 gennaio prossimo, giorno di scadenza del Dpcm di inizio dicembre: dopo i convulsi vertici di ieri, oggi tornano a vedersi Regioni e Governo per stabilire sia la road map della prossima “stretta” da adottare tra il 7 e il 15 gennaio, sia lo scenario per il nuovo Dpcm da adottare dopo metà gennaio. Viene chiamata “ordinanza ponte” e rappresentare l’opzione numero 1 del Governo Conte (alle prese tra l’altro con una durissima e quasi giunta crisi di maggioranza che potrebbe complicare non poco le prossime decisioni sul fronte chiusure): si tratta ovvero di mantenere le attuali misure del Decreto Natale per un’altra settimana, con cioè zone arancioni nei giorni feriali e zona rossa per il weekend. In alternativa, come riporta il Corriere della Sera, su fonti governative, si potrebbe lasciare l’Italia in zona gialla il 7-8 gennaio, arancione il weekend 9-10 gennaio e dall’11 fino al 15 si attuerebbero le fasce di colore evidenziate dal prossimo monitoraggio Iss in arrivo venerdì 8 gennaio. La seconda opzione riguarda invece un anticipo sostanziale del nuovo Dpcm già dal 7 gennaio prossimo, con i tempi però molto stretti che non fanno prevedere uno svolgimento facile di questo particolare iter.

STRETTA COVID: LE POSSIBILI MISURE

Quello che è emerso tanto nel vertice di ieri Conte-capidelegazione quando nella riunione notturna Governo-Regioni è la volontà di stringere ulteriormente le maglie in gennaio per evitare l’arrivo della terza ondata: perciò si pensano misure – al di là della scelta finale tra ordinanza ponte e nuovo Dpcm – che vadano dal divieto di spostamento tra Regioni alla chiusura di negozi e bar-ristoranti nei weekend, dalla deroga mantenuta di massimo 2 ospiti in casa al possibile coprifuoco anticipato alle ore 20, fino al rientro in classe per studenti superiori solo al 50% (o addirittura la proroga della Dad almeno fino alla prossima settimana). I tempi stingono e ancora una volta i cittadini si ritrovano in balia di regole per ora solo annunciate e che dovrebbero scattare in realtà tra soli 3 giorni: negozi e attività di nuovo sull’orlo del baratro per possibili nuove chiusure dopo il già durissimo Decreto Natale (in scadenza il giorno dell’Epifania, ndr). Il Ministro Speranza ha lanciato ieri sera la proposta di una zona rossa nazionale per il prossimo weekend, ma saranno gli incontri di oggi (Cts-Governo e Governo-Regioni) a definire se l’ordinanza ponte verrà firmata già in serata e con quali misure che entreranno in vigore.

«In queste ore si sta lavorando all’ordinanza che stabilirà la tabella di marcia per i prossimi giorni», ha spiegato a Mattino 5 il viceministro Sileri, ribadendo la necessità sia di chiudere ulteriormente l’Italia nei prossimi giorni, sia di modificare i criteri di accesso alle diverse fasce di colore delle singole Regioni. «La valutazione del colore da assegnare alle Regioni seguirà dunque parametri più restrittivi per limitare la diffusione del numero dei contagi», conclude Sileri: si rendono più “rigidi” i criteri sull’Rt, (con 1 si entrerà subito in zona rossa) e di conseguenza anche gli altri parametri dell’algoritmo Cts si modificheranno per rendere le maglie ben più stringenti almeno fino a febbraio. Si pensa intanto ad una possibile “zona biancadopo il 15 gennaio, con la riapertura di cinema, teatri, piscine e palestre solo in quelle aree del Paese dove il Covid circolerà in forma molto bassa: per ora resta solo un’ipotesi formulata da alcuni Ministri nei vertici di ieri, ma se così avvenisse nel nuovo Dpcm si aggiungerebbe un “colore” alle tre fasce già esistenti, con possibilità di tenere aperti bar e ristoranti senza limiti di orario. 

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