Di Maio e congiuntivo: video gaffe/ “Qualora Renzi staccava la spina”. M5S “si dice”

Di Maio e congiuntivo: video gaffe/ “Qualora Renzi staccava la spina”. M5S “si dice”

«Il presidente Conte ha detto chiaramente che qualora Renzi staccava la fiducia al governo non ci sarebbe stata la possibilità di ritornare con Renzi»: così Luigi Di Maio sdogana (e non è la prima volta) il “congiuntivo creativo” nelle proprie dichiarazioni tv e social. Questa volta il Ministro degli Esteri è inciampato sull’incubo ‘principe’ della lingua italiana, il congiuntivo per l’appunto, durante l’intervento a “Mezz’ora in più” su Rai 3: mentre disquisiva sulla crisi di Governo e sullo stallo attuale delle ‘trattative’ per allargare la maggioranza, al posto di un onestissimo “avesse staccato” si è inceppato con quel imperfetto ‘impacciato’ scatenando social e avversari politici sulla sua gaffe.

Per l’ex leader politico M5s non è però la prima volta che inciampa sul dannato congiuntivo: addirittura in un post Instagram del febbraio 2018 l’attuale titolare della Farnesina vi furono 3 errori in pochissime righe. «Mi impegno a far votare […] una legge che dimezza le indennità dei parlamentari e introduce la rendicontazione puntuale dei rimborsi spesa […] “Io sono convinto che il voto del 4 marzo parlerà molto chiaro e che il governo del MoVimento 5 Stelle è l’unico possibile per non far ripiombare il Paese nel caos»: tre indicativi usati al posto di altrettanti congiuntivi come “dimezzi”, “riduca’ e “sia”.

DI MAIO E QUEL CONGIUNTIVO CHE ‘SALTA’ (ANCORA)

«Dispiace, ma contro l’ignoranza non c’è un vaccino: è necessario ripetere elementari e medie», non si è certo trattenuto Vittorio Sgarbi sui social postando il video del congiuntivo “saltato” oggi in tv da Luigi Di Maio. Così anche la Lega e altri utenti-avversari che stanno facendo diventare il video virale in pochissime ore. Proprio perché la frase non è passata inosservata, lo staff M5s del Ministro Di Maio è intervenuta ponendo forse una ‘toppa’ più incasinata della stesso ‘buco’: «non è un errore perché nel parlato quella forma è ammessa». Non che siamo noi per primi gli infallibili censori della grammatica italiana, ma resta quello un congiuntivo che andava usato e che invece – nella foga del ragionamento – è stato dimenticato. Pace, del resto non è certo questo il vero problema dell’Italia in piena pandemia con una crisi di Governo che aggiunge ‘pathos’ ai già tanti dubbi sull’immediato futuro.

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