Parigi ha un talento particolare: riesce a complicare anche un hamburger. Pane da boulangerie, carne con pedigree, salse raccontate come fossero preparazioni da bistrot, patate con più biografia dello chef. A forza di voler trasformare il fast food in gastronomia, però, qualche volta ci si dimentica la cosa più importante. Un hamburger deve prima di tutto essere tremendamente buono da mangiare. Le Camion Qui Fume questa lezione sembra averla capita prima di molti altri.
Nato nel 2011 dall’idea di Kristin Frederick, americana con una formazione alla Ferrandi, il progetto ha contribuito alla diffusione del burger gourmet a Parigi partendo da un food truck che girava per le strade della capitale.
Oggi Le Camion Qui Fume è diventato un’insegna vera e propria, ma nel piatto è rimasta una concezione molto più elementare della faccenda.
Pane, carne, formaggio, salsa, piastra.
E soprattutto grasso. Quello giusto.
Le Smash Qui Fume: uno smash burger costruito sulla crosta

Bœuf, American cheese, pickles et sauce au choix (Petit 6,90 € Moyen 10,40 € Grand 13,40 €).
Le Smash Qui Fume è probabilmente quello che racconta meglio la filosofia del locale (tutti gli hamburger di manzo possono essere richiesti in questa versione).
Quattro ingredienti e praticamente nessun posto dove nascondersi.
La carne viene schiacciata sulla piastra fino a sviluppare quella superficie scura, irregolare e quasi sfrangiata che rappresenta il cuore di ogni vero smash burger.
La parte più interessante non è soltanto la succulenza. È la crosta. Sa di piastra rovente, reazione di Maillard e cattive intenzioni. Il bordo diventa croccante, quasi friabile, mentre l’interno conserva umidità e succo. È proprio questo contrasto a dare profondità al boccone.
L’American cheese fonde come se non ci fosse un domani. Nessun complesso d’inferiorità nei confronti dei formaggi più nobili. Si scioglie sulla carne, entra nelle sue asperità e finisce per diventare quasi parte integrante della salsa. Poi arriva il cetriolino: acido, croccante, quasi chirurgico. È l’elemento che impedisce al boccone di collassare. Taglia il grasso, riaccende il palato e prepara immediatamente al morso successivo.
Il risultato è un hamburger elementare nel significato migliore possibile del termine. Diretto, vorace, preciso.
Bleu: l’hamburger più ricco di Le Camion Qui Fume

Bœuf, fourme d’Ambert, oignons caramélisés, mayonnaise, sauce au porto.
Il Bleu prende invece una strada completamente diversa. Qui non c’è più l’aggressività verticale dello smash burger.
Il gusto si allarga. La Fourme d’Ambert porta delicatezza, dolcezza e cremosità. La sua pasta morbida unisce note burrose a un leggero retrogusto di funghi e un finale appena sapido. La cipolla caramellata sposta il boccone verso la dolcezza, mentre la salsa al Porto aggiunge profondità e una vena vinosa che resta sul fondo.
Sulla carta potrebbe essere eccessivo. E invece funziona.
Non perché cerchi la moderazione, ma perché riesce a trovare un equilibrio dentro l’opulenza.
La carne resta ancora leggibile, il formaggio erborinato non prende completamente il controllo e la dolcezza delle cipolle trova nella struttura della Fourme d’Ambert la propria controparte.
È un hamburger meno immediato dello Smash, più persistente e probabilmente anche meno “fast”. Ma dal punto di vista gastronomico è forse quello che racconta meglio la capacità di Le Camion Qui Fume di costruire un burger complesso senza trasformarlo nella caricatura di un piatto gourmet.
Il bun: soffice, lucido e abbastanza resistente

In entrambi gli hamburger il pane svolge un ruolo meno appariscente, ma fondamentale.
Il bun arriva lucido e brunito, quasi laccato. È morbido senza essere molle e sufficientemente strutturato da assorbire succhi, formaggio e salsa senza collassare dopo pochi secondi.
Una qualità essenziale quando dentro succede praticamente di tutto.
Le patatine: irregolari e lontane dalla perfezione industriale

Accanto arrivano le patatine. Spesse, irregolari, dorate senza ossessione geometrica.
Alcune sono croccantissime, altre più morbide e fondenti. Qualcuna presenta bordi molto bruniti, quasi troppo. Sono precisamente quelle che viene voglia di mangiare per prime.
Non sembrano prodotte da un algoritmo industriale e proprio per questo hanno personalità.
Il migliore hamburger di Parigi?

Alla fine restano soprattutto alcune immagini.
Le dita sporche. Il formaggio che cola. Una patatina presa con l’altra mano mentre stai ancora masticando. Una carne lodevole. Ed è probabilmente la recensione più sincera che si possa fare.
Le Camion Qui Fume non prova a trasformare il fast food in alta cucina.
Fa qualcosa di molto più intelligente, prende sul serio il fast food.
Non perché abbia reso l’hamburger più elegante.
Per il motivo esattamente opposto. Perché ha capito che, quando il fast food è fatto davvero bene, non ha bisogno di diventare altro.
Quanto costa mangiare da Le Camion Qui Fume

Il menu di Le Camion Qui Fume ruota naturalmente intorno agli hamburger, con una proposta abbastanza ampia ma senza diventare dispersiva.
Si parte dagli smash burger, con Le Smash Qui Fume disponibile in più formati e prezzi da 6,90 a 13,90 euro, per poi passare ai burger più costruiti, generalmente compresi tra 10,90 e 14,40 euro.
Non manca il pollo, proposto in diverse varianti, mentre la parte dei contorni resta molto classica: patatine da 2,90 a 4,90 euro, coleslaw, insalata Caesar e qualche snack da condividere, con prezzi che si aggirano prevalentemente tra 4,90 e 6,90 euro.
A chiudere il menu ci sono dessert, bibite e birre: le soft drink partono da circa 2,90 euro, mentre per i dolci si va indicativamente da 2,90 a 7,90 euro.
Nel complesso è un menu da burger joint puro: pochi fronzoli, diverse possibilità di personalizzazione e un conto che, per hamburger, patatine e bibita, si assesta generalmente tra i 15 e i 20 euro a persona.
Le Camion Qui Fume. 6 Rue Grégoire de Tours, 75006 Paris, Francia. Telefono: +33 1 42 49 23 95. Instagram
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