IL DISCORSO DI MARIO DRAGHI
«Sbaglieremmo tutti a pensare che il Pnrr sia solo un insieme di progetti.
Metteteci dentro la vita degli italiani,le attese di chi ha più sofferto gli effetti della pandemia, il destino del Paese e la sua credibilità come fondatore dell’Unione Europea. E’ questione di valori civili che nessuna tabella potrà mai rappresentare»: così apre le sue Comunicazioni alla Camera il Presidente Draghi, illustrando nel dettaglio i contenuti dei progetti sul Recovery Plan italiani. «Non è una questione solo di reddito, numeri e tabelle ma anche di valori civili», spiega il Premier prima di citare De Gasperi nel 1943 «l’opera di rinnovamento fallirà se in tutti le categorie non nasceranno persone pronte a sacrificarsi per il bene comune. A noi l’onere e l’onore di preparare nel modo migliore l’Italia di domani».
Il Presidente del Consiglio ribadisce come «Ritardi, inefficienze e miopi visioni di parte peseranno sulle nostre vite e su quelle dei nostri figli e nipoti» e ringrazia poi tutte le categorie politiche ed economiche che hanno collaborato alla composizione del PNRR. «La buona riuscita del piano richiede uno sforzo corale delle istituzioni e un dialogo costruttivo», aggiunge Draghi. Il piano ha tre obiettivi principali:
1- Riparare i danni economici della pandemia
«Giovani, donne e Sud hanno sofferto calo occupazione molto superiore alla media», spiega Draghi elencando il primo obiettivo del Recovery Plan. Salite dal 3,3% al 10% le persone in povertà
2- Debolezze strutturali del nostro Paese
«I divari territoriali, debole crescita, mancati investimenti, disparità di genere
3- Transizione ecologica
LE RISORSE DEL PNRR
Le risorse del PNRR sono 222,1 miliardi complessivi, frutto di PNRR e Fondo complementare: «questi due pian sono stati disegnati in modo integrato con medesimi strumenti attuativi. Inoltre entro il 2032 sono stati stanziati 36 miliardi ulteriori per opere specifiche: linea ferroviaria Tav Salerno-Reggio Calabria, linea Tav Milano-Venezia». Sono in tutto 248 miliardi di euro quelli messi in programma, con anche 13 miliardi in arrivo dal piano React EU: i progetti verdi hanno il 40% del totale, piano digitale il 27%. Nel 2026 il Pil finale sarà di 3 punti percentuali superiore alle attuali previsioni: «la governance è strutturata su diversi livelli, tra MEF, ministeri e autorità locali. Prevista una cabina di regia a Palazzo Chigi con il compito di interloquire con amministrazioni responsabili in caso di criticità nell’attuazione del Piano», rilancia il Premier Draghi nel suo discorso alla Camera. «Abbiamo scelto di investire in filiere dell’alta tecnologia. È facile parlare di fibra, 5G, cloud, telemedicina, su cui vogliamo investire. Ma dobbiamo ricordare per cosa la trasformazione digitale è importante: vogliamo che dal 2027 i nostri ragazzi possano avere accesso alle migliori condizioni scolastiche ovunque siano in Italia, a questo serve la rivoluzione digitale, così come progetti lavoro, aziende e ricerca», rilancia il Capo del Governo, «Tecnologia deve dare eque opportunità a tutti per pubblico, privato, lavoro e scuola».
DRAGHI IN PARLAMENTO PER IL PNRR
Alle ore 16 il Presidente del Consiglio Mario Draghi nelle Comunicazioni alla Camera presenterà il nuovo Recovery Plan italiano, pronto ad essere inviato a Bruxelles entro il prossimo 30 aprile: dopo settimane di convulse correzioni, scontri e “freni” dalla Commissione Europea, una telefonata decisa del Premier sabato alla Presidente Von der Leyen ha di fatto “sbloccato” l’impasse confermando l’impianto “monstre” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) da 222,1 miliardi di euro.
I tempi sono stretti per questa ultima settimana di aprile: oggi e domani le comunicazioni in diretta dal Parlamento, tra martedì sera e mercoledì il Consiglio dei Ministri che approverà definitivamente il Recovery Plan ed entro venerdì l’invio alla Commissione Ue per iniziare il lungo iter di verifica prima di poter ricevere i primi veri fondi concreti finanziati dagli Eurobond misto fondo perduto-prestiti. Il discorso del Presidente Draghi sarà possibile seguirlo dalle ore 16 in diretta video streaming sul canale YouTube della Camera dei Deputati: dopo l’intervento oggi si terrà il dibattito generale ma non avverranno subito le votazioni delle risoluzioni che invece avverrà domani mattina. Alle ore 11 avranno luogo le repliche del Premier, seguita dalle dichiarazioni di voto e poi infine la votazione finale delle risoluzioni di Governo e maggioranza: nel pomeriggio di martedì, alle ore 16 è previsto il discorso di Draghi al Senato con votazioni invece attese già in serata.
IL RECOVERY PLAN ITALIA IN “PILLOLE”
«Il Recovery Plan è una sfida straordinaria ed epocale che in pochi anni potrà cambiare tutto il sistema Paese», trasformarne i tratti salienti, colmarne i tanti gap strutturali, «per non essere condannati ad un futuro di bassa crescita»: così il Premier Mario Draghi nella premessa al testo finale inviato a Camera e Senato per illustrare nel dettaglio tutti i capitoli del PNRR. 337 pagine, 6 missioni principali, 5 riforme strutturali (pubblica amministrazione, giustizia, semplificazione normativa e concorrenza, fisco), 39 assi principali, 135 investimenti: i numeri del Recovery Plan verranno spiegati da Draghi oggi a Montecitorio e domani a Palazzo Madama, scandendo anche i vari interventi dal costo complessivo di 222,1 miliardi di euro. 191,5 mld destinati al Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, lo strumento chiave del Next Generation Eu, mentre 30,6 sono i miliardi destinati dal Governo al Fondo Complementare che non entrerà nel Recovery Fund ma rimarrà finanziato attraverso lo scostamento pluriennale di bilancio approvato nel Consiglio dei ministri del 15 aprile.
Nella bozza si legge che «gli interventi di semplificazione più urgenti del Pnrr saranno adottati attraverso un decreto legge che sarà approvato dal Consiglio dei ministri entro la prima settimana di maggio e convertito in legge entro metà luglio». Tutti gli altri interventi saranno realizzati attraverso leggi ordinarie, leggi di delegazione legislativa e relativi decreti delegati, da approvare entro il 2021. Come noto, il piano nazionale è suddiviso in 6 missioni: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, con 49,2 miliardi; rivoluzione verde e transizione ecologica con 68,6 miliardi; infrastrutture per la mobilità sostenibile con 31,4 mld; istruzione e ricerca con 31,9 mld; inclusione e coesione con 22,4 mld; salute con 18, 5 mld.
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