Osimhen e Fast sono state rilasciate in penisola sorrentina dopo le cure presso il Turtle Point della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli
Osimhen e Fast di nuovo libere. Sono due tartarughe marine salvate nei mesi scorsi e che hanno rischiato la vita. Il 4 marzo hanno ripreso il loro lungo viaggio in mare da Vico Equense, in penisola sorrentina. Le loro storie, seppur diverse, hanno un denominatore comune: le attività dell’uomo le hanno messe in pericolo.
Osimhen, ribattezzata come il centravanti del Napoli dallo staff dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella per l’unicità dell’esemplare e per la grande mole (85kg e 80cm di carapace), è un maschio adulto finito in una rete da pesca al largo di Maiori in Costiera amalfitana. Sono stati gli stessi pescatori a segnalarlo prontamente al Parco Marino di Punta Campanella che ha recuperato la Caretta caretta. Era a rischio embolia ma le cure del Turtle Point della Stazione Zoologica A.Dohrn l’hanno rimessa in sesto in breve tempo e ora è pronta a riprendere il suo viaggio nel Mediterraneo. È stata dotata di ricevitore satellitare per seguirla nei suoi spostamenti in mare.
“Esistono pochissimi dati sul comportamento dei maschi adulti di tartaruga marina comune nel Mediterraneo Occidentale- spiega Sandra Hochscheid, Referente del Gruppo Ricerche Tartarughe Marine della Stazione Zoologica- Per questo seguiremo Osimhen, per vedere se resterà in zona o deciderà di migrare per accoppiarsi altrove.” La stagione riproduttiva è infatti alle porte e anche per questo si è deciso di liberarlo ora. A Osimhen è stato anche prelevato un campione per ricavarne l’impronta genomica che permetterà di valutarne il contributo nelle future generazioni. L’azione fa parte del nuovo progetto Life Turtlenest, cofinanziato dall’Unione Europea, coordinato da Legambiente e di cui la Stazione Zoologica è Responsabile Scientifico. Mira a tutelare i nuovi siti di nidificazione della tartaruga marina in Italia, Francia e Spagna.
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L’altra Caretta caretta rimessa in mare dalla spiaggia di Vico Equense è invece una femmina di appena 25kg, Fast. È stata rinvenuta alla deriva nelle acque delle Isole Eolie quasi un anno fa dall’associazione Filicudi Wildlife Conservation con un’infezione agli occhi. Ha avuto bisogno di più tempo per rimettersi in forma ma ora sta bene.“Le due tartarughe che abbiamo rilasciato oggi – sottolinea Andrea Affuso, Coordinatore e Direttore sanitario del Turtle Point – sono state fortunate. Il percorso riabilitativo presso il nostro Centro di recupero ha consentito che si ristabilissero completamente e potessero tornare a mare. Importante è stato il supporto e la collaborazione del professor Meomartino e della professoressa Lamagna del Dipartimento di medicina veterinaria dell’Università Federico II di Napoli, per l’esecuzione degli esami specialistici necessari ad una corretta diagnosi.”La liberazione degli esemplari di Caretta caretta è avvenuta a conclusione di un evento formativo e di sensibilizzazione realizzato in collaborazione con il Comune di Vico Equense e con l’AMP Punta Campanella, nell’ambito del progetto CarettainVista per il monitoraggio delle nidificazioni di tartaruga marina in Campania. 50 studenti hanno avuto l’occasione di parlare direttamente con i ricercatori e con i pescatori che hanno salvato Osimhen. Durante i lavori, inoltre, è stata presentata la campagna di sensibilizzazione per pescatori e operatori delle acque costiere che sarà avviata dalla prossima primavera grazie al contributo della Regione Campania. Consentirà di premiare coloro che avranno collaborato nel recupero di esemplari catturati, feriti o ammalati con gadget e capi di abbigliamento tecnico professionale da utilizzare nella loro attività.

“La tutela della biodiversità è uno dei nostri obiettivi principali. Per questo, da 15 anni, l’Amp Punta Campanella si occupa anche di tartarughe marine e ha contribuito a salvarne più di 150 in questo lasso di tempo con il fondamentale contributo della Stazione Zoologica A.Dohrn- osserva Lucio Cacace, Presidente dell’Amp Punta Campanella – Un lavoro importante che intendiamo proseguire con sempre maggiore efficacia, grazie alla collaborazione dei pescatori e ai fondi stanziati dalla Regione Campania per le attività di sensibilizzazione e per strutturare un Centro di Primo Soccorso a Massa Lubrense. Un finanziamento per il quale ringraziamo la Regione e in particolare il Consigliere Luigi Cirillo- conclude Cacace- e che consentirà anche azioni più incisive nel monitoraggio e nella tutela dei nidi di tartaruga marina.” La stagione delle nidificazioni si avvicina e la Campania, negli ultimi anni, ha visto un notevole incremento dei nidi di Caretta caretta e oggi è una delle regioni italiane dove ne è segnalata la maggiore presenza.