La transizione energetica e l’economia circolare rappresentano le due vie parallele per condurre l’Italia a una prospettiva di sviluppo positivo e duraturo. È questo il messaggio di fondo che emerge dal convegno “Il ruolo dell’economia circolare nella politica energetica europea” promosso dal CONOU, il Consorzio Nazionale Oli Usati, e da AIEE, l’Associazione Economisti italiani dell’energia.
Il convegno svolto a Roma presso lo Spazio Europa ha visto il contributo di relatori accademici, economisti, esponenti delle istituzioni e rappresentanti di alcuni dei principali consorzi ambientali nazionali. La riflessione sull’impatto benefico e la necessità del modello circolare nel percorso di transizione energetica è stata accompagnata dall’esposizione di numeri importanti e testimonianze concrete delle eccellenze dell’economia circolare italiane. L’azione di contrasto alla crisi climatica è stata ampiamente documentata. Grazie alla differenziata e al riciclo si ottengono riduzione dell’uso di materie prime e di risorse energetiche fossili.
In Italia le attività dei cinque Consorzi che hanno partecipato all’incontro – CONOU, RICREA, Co.Re.Ve, ERION, Ecopneus – rappresentano altrettanti esempi virtuosi di un’economia circolare realizzata, di una gestione ambientalmente efficace ed efficiente dei rifiuti. In particolare il CONOU nel 2021 ha raccolto 186.000 tonnellate di olio usato in circa 110.000 siti diversi, avviandone a rigenerazione oltre il 98% e consentendo così la produzione da un rifiuto pericoloso di lubrificanti (nonché bitumi e gasolio), con un risparmio sulle importazioni di petrolio di oltre 80 milioni di euro ed evitando l’emissione di circa 90 mila tonnellate di CO2eq.
L’economia circolare amplia la visione su ciò che serve per rendere concreta e sufficientemente rapida la transizione ecologica. Una prospettiva che non può basarsi soltanto su interventi di ‘sostituzione tecnologica’ pure indispensabili, ma deve necessariamente investire anche la sfera dei comportamenti economici e degli stessi stili di consumo. In questo senso il passaggio dal modello economico lineare a quello circolare è uno snodo fondamentale anche in termini culturali. Se guardiamo al caso del CONOU, che rigenera pressoché la totalità dell’olio usato raccolto in Italia abbattendo inquinamento e alleggerendo il peso della nostra bolletta energetica, la strada da seguire appare chiara – Riccardo Piunti, Presidente CONOU
Grazie alle performance dei consorzi si afferma un primato italiano. Come emerge dal Rapporto 2022 del Festival Circonomia sull’economia circolare in Italia e in Europa, il nostro Paese è leader nella Ue per circolarità ed efficienza d’uso delle risorse. Nel 2021 in Italia è stato avviato a riciclo quasi l’80% di tutti i rifiuti prodotti, sia urbani che speciali, contro il 56% della Francia, il 43% della Germania, e il 39% della Spagna (la media Ue è ferma al 38%). L’Italia è prima tra i 27 Paesi dell’Unione nell’indice di economia circolare costruito su diciassette diversi indicatori, prima per percentuale di riciclo sul totale dei rifiuti, più virtuosa di altri grandi Paesi europei per energia consumata/unità di Pil e consumo di materia/unità di Pil.
L’economia circolare costituisce da tempo uno dei pilastri sui quali l’Europa ha deciso di costruire la sua politica per la transizione ed i recenti eventi che hanno sconvolto i mercati dell’energia e delle commodities hanno ulteriormente accentuato l’impegno per il recupero e la valorizzazione dei residui e più in generale dei rifiuti. L’Italia, come paese tradizionalmente dipendente dalle importazioni di energia e di materie prime, è stato sempre costretto a fare di necessità virtù ed ha saputo acquisire una posizione d’avanguardia in questo campo. I consorzi come CONOU sono uno degli esempi virtuosi di questa attitudine che coordina l’impegno dell’industria, dei consumatori, delle istituzioni. E devono costituire un fattore d’impulso e riferimento per il percorso che occorre ancora fare per una gestione efficace dei rifiuti – Carlo Di Primio Vice Presidente AIEE