Oggi è l’ultimo giorno per i sondaggi pubblici in vista delle elezioni del prossimo 25 settembre e, quindi, è l’ultima occasione per commentare le intenzioni di voto degli italiani e i risultati delle campagne elettorali attive. Come ha spiega il sociologo Edoardo Novelli, intervistato a Mattino24 su RaiNews 24, “non ci sono campagne elettorali scontate” perché possono verificarsi imprevisti “come ad esempio la campagna dell’84 con la morte di Berlinguer, che cambia completamente il PC che diventa primo”.
Secondo il sociologo, questa è una campagna elettorale “che parte con una legge elettorale data, con delle regole date”, perciò esorta a prendere atto delle regole e ad adeguare “la propria proposta politica e le alleanze, oppure evidentemente non si è in grado di dare una risposta” ai bisogni reali del Paese. Edoardo Novelli parla di “grande scoramento” nell’elettorato del centrosinistra, che avrebbe dimostrato una certa disponibilità a eventuali alleanze programmatiche, una scelta che non è stata invece intrapresa dai partiti di riferimento. I vertici del Partito Democratico, in particolare, hanno “esaltato le differenze che li distinguevano dagli altri partiti e invece non hanno puntato sui punti in comune. E il risultato è una campagna che per certi versi è anche molto interessante dal punti di vista dei contenuti, è una campagna molto più netta”.
Edoardo Novelli, lo scontro tra ‘Dio, patria e famiglia’ e il laicismo
In base all’analisi proposta dal sociologo Edoardo Novelli a Mattino24, “l’offerta politica che viene fatta adesso rispetto alla campagna elettorale del 2018 e del 2013 è molto più netta”. E soprattutto oggi “i partiti hanno pochissimo le orecchie sul terreno, questa campagna elettorale lo dimostra”. A differenza delle elezioni precedenti, però, questo 25 settembre “offre due prospettive molti diverse”.
Infatti, Novelli fa notare che “con lo spostamento dell’asse del centrodestra su Fratelli d’Italia il tema è ‘Dio, patria e famiglia’, cioè una visione molto tradizionale della società, su dei valori molto tradizionali, chiusi eccetera. Dall’altra parte, con lo spostamento dei 5Stelle a sinistra – e anche del PD che si è spostato molto più a sinistra – c’è una visione molto più laica della società, molto più moderna, molto più tollerante. Quindi da questo punto di vista la scelta politica è molto più netta di quella del 2018”. Il quadro che ne risulta è quindi quello di una polarizzazione ancora più accentuata tra i due poli del centrodestra e del centrosinistra, in cui i giovani potrebbero giocare un ruolo non indifferente.
© RIPRODUZIONE RISERVATA