Elezioni, i Comuni al ballottaggio: le sfide nei 6 capoluoghi. Occhi su Vigevano dopo l’exploit di Vannacci

Roma, 4 giugno 2026 –  Sei capoluoghi di provincia (Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata e Trani) e 41 Comuni sopra i 15mila abitanti per decidere chi ha vinto tra centrodestra e centrosinistra le elezioni amministrative di primavera. A fare da ago della bilancia dei ballottaggi che si terranno questo fine settimana, il 7 e l’8 giugno, saranno, inevitabilmente, i voti di civici, centristi e vannacciani. Ma di apparentamenti ufficiali, per la verità, ce ne sono pochi.

L’accordo formale è scattato a Chieti, dove il centrodestra, diviso al primo turno, si ricompatta per provare a insidiare il candidato del campo largo Giovanni Legnini, già sindaco uscente della città e in testa con il 47,2%. A sfidarlo Cristiano Sicari (27,4%), sostenuto da FdI e FI, che a questo giro potrà contare sull’appoggio del candidato di Lega e Udc Mario Colantonio (16,7%), oltre che del civico Alessandro Carbone (4,7%). Ad Agrigento il centrodestra, diviso, al primo turno, non ritrova unità nemmeno al secondo. In corsa per la poltrona di sindaco Michele Sodano del campo progressista con il 39,1% e Dino Alonge appoggiato da FI-FdI-Udc e autonomisti con il 34,8%. Il leghista Luigi Gentile, arrivato terzo con il 14,1%, sostenuto anche da Dc e Noi moderati, non ha gradito apparentamenti anche se il Carroccio ha invitato a “non votare per il centrosinistra”.

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Ad Arezzo i centristi di Marco Donati, sostenuto anche da Azione di Carlo Calenda, forti di un determinante 20,5% di consensi, non si sono convinti ad appoggiare nessuno dei due candidati: Vincenzo Ceccarelli per il centrosinistra, con il 32,4% e Marcello Comanducci che con il 43,8% proverà a far restare il Comune nelle mani del centrodestra (come è stato per l’ultimo decennio). A Viareggio si sfidano Sara Grilli, candidata civica sostenuta dall’ex sindaco Del Ghingharo e dal centrodestra che è avanti di circa quattro punti percentuali, e Federica Maineri appoggiata dal campo largo più alcune liste civiche. Anche qui nessun apparentamento: Marialina Marcucci, ex vice presidente della Regione Toscana, arrivata terza al primo turno con il 27,5% dei voti, ha scelto di non dare indicazioni di voto, pur invitando a non disertare le urne.

A Lecco il ballottaggio è tra il sindaco di centrosinistra uscente Mauro Gattinoni (42,5%) e il candidato del centrodestra Filippo Boscagli, avanti con il 48,6%. Resta alla finestra Mauro Fumagalli, candidato della lista civica centrista Orizzonte per Lecco, terzo con il 5,2%. Anche a Trani secondo turno senza accordi: la sfida è tra Marco Galiano (40,7%), sostenuto dal Pd ma non dal M5s e il candidato del centrodestra Angelo Guarriello, indietro con il 30,3%. In mezzo c’è il 21,5% conquistato dal candidato civico, Giacomo Marinaro, che lascia libertà di voto.

A Macerata un caso al cardiopalma: qui il sindaco uscente di centrodestra Sandro Parcaroli ha sfiorato la vittoria al primo turno ma si è fermato al 49,96%, mancando l’obiettivo per una manciata di voti. A sfidarlo al ballottaggio il candidato del campo largo Gianluca Tittarell che parte dal 41,9% e ha raggiunto un’intesa con Marco Sigona, candidato che al primo turno aveva ottenuto il 3,48% dei voti con la lista Officina delle idee.

Roberto Vannacci durante una conferenza stampa di Futuro Nazionale a Palazzo Pirelli, Milano, 26 Maggio 2026. ANSA/MATTEO CORNER

Infine il caso Vigevano, il più politico di tutti. Qui la candidata del centrosinistra Rossella Buratti (34,3%) parte in vantaggio sul civico Paolo Previde Massara (24,4%), sostenuto da Forza Italia, ma tutto dipenderà, in mancanza di accordi ufficiali, da quello che farà la Lega, il cui candidato Riccardo Ghia, sostenuto da FdI, è arrivato terzo con il 21,4%, e da Furio Suvilla, civico appoggiato da Roberto Vannacci – che ha così debuttato, pur senza il simbolo ufficiale di Futuro Nazionale, in un’elezione – che ha registrato un exploit conquistando il 14,2% dei consensi.