ELEZIONI PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA/ Diretta video Quirinale: risultati, primi nomi?

ELEZIONI PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA/ Diretta video Quirinale: risultati, primi nomi?

ELEZIONI QUIRINALE, OGGI ULTIMO VOTO CON QUORUM “ALTO”

Si apre alle 11 e non più alle 15 lo scrutinio per le Elezioni del nuovo Presidente della Repubblica: dopo i falliti tentativi delle prime due giornate di votazioni, oggi è l’ultima volta del quorum “alto”, ovvero di 672 grandi elettori sui 1009 totali. Da domani – qualora si concludesse anche oggi in “fumata nera” – il via alla quarta e forse decisiva votazione con la maggioranza assoluta che basterebbe per chiudere la partita del Quirinale.

Appuntamento come sempre in diretta video streaming dal canale YouTube della Camera dei Deputati: quorum richiesto ancora 627 voti, trame in campo praticamente ancora “infinite” visto la giornata piuttosto convulsa e “schizofrenica” di martedì. È però forse dalla giornata di oggi che si potrebbe cominciare a “fare sul serio” abbandonando la tattica delle schede bianche (672 lunedì, 527 ieri) e provando a fare uscire i primi nomi “caldi”, o comunque per mettere alla prova l’opposto versante del Parlamento.

NUOVO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: OGGI IN CAMPO I PRIMI NOMI?

Nella partita a “scacchi” per le Elezioni del Quirinale i grandi elettori del Centrodestra potrebbero dirigersi compatto verso la nomina di Carlo Nordio, uno dei nomi proposti ieri dalla prima “rosa” di candidati Presidente della Repubblica (assieme a Letizia Moratti e Marcello Pera). Assieme dunque ai nomi già visti in questi giorni, da Paolo Maddalena – sostenuto da ex M5s, parte del Misto e Alternativa C’è – a Marta Cartabia (Azione-Calenda) fino a Luigi Manconi (Sinistra Italiana ed Europa Verde), il nome del magistrato oggi in pensione potrebbe valere una prima “sfida” a distanza a quel Centrosinistra che ieri ha bocciato la terna proposta da Lega-FI-FdI, pur lodandone la qualità e lo spessore istituzionale. Mentre parallelamente fuori dal Parlamento potrebbe tenersi l’agognato incontro tra le delegazioni ristrette di Centrodestra e Centrosinistra sul nome “condiviso” da portare domani alla Camera, i partiti guidati da Salvini torneranno a riunirsi prima del terzo voto per proporre ai grandi elettori la nomina di Carlo Nordio per verificare quantomeno la “tenuta” della coalizione. Secondo fonti del Centrodestra all’Adnkronos, quasi sicura il mancato raggiungimento dei 672 voti disponibili oggi, da domani con quorum abbassato si ragiona sul convergere su Elisabetta Alberti Casellati come candidata forte alla guida del Colle.

COSA È SUCCESSO IERI: LA “GUERRA DELLE ROSE”

Una guerra di “rose” (o della rosa) potremmo riassumere la giornata convulsa di ieri: mentre alla Camera proseguivano le surreali votazioni per il nuovo Presidente della Repubblica, il Centrodestra ha sganciato la prima mossa (su “consiglio” esterno di Matteo Renzi). In una conferenza stampa – o meglio, comunicazione alla stampa – tutti i leader compatti del Centrodestra hanno lanciato la loro “rosa”: Marcello Pera, Letizia Moratti e Carlo Nordio. «Presentiamo tre nomi ufficiali del Centrodestra: non siamo qui a imporre niente a nessuno. Come fatto per 30 anni dal Centrosinistra, credo sia oggi diritto dell’area liberale e conservatrice del Paese, nostro diritto avanzare delle proposte», spiega Salvini, sostenuto poi da Meloni subito dopo «sono tre profili di altissimo livello. Come lo sono anche Elisabetta Casellati e Antonio Tajani, sono curriculum fantasmagorici che poniamo al servizio del Paese: facciamo proposte per avvicinare, di più non possiamo e non vogliamo fare». Tajani perché n.2 di Forza Italia e soprattutto Casellati perché Presidente del Senato vengono tenuti fuori dalla “rosa” che punta ad essere più che altro un “grimaldello” nel “muro” issato dal Centrosinistra in questi giorni alle proposte pervenute dall’altro campo. Letta, Conte e Speranza giudicano «nomi positivi e che fanno crescere il dialogo», ma in una loro nota congiunta arrivano a bocciare la terna proposta: «Prendiamo atto della terna formulata dal centrodestra che appare un passo in avanti, utile al dialogo. Pur rispettando le legittime scelte del centrodestra, non riteniamo che su quei nomi possa svilupparsi quella larga condivisione in questo momento necessario». Enrico Letta uscendo dalla Camera lancia poi un appello al Centrodestra: «Nella giornata di domani proponiamo un incontro tra due delegazioni ristrette in cui porteremo le nostre proposte. Chiudiamoci in una stanza buttando la chiave, pane e acqua fino a soluzione finale condivisa. La nostra proposta è di terminarla coi tatticismi, chiudersi in una stanza e trovare una intesa». Oggi in Aula si proveranno a svelare le prime carte, ma sarà ancora fuori dal Parlamento che si giocherà la partita più importante: in primis, per capire se ci sarà questo incontro tra le parti e in secondo luogo su quali nomi potrebbe giungere la “convergenza di intenti”. Casellati, Cartabia, Casini i tre più “chiacchierati”; Draghi e Mattarella i più “innominabili” ma, forse anche questo, ancora veri aghi della bilancia.

DIRETTA VIDEO STREAMING, IL TERZO VOTO PER LE ELEZIONI QUIRINALE 2022

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