
Elezioni Quirinale 2022, mancano due giorni al via del voto per il nuovo Presidente della Repubblica: la corsa al Colle entra nel vivo. Oggi sono attesi importanti aggiornamenti dal Centrodestra e dall’ipotesi Silvio Berlusconi: alle ore 16.00 è in programma un nuovo vertice tra i leader della coalizione a Roma, mentre il Cavaliere dovrebbe collegarsi da remoto.
«È il momento per approfondire, capire, unire, proporre, costruire. Questo vale anche per il Quirinale», le parole di Matteo Salvini in collegamento con Padova al seminario di formazione politica e culturale “Forum del Pensiero Identitario Europeo”. Il segretario federale della Lega ha sottolineato che sono ore di riflessione sul Quirinale, ma ha dato la sua parola che tutti stanno lavorando «per una soluzione positiva, rapida ed efficace»: «Qualcuno a sinistra è preoccupato perché per la prima volta dopo 30 anni i numeri dicono che il centrodestra è maggioranza fuori e dentro il Parlamento».
ELEZIONI QUIRINALE 2022: LE ULTIME NOTIZIE
Se il Centrodestra aspetta la risposta di Berlusconi per studiare la strategia da adottare per le elezioni del Quirinale 2022, l’area giallorossa deve fare i conti con diversi problemi. Come vi abbiamo raccontato, ieri è esploso il caso Fraccaro: l’esponente M5s ha incontrato Salvini per parlare dell’ipotesi Tremonti al Quirinale. Situazione delicata, considerando anche il vantaggio numerico del Centrodestra. Domani potrebbe aver luogo un nuovo incontro del segretario Pd Enrico Letta, del presidente del M5s Giuseppe Conte e del segretario di Articolo 1 Roberto Speranza. Domani si svolgerà anche, secondo l’Ansa, l’assemblea congiunta dei gruppi parlamentari del Movimento 5 Stelle. I dem hanno rinnovato la disponibilità a dialogare con gli altri partiti, ma senza il nome di Berlusconi sul tavolo. Così Simona Malpezzi a Il Messaggero: «Berlusconi è una figura di parte e noi non vogliamo figure di parte perché in questo Parlamento nessuno può vantare un diritto di prelazione. Senza il nome di Berlusconi sul tavolo potrà iniziare il vero confronto tra le forze per dare al Paese il presidente di tutti».
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