Roma, 11 settembre 2025 – A un mese dalla scomparsa di Pippo Baudo, avvenuta il 16 agosto scorso, Katia Ricciarelli (79 anni) rompe il silenzio. L’ex moglie del conduttore, con cui è stata sposata dal 1986 al 2004 (divorzio formalizzato nel 2007), esprime amarezza, sorpresa e rammarico, per le ultime volontà del marito. In un’intervista al Messaggero, la cantante lirica definisce “ingiusto” che la segretaria storica, Dina Minna, abbia ricevuto la stessa quota di eredità dei figli Tiziana e Alessandro.
Tenuta all’oscuro della malattia e della morte
Ricciarelli sottolinea di non essere stata informata né sullo stato di salute di Baudo né sulla sua morte: “Non so neppure di cosa è morto. Ho appreso la notizia tramite messaggi di condoglianze scritti da amici e colleghi”. L’ultima volta che ha visto il conduttore risale al 2019, a un concerto all’Arena di Verona: “Non ci siamo detti una parola e ci siamo abbracciati. Con lui c’era anche lei”, ricorda, riferendosi alla segretaria.
Indipendenza economica e rimpianti
La cantante precisa di non aver mai chiesto assegni di mantenimento dopo il divorzio e di aver sempre scelto l’indipendenza economica, e aggiunge amara: “Forse ho sbagliato mestiere se tutte le segretarie vengono trattate così”. Nonostante fosse consapevole del ruolo centrale della Minna nella vita di Baudo, Ricciarelli confessa di non aver ipotizzato che le sarebbe stato precluso l’ultimo saluto: “Immaginavo e speravo di essere messa al corrente di un’eventuale malattia dell’uomo con il quale ho condiviso quasi vent’anni di vita. Invece niente. Non una telefonata, un messaggio: niente di niente”.
La contestata divisione dell’eredità
Il testamento del conduttore, aperto nello studio del notaio Renato Carraffa a Bracciano alla presenza dei figli e della segretaria, prevede una suddivisione in tre parti uguali dell’eredità, stimata in circa dieci milioni di euro, comprendente proprietà nel Lazio e in Sicilia e compensi derivanti dalle tredici conduzioni di Sanremo. La lettura delle volontà ha confermato la centralità di Dina Minna nella vita del presentatore, accanto agli eredi legittimi.
La morte di Baudo, simbolo di una televisione discreta e rispettosa, ha scosso l’Italia. Molti hanno voluto rendere omaggio al conduttore al Teatro delle Vittorie, tra volti noti e cittadini comuni, ricordando il suo stile garbato e mai invadente, un modo di condurre che oggi appare sempre più lontano.