La Procura di Roma amplia il quadro delle accuse nell’indagine sulla Global Sumud Flotilla, la missione umanitaria diretta verso Gaza tra settembre e ottobre scorso. Nel fascicolo, coordinato dal procuratore Francesco Lo Voi e affidato al pm Stefano Opilio, viene ora contestato anche il reato di tortura nei confronti di ignoti, che si aggiunge alle ipotesi già formulate di sequestro di persona, rapina e danneggiamento con pericolo di naufragio. L’inchiesta è partita dagli esposti presentati dai 36 attivisti italiani coinvolti, ascoltati nei mesi scorsi dagli inquirenti, e potrebbe presto portare a una rogatoria internazionale verso Israele.
Sul piano politico, il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Marco Grimaldi spiega che “la sospensione del memorandum Italia-Israele è una vittoria delle milioni di persone scese in piazza per la Palestina che noi ringraziamo con tutto il cuore. Scioperi generali, manifestazioni, Global sumud Flotilla, blocco dei porti e delle strada: questa è una vittoria di un popolo che non si è tirato indietro. Domani durante il question time alla Camera chiederemo al ministro Crosetto in che modo si intenda andare avanti, quando il Governo procederà al riconoscimento formale dello Stato di Palestina”.
Sulla stessa linea il deputato dem Arturo Scotto: “È una notizia assai significativa che la Procura di Roma contesti il reato di tortura per i 36 attivisti italiani che furono arrestati e detenuti dalla polizia israeliana nell’ottobre 2025 dopo che illegalmente fu fermata la Global Sumud Flotilla che portava aiuti umanitari a Gaza. Quando fummo ascoltati dai pm qualche mese fa spiegammo in maniera approfondita il trattamento che fu riservato da parte delle autorità israeliane completamente fuori da qualsiasi idea dello stato di diritto nel carcere di Keziot. Il fatto che si vada avanti nella ricerca di verità e giustizia è un fatto davvero rilevante”.
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