Madre e figlia avvelenate: confermata la ricina su entrambe, niente sul padre

Gianni Di Vita, il papà e marito delle due donne morte a ridosso di Natale a Pietracatella (Campobasso), è negativo alla ricina. Nel suo sangue non sono state rinvenute tracce del potente veleno che ha ucciso sua moglie Antonella e sua figlia Sara nei giorni a ridosso di Natale. La conferma arriva da fonti qualificate, in attesa che a breve venga depositata ufficialmente la relazione del Centro antiveleni di Pavia, con tutti i dettagli e i risultati finali degli esami che potrebbero portare all’ennesima svolta nel caso che tiene con il fiato sospeso il paese di cui Gianni Di Vita era stato anche sindaco.

Si stringe, dunque, il cerchio attorno a chi avrebbe avvelenato Sara e Antonella durante le feste di Natale, quando vennero ricoverate a Campobasso per una sospetta intossicazione alimentare rivelatasi poi un duplice omicidio tramite avvelenamento. L’inchiesta sul giallo di Pietracatella subisce una nuova accelerazione e gli investigatori della Squadra Mobile, guidata Marco Graziano, stanno ora seguendo piste ben precise che porterebbero a sospettare di alcune persone in particolare. L’unica certezza, al momento, è che Gianni Di Vita non era positivo alla ricina, al contrario di moglie e figlia. L’uomo aveva lamentato sintomi simili e proprio per questo era stato ricoverato allo Spallanzani di Roma. Sarà la relazione in arrivo da Pavia, però, a fornire elementi chiari sulla presenza del veleno e sulle quantità rivelate nel sangue delle vittime.

Intanto gli interrogatori delle persone sentite come testimoni sono proseguiti anche oggi: almeno altri cinque i soggetti sentiti nelle ultime ore oltre ai 30 già ascoltati la settimana scorsa. Gli interrogatori proseguiranno nei prossimi giorni e anche Gianni Di Vita sarà nuovamente convocato per essere ascoltato come testimone. Oltre alla relazione attesa da Pavia, l’altro passaggio chiave sarà la consegna dell’esito delle due autopsie sui corpi delle vittime eseguite lo scorso 31 dicembre all’ospedale Cardarelli di Campobasso dal medico legale incaricato dalla procura, Pia Benedetta De Luca. La professionista pugliese consegnerà il suo lavoro a fine mese ma nel frattempo ha convocato per il prossimo 29 aprile al Policlinico di Bari i legali e i consulenti dei medici indagati e delle parti offese per l’esame dei vetrini istologici relativi alle autopsie. L’analisi avverrà alla presenza delle parti perché si tratta di accertamenti tecnici non ripetibili e quindi con la convocazione viene garantito il contraddittorio.

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