Francesco Daniele: “Corro nel nome di papà Pino e voglio laurearmi. La musica? Eredità pesantissima, meglio non rischiare”

Il blues dei pistoni forse a papà non sarebbe piaciuto, una musica troppo veloce e brutale per diventare melodia. Ma Francesco Daniele, figlio della leggenda della nostra musica Pino, non avrà tempo per pensare a una canzone oggi e domani, mentre debutterà nell’abitacolo di una Lamborghini Huracán della DL racing (iniziali di Diego Locanto, ex pallavolista professionista e poi pilota) sul circuito di Imola, nella prima tappa del campionato italiano GT.

A 20 anni, Francesco ha scelto una carriera completamente diversa, senza abbandonare lo studio. In pista nessuno gli farà sconti per il suo cognome, ma la sua è una bella storia da raccontare. Resa possibile dal supporto della scuderia milanese, di Alberto Di Folco e Lorenzo Petrucci, rispettivamente Head Coach e Ceo e Director of Operations and Institutional Relations di TooFast Academy. Oggi alle 17.30 e domani alle 15.30 le due gare, che hanno la durata di 50 minuti + 1 giro e saranno trasmesse in diretta su ACI Sport TV (Sky 228 e streaming).

Francesco, ha scelto una strada molto diversa da quella di papà.

“Ho provato un annetto e mezzo a suonare la chitarra, ma direi che la musica non fosse cosa per me. E poi l’eredità sarebbe stata pesantissima, meglio non rischiare”.

Pino Daniele con il piccolo Francesco

Suo padre è scomparso 11 anni fa, non ha fatto in tempo a condividere con lui la passione per i motori.

“No, purtroppo. Ero piccolo quando è successo, avevo solo nove anni. Porto di lui un ricordo molto bello, mi ha trasmesso valori importanti, ma di sport non abbiamo mai parlato davvero. Ma sono sicuro che sarebbe contento”.

Lei è iscritto alla Luiss, corso in Politics: vuole diventare uno dei pochissimi piloti laureati?

“Vediamo, sono solo al primo anno, devo far quadrare bene tutta l’organizzazione, non è facile. Ma studiare mi piace, non ho intenzione di mollare anche se le corse sono molto importanti per me”.

Pino Daniele (Ansa)
. ANSA/ FRANCESCO PRANDONI

Ha scelto di portare due marchi tra livrea e tuta: quello della Canottieri Aniene e quello della Fondazione intitolata a Luca Salvadori, pilota di moto scomparso un anno e mezzo fa.

“Sono due cose diverse. Fin da piccolo nuotavo per l’Aniene, ho chiesto a Malagò il permesso di portarne il simbolo nel motorsport, in un contesto diverso da quello solito. Il legame con Luca era profondo, suo padre Maurizio tramite l’agenzia Trident ha lavorato con papà ad un tour con Jovanotti e Ramazzotti, Luca per me era come un fratello maggiore, il mio punto di riferimento nel mondo dei motori. Ci tengo a portare avanti il lavoro della Fondazione”

Lei ha fatto tanto sport: oltre al nuoto, tennis e moto, da cross e in pista. Poi la folgorazione a Vallelunga dove vide trionfare la scuderia di Locanto nel monomarca Lamborghini Super Trofeo, i test con loro e oggi il debutto.

“Con Diego Locanto e tutta la squadra mi sono trovato benissimo fin dal primo momento, mi hanno accolto come se corressi con loro da anni e i primi test sono stati molto utili. Al volante della Lamborghini ho riscontrato un ottimo feeling di guida e non mi aspettavo di trovarmi immediatamente a mio agio. Sono consapevole che a Imola sarà un esordio importante e sono molto emozionato. Io punto sempre a dare il meglio e di conseguenza a un risultato, però resto con i piedi per terra. Sono realista: è il mio primo anno di corse, sarà anche di apprendistato e quindi cercherò di andare per gradi. Valuteremo il percorso con il tempo e i traguardi ottenuti, sogno di riuscire a intraprendere la carriera di pilota ai vari livelli della filiera delle corse Gran Turismo”.

Porto di lui un ricordo molto bello, mi ha trasmesso valori importanti, ma di sport non abbiamo mai parlato davvero

Che effetto le fa girare a Imola?

“Fortissimo, sono molto eccitato. Ma so che sarà una gara di assestamento, sono alle prime armi e qui non avevo mai girato prima. Farò di tutto per sfruttare l’opportunità che mi viene data, per me è oro”.

E a ben pensarci, una canzone perfetta di papà Pino ci sarebbe, per l’occasione.

Yes I know my way…