Giornalisti oggi di nuovo in sciopero per chiedere il rinnovo del contratto scaduto da 10 anni

Oggi, giovedì 16 aprile, i giornalisti italiani scioperano nuovamente per chiedere il rinnovo del contratto nazionale di lavoro giornalistico Fieg-Fnsi fermo da dieci anni. Si tratta del contratto giornalistico più applicato e più noto in Italia. Non tutti hanno però questa forma contrattuale: i redattori di Blitz Quotidiano, ad esempio, ne hanno un altro che non è scaduto.

Sciopero giornalisti, la nota della Fnsi

Lo sciopero è la seconda agitazione dopo quella dello scorso 27 marzo. Fnsi, in una nota spiega: ”I giornalisti scioperano contro la chiusura degli editori della Fieg alle richieste avanzate dal sindacato al tavolo delle trattative per il rinnovo del contratto, scaduto da ormai 10 anni, richieste che riguardano sia i lavoratori dipendenti sia i colleghi lavoratori autonomi. La Fnsi chiede dignità per il lavoro giornalistico e garanzie per il futuro dell’informazione”.

Prosegue Fnsi: “Il nostro contratto di lavoro è scaduto da 10 anni, i nostri stipendi sono stati erosi dall’inflazione e hanno perso il 20% del potere di acquisto. Siamo l’unica categoria ad attendere da così tanto tempo il rinnovo. C’è una evidente questione economica e c’è un altrettanto evidente tema di autorevolezza e indipendenza della stampa”.

Il sindacato dei giornalisti spiega ancora: “Gli editori intascano risorse milionarie dal governo (da questo come da quelli precedenti), ma investono poco nelle loro aziende e per potenziare l’informazione professionale. Al contrario, mandano in prepensionamento i dipendenti di 62 anni, pagano incentivi per altri tipi di esodo, svuotano le redazioni e ricorrono ai collaboratori e alle partite Iva pagati una miseria. Rifiutano regole basilari per l’uso dell’Intelligenza Artificiale, evidentemente pronti a sostituire i giornalisti, vero core business dell’informazione. Fanno finta di ignorare la legge che impone loro di pagare i giornalisti per contenuti editoriali ceduti dalle aziende ai cosiddetti Over the top (Ott), ovvero le grandi imprese che forniscono contenuti e servizi in Rete”.

“Vorrebbero i giornalisti del futuro pagati ancora meno di oggi e la strada spianata nello sfruttamento del lavoro autonomo, tanto che al tavolo dell’equo compenso, davanti al governo, hanno formulato una proposta ancora più bassa di quella bocciata nel 2016 dal Consiglio di Stato. Per tutti questi motivi torniamo a scioperare. Lo facciamo per noi. Per la nostra dignità. Per il nostro futuro. Lo facciamo per voi e per la nostra e vostra libertà di cittadini. Chiediamoci quanto sia libero un giornalista costretto alla catena di montaggio dell’informazione; quanto possa tenere la schiena dritta un collaboratore pagato a cottimo; quanto sarà sereno un redattore che non potrà più contare sulle indispensabili tutele contrattuali. Chiedetevi se vorreste ancora informarvi sulle pagine di quei giornali, ascoltando quei tg, scorrendo i social e le pagine online di quelle testate”.

Le modalità dello sciopero del 16 aprile

I giornali cartacei si stanno astenendo dal lavoro dalle 6 di mattina di oggi per 24 ore. Stessa cosa per tv e radio. I siti web si stanno astenendo a partire dalla mezzanotte, stessa cosa le agenzie di stampa.

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