Restano in carcere i due giovani accusati della morte di Giacomo Bongiorni, il carpentiere deceduto sabato scorso in piazza Palma a Massa, davanti alla compagna e al figlio dodicenne. La giudice per le indagini preliminari Antonia Aracri non ha convalidato il fermo per una questione procedurale, ritenendo non sussistente il pericolo di fuga. Tuttavia, ha disposto la custodia cautelare in carcere per il rischio di reiterazione del reato.
I due maggiorenni restano quindi detenuti con l’accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Entrambi sono stati interrogati e hanno respinto le accuse, fornendo una versione dei fatti che punta a ridimensionare il loro coinvolgimento diretto nell’aggressione.
Le versioni degli imputati e il racconto dei fatti
Secondo quanto dichiarato dai due indagati ai rispettivi legali, l’episodio sarebbe nato da una situazione apparentemente banale. I giovani sostengono che davanti a un kebab fosse caduta una bottiglia e che, dopo aver raccolto i vetri su richiesta, la vicenda sembrasse conclusa.
Successivamente, però, Bongiorni e il cognato sarebbero tornati indietro. Secondo la loro ricostruzione, sarebbe stato proprio il carpentiere ad avvicinarsi e a colpire con una testata un ragazzo minorenne presente sul posto. Una versione che, tuttavia, non trova pieno riscontro nelle immagini disponibili.
Il video delle telecamere e i punti ancora oscuri
Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso parte della scena: un filmato di quasi due minuti, di cui una quindicina di secondi considerati cruciali dagli inquirenti. Le immagini, sebbene abbastanza nitide, risultano parzialmente ostacolate da un albero che limita la visuale.
Nel video non si vede chiaramente la presunta testata della vittima al minorenne. Al contrario, sembrerebbe emergere una dinamica diversa: il giovane, descritto come ex promessa della boxe, colpisce Bongiorni con un pugno al volto, facendolo cadere a terra. Subito dopo, si avvicinerebbe nuovamente per infliggergli un secondo colpo mentre la vittima è ormai inerme.
In un secondo momento entrano nell’inquadratura i due maggiorenni. Uno dei due appare mentre sferra un calcio alla parte alta del corpo della vittima. Il giovane ha ammesso il gesto, dichiarando di aver agito per rabbia, senza l’intenzione di uccidere.
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