Giuseppe Conte, conferenza stampa/ Diretta video: accordo con Grillo e M5S o lascia?

Giuseppe Conte, conferenza stampa/ Diretta video: accordo con Grillo e M5S o lascia?

Una conferenza stampa di Giuseppe Conte in diretta video streaming sui social: sembra di essere tornati indietro di mesi, nel periodo peggiore della pandemia quando una nazione intera “pendeva” dalle dirette (e dai ritardi/cambiamenti all’ultimo dell’uomo ombra Rocco Casalino) dell’allora Presidente del Consiglio. Ebbene, di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, anche solo negli ultimi giorni: oggi avrebbe dovuto esserci la conferenza stampa con l’annuncio del nuovo Movimento 5 Stelle, con tanto di statuto restylizzato e prospetto per un imminente voto per Conte leader 5Stelle sulla nuova piattaforma online dopo l’addio a Rousseau.

E invece la lite improvvisa con il garante Beppe Grillo ha rimesso di nuovo tutto in discussione, tanto da vedersi all’orizzonte un possibile ma clamoroso divorzio da un Movimento di cui ancora Conte non era formalmente leader (né tantomeno iscritto). Ieri sera dopo giorni di turbolenze ad alta tensione, la telefonata per tentare di ricucire lo strappo tra Beppe e Beppe: verso un accordo sui nodi “comunicazione” e “nomine”, ma Conte non ha ancora sciolto però le riserve rispetto al suo futuro e solo oggi farà sapere se resterà nel Movimento. Fonti parlamentari del M5s all’Adnkronos assicurano che lo spazio per la trattativa c’è ma «molti nodi non sono stati assolutamente sciolti». I “pontieri” sono al lavoro, Di Maio in testa, per provare a scongiurare una crisi che getterebbe ancor di più nel caos un Movimento passato dal 34% del 2018 al 14% attuale e senza una prospettiva di una nuova leadership politica.

GRILLO VS CONTE: I MOTIVI DELLO SCONTRO

Da Movimento di “protesta” a “partito di sistema”, la trasformazione ‘promessa’ da Giuseppe Conte sembrava pronta a salpare: e invece su diversi punti (rimasti probabilmente ‘latenti’ per mesi ed esplosi all’ultimo) l’accordo pieno tra il garante del Movimento e il suo “leader in pectore” non è stato trovato. Per capire però cosa vi sia realmente sul tavolo della contesa, proviamo a riassumere in punti i possibili “nodi” dello scontro:

statuto M5s: la bozza preparata da Conte non ha convinto per nulla Grillo, «lui ha preso due avvocati e ha scritto un’altra cosa. Me lo ha dato e mi ha detto di non farlo leggere a nessuno. Io l’ho letto e tante cose non andavano». 30 osservazioni fatte da Grillo che di fatto distruggono quasi completamente il lavoro portato avanti da Conte e Casalino

– i poteri del Garante: questo forse il punto di massima divergenza, visto che secondo l’idea dell’ex Premier non dovrebbe più esistere un ruolo come quello del “Garante”, serviva un ruolo meno incisivo per evitare una “diarchia” alla guida del Movimento. «C’era anche scritto che io devo essere “informato”, “sentito”, ma che è ‘sto avvocatese? Le cose si decidono insieme…», ha lamentato Grillo nella riunione con i parlamentari di giovedì scorso dove sarebbe esplosa definitivamente la “bolla” in casa M5s.

comunicazione: nella bozza dello statuto stilata da Conte non è previsto che Grillo si occupi di comunicazione. «Rocco Casalino è bravissimo sulle tv, ma deve rapportarsi anche con me, non solo con il capo politico. Conte deve studiare e imparare cos’è il Movimento. Gli ho detto che io sono un visionario, lui non lo è ed è lui ad aver bisogno di me, non io di lui», è l’accusa mossa da Beppe Grillo, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera

doppio mandato: Conte vuole eliminare il “tetto” dando possibilità ai parlamentari di ripresentarsi alle prossime elezioni, Grillo lo ritiene invece un punto del tutto “inderogabile”. «Io e Conte sul tetto dei due mandati la pensiamo diversamente, ma decideranno gli iscritti. Il codice etico non l’ha ancora finito, ma anche su quello bisognerà pronunciarsi», ha detto l’attuale Garante M5s

rapporti esteri: leggasi, Cina. Grillo ha chiesto di essere il «rappresentante internazionale del Movimento nel mondo» ma per l’ex Premier questo è punto decisamente non accettabile, dato che limiterebbe e non poco la visione e il ruolo di Conte all’estero. Qualche “maligno” mugugna che Conte avrebbe di proposito boicottato l’incontro di Grillo con l’ambasciatore cinese nei giorni del G7 per far risultare il fondatore M5s un “filo-Cina” eccessivo in un’ottica di Italia ancora pienamente Paese Nato

LE “POSIZIONI” NEL M5S

Difficili e molto complicate le posizioni al momento “interne” al Movimento 5Stelle nella faida che rischia di spazzare via un Movimento entrato per la prima volta in parlamento nel 2013. Secondo le ricostruzioni e retroscena di questi ultimi giorni (fonti Repubblica, Corriere e Adnkronos) la “mappa” delle alleanze interne al M5s vedrebbero la seguente distribuzione dei “big” pentastellati:

– con Beppe Grillo: Carla Ruocco, Danilo Toninelli, Vincenzo Spadafora, Davide Crippa (capogruppo Camera)

– con Giuseppe Conte: Stefano Patuanelli, Paola Taverna, Alfonso Bonafede, Ettore Licheri (capogruppo Senato)

– neutrali-pontieri: Luigi Di Maio, Roberto Fico, Stefano Buffagni

Ieri sera al Fatto Quotidiano l’europarlamentare M5s Dino Giarrusso ha riassunto in poche parole la situazione attuale nel suo partito: «È già stato dolorosa la rottura con Davide Casaleggio, non riesco ad immagine un Movimento senza Grillo ma sinceramente mi sembrerebbe assurdo rinunciare alla figura di Giuseppe Conte, sono fiducioso che alla fine un accordo lo troveranno».

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