Giustizia, intesa su riforma Cartabia: M5S verso voto favorevole

Intesa raggiunta sulla riforma del processo penale. E’ iniziato con quasi due ore di ritardo, a Palazzo Chigi, il Cdm che dovrà dare il disco verde alla riforma del processo penale. Il ritardo è stato dovuto a una riunione che ha visto al tavolo il premier Mario Draghi, la Guardasigilli Marta Cartabia e i ministri M5S. L’intesa è stata raggiunta inserendo tempi più lunghi per i reati contro la P.A., compresi dunque corruzione e concussione.


Si va quindi verso il voto favorevole del M5S alla riforma Cartabia, con possibilità ulteriori di miglioramenti tecnici in Parlamento del testo che uscirà dal Cdm. A quanto apprende l’Adnkronos, il punto di caduta vede l’inserimento di reati contro la Pa, come la corruzione e la concussione, tra quelli con tempi allungati sulla prescrizione. Durante la riunione con il premier, la Guardasigilli e i ministri M5S, la proposta del presidente del Consiglio e della responsabile della Giustizia era di prevedere tre anni al posto di due in appello per queste fattispecie di reato.

LA RIUNIONE – I big pentastellati – esponenti di governo e capigruppo – oggi si sono riuniti per fare il punto sulla riforma.

Sarebbe emersa, durante l’incontro, una diversa sensibilità tra Senato e Camera: da una parte i ‘contiani’, con il capogruppo a Palazzo Madama Ettore Licheri, intenzionati a chiedere ai ministri pentastellati di astenersi in Cdm; dall’altra il presidente dei deputati Davide Crippa, il quale – raccontano – si sarebbe mostrato più aperto a un compromesso e a capire quali potrebbero essere gli aspetti migliorativi da portare a casa.