C’è una legge non scritta del Grande Fratello che vale da quando il programma esiste: i concorrenti più difficili da sopportare sono invariabilmente anche quelli che il pubblico preferisce. Non è un paradosso, è una struttura, un postulato del format.
Grande Fratello, il postulato del reality
Da che mondo e mondo il reality non premia la simpatia e nemmeno l’empatia. È successo pochissime volte, forse per Cristina Plevani, sicuramente per la genovese Serena Garitta, di gran lunga una delle concorrenti più vere e sorridenti di tutta la storia del programma. Ma quando si parla di VIP la verità sta nell’imprevedibilità, nel casino e in quella sensazione permanente che possa succedere qualcosa di irreversibile da un momento all’altro. Il pubblico vuole questo.
Alessandra Mussolini, che nelle ultime settimane ha preparato la valigia almeno tre volte senza mai varcare la soglia, ha litigato con tutti e con alcuni anche due volte nello stesso giorno raggiungendo crediamo il numero record di Nomination di questa edizione. La sua presenza ha portato i decibel della casa a livelli da cantiere edile: eppure è la seconda finalista del Grande Fratello Vip 2026. Con il 43.43% dei voti. Praticamente un plebiscito che la premia ad Adriana Volpe (31.08%) e a tutti gli altri con percentuali che fanno quasi tenerezza e che ti vanno dire… “va beh che l’importante è partecipare, però….”

Grande Fratello, la quattordicesima puntata
Ilary Blasi apre la puntata annunciando che “sarà una serata sfavillante”. È ottimismo, o la raffinata tecnica di una scaltra imbonitrice televisiva. Magari una tecnica di autosuggestione: perché la serata comincia esattamente come le precedenti. Alessandra Mussolini racconta l’ultima settimana di crisi, i litigi con Antonella Elia, il momento in cui ha pensato di andarsene davvero: “Sono a un livello di sopportazione molto basso”, dice. Tranquilla, anche noi.
Eppure il televoto si chiude rinnovando il mandato alla Mussolini. Non pervenuti Raul Dumitras all’11.58%, Francesca Manzini (6.6%), Lucia Ilardo (4.67%) con Marco Berry ultimo con il 2.64%. Il suo sguardo è eloquente: lo sguardo di uno che pensa “cazzo, non mi hanno votato nemmeno i parenti”.
Il nome della seconda finalista viene rivelato non da Ilary Blasi ma da Antonella Elia, prima finalista, chiamata ad aprire la busta. Un vero dispetto, come specificato senza troppi giri di parole, visto che le due si detestano. È uno dei momenti più autentici della puntata.
Mussolini apprende il verdetto, festeggia in studio e dichiara: “Ora farò un macello.” Non sembra una minaccia vaga ma un programma circostanziato. La Elia praticamente è in lacrime.
Le lacrime di Raimondo Todaro
Nel corso della puntata c’è spazio anche per la linea della vita di Raimondo Todaro, che ripercorre la storia d’amore con Francesca Tocca — madre di sua figlia Jasmine, separazione annunciata a fine 2024: “Non so perché è finita. Non c’è stato un motivo particolare, è scemata nel tempo. Se potessi tornare indietro la risposerei altre mille volte.” Todaro per la prima volta dall’inizio del programma è visibilmente commosso, ed è uno dei rari momenti in cui il programma abbassa i toni senza perdere attenzione.
Prima delle nomination, Berry rivela l’origine del soprannome con cui chiama la Mussolini — “Abelarda Prunotti” — con la soddisfazione di chi ha trovato la formula chimica perfetta per la cattiveria: “Ho pensato al nome peggiore che potesse renderla nevrastenica. Da Alessandra che bela tutti i giorni ho pensato ad Abelarda, poi io bevo un vino che si chiama Prunotti. Ho inventato questo nome, non esiste”.
Le nomination finali mandano al televoto Marco Berry – a questo punto candidato per eccellenza all’eliminazione Lucia Ilardo, Adriana Volpe e Francesca Manzini. La prima nominata dalla nuova finalista Mussolini è, con chirurgica soddisfazione, proprio Berry. La prossima puntata è per venerdì 8 maggio.

Grande Fratello – Le pagelle
Alessandra Mussolini — finalista: 6.5
Prepara la valigia, non parte. Minaccia di andarsene, resta. Dice che non ce la fa più, poi dura altri tre giorni e si qualifica in finale con quasi la metà dei voti disponibili. È un personaggio televisivo di rara efficacia, soprattutto nello chalet del Grande Fratello: ingestibile, rumoroso, capace di occupare ogni spazio disponibile con l’intensità di chi non ha mai imparato a gestire un volume basso.
Il 43.43% del pubblico ha riconosciuto in lei quello che il reality richiede — imprevedibilità, conflitto, presenza fisica nel senso più totale del termine. Il voto non è semplicemente espressione di simpatia, se mai di coerenza con il format che l’ha prodotta.
Antonella Elia — 6
Ricompare in studio per aprire la busta con il nome della seconda finalista — un incarico assegnatole per scherno, che lei accetta con la faccia di chi ha già vinto e non ha niente da perdere. Il meccanismo è teatrale ma funziona. Il fatto che sia Elia ad annunciare il nome di Mussolini è il tipo di crudeltà drammaturgica che il programma produce raramente con tale precisione. Per il resto è la meno evidente – liti e minacce a parte – già da quando le è stata garantita la finale.
Adriana Volpe — 7
Arriva seconda con il 31.08% in un televoto che aveva guidato fino a pochi giorni prima. Perde, ma con numeri che dicono che il pubblico la vuole ancora in gioco. È una delle poche concorrenti di questa edizione che sa stare nel programma senza urlare e senza coltivare cattiverie elaborate.
Nel panorama del GF Vip 2026, questo vale almeno un punto in più rispetto a quello che meriterebbe in condizioni normali. Ha sempre questo atteggiamento da principessa decaduta che la rende non particolarmente simpatica ma se non altro tenta disperatamente di non litigare con chiunque.
Raimondo Todaro — 7.5
La linea della vita è il momento più umano della puntata. Todaro racconta la fine del matrimonio con Francesca Tocca con una sincerità disarmante — “non so perché è finita, la risposerei altre mille volte” — e si commuove senza costruire la commozione. È il concorrente con il percorso più pulito di questa edizione: non cerca il conflitto, non costruisce alleanze strategiche, si limita a essere se stesso.
Il problema è che in una casa dove tutti urlano, chi parla piano viene notato di meno. Il 76% preso nel televoto di inizio aprile dice che il pubblico lo ha visto comunque. È quello che esce meglio in assoluto: cerca di mediare, di parlare con una umanità che all’interno di quel circo lo rende necessario, ma del tutto inadatto.

Raul Dumitras — 5.5
Undici per cento al televoto, terzo posto. Il dato dice che esiste, ma con una presenza che nella casa è sempre in secondo piano rispetto ai protagonisti delle liti. Non è un difetto di carattere — è un difetto di posizionamento. In un’edizione costruita sul conflitto permanente, chi non litiga occupa meno spazio televisivo e meno immaginario collettivo. Raul è uno dei concorrenti più equilibrati rimasti in gioco, il che in questo contesto è quasi un handicap strutturale.
Marco Berry — 4
Il 2.64% è un numero che parla da solo e dice tutto quello che Berry non voleva sentirsi dire. È uno degli uomini più intelligenti della casa — e lo sa, il che è parte del problema. Ha usato quella intelligenza quasi esclusivamente per colpire gli altri, per trovare il punto debole di ciascuno e premere con precisione.
L’invenzione di “Abelarda Prunotti” come soprannome per la Mussolini — “il nome peggiore che potesse renderla nevrastenica” — lo definisce: ne va fiero e fa bene. Il fatto che Mussolini, con quel soprannome addosso, sia andata in finale con il 43% mentre lui galleggia al 2.64% è una giustizia che il programma raramente riesce a produrre con tale eleganza geometrica. La prima nomina che la nuova finalista ha fatto è stata la sua. Il cerchio si è chiuso.
Lucia Ilardo — 5
Il 4.67% è una presenza quasi invisibile. Non è cattiva come Berry, non è urlante come la Mussolini, non è commovente come Todaro. Non ha trovato una dimensione precisa in questa edizione e il pubblico non l’ha trovata neanche lui. È al televoto e la prossima puntata dirà se questa invisibilità è sopravvivenza o resa.
Francesca Manzini — 5
Non fa nulla di male — balla, mangia, nuota, fuma in giardino, si lamenta con uno sguardo da cucciolo sperso che ha stancato i coinquilini prima ancora di stancare il pubblico. Il 6.6% al televoto dice che qualcuno la nota, ma non abbastanza. È la concorrente più difficile da giudicare di questa edizione: non dà appigli né positivi né negativi. Non pervenuta, ma presupposta.
Ilary Blasi — 7
Annuncia una serata sfavillante e poi gestisce due ore di liti, confessioni e nomination con una leggerezza che sarebbe una virtù in qualsiasi altro programma e qui è invece il sintomo del problema. Blasi è simpatica, è spigliata, sa stare in televisione meglio di molti suoi colleghi.
Il problema è che il Grande Fratello Vip 2026 a quanto pare non ha bisogno di qualcuno simpatico ma di chi sappia mettere in riga concorrenti che danno testate contro gli stipiti (lite Elia-Mussolini) producendosi in urla che bucano il vetro. Blasi galleggia, e in queste acque galleggiare è già un risultato assolutamente apprezzabile.
Cesara Buonamici e Selvaggia Lucarelli — 6,5
Sono la parte più funzionante del programma, probabilmente l’unica che non ha bisogno di essere riformata. Puntuali, precise, mai compiacenti. Quando parlano loro si può abbassare il volume di tre tacche e finalmente capire cosa sta succedendo. Il duo funziona perché non si contraddicono mai: sono sempre sulla stessa lunghezza d’onda, sempre pronte a dire quello che nessun altro in studio vuole dire ad alta voce. L’appello è sempre lo stesso, e resta sempre inevaso: fatele parlare di più.