Green Pass e proroga stato d’emergenza/ Ipotesi Governo: obbligo ristoranti e stadi

Green Pass e proroga stato d’emergenza/ Ipotesi Governo: obbligo ristoranti e stadi

La variante Delta e gli effetti sui numeri in Inghilterra preoccupano il Governo che nei prossimi giorni potrebbe valutare da molto vicino la linea di Macron lanciata in Francia per l’estate: obbligo Green Pass (o tampone negativo) per ristoranti, trasporti e in tutti i luoghi pubblici. Se si considera la necessità di prorogare lo stato di emergenza di altri mesi (scade il 31 luglio), la possibilità che possa essere lanciato un provvedimento ad hoc nelle prossime settimane (ordinanza o Decreto legge più che Dpcm) è allo studio del Governo: secondo le fonti raccolte dal Corriere della Sera (con la doppia firma Sarzanini & Guerzoni), già domani dovrebbe tenersi una prima riunione informale con i dati del monitoraggio Iss.

Dalla prossima settimana no, ma da quella successiva l’ipotesi delle zone gialle diverrebbe realtà in almeno 4-5 Regioni, sempre che non vengano accolte le richieste dei territori (e della Lega) di modificare i parametri non puntandoli più sul numero dei contagi ma su quello di ricoveri e ospedalizzazioni. La prossima settimana è invece convocata la cabina di regia a palazzo Chigi che potrebbe prendere le decisioni in merito al nodo vaccini-Green Pass-restrizioni, con il modello francese da valutare nel dettaglio.

TUTTE LE IPOTESI SUL TAVOLO DEL GOVERNO

Tra le principali ipotesi allo studio del Governo Draghi vi sarebbe il rilascio del Green Pass solo dopo la seconda dose oltre a renderlo obbligatorio per molti più eventi di quelli previsti oggi (banchetti di nozze e grandi concerti): si valuta l’obbligo per l’ingresso negli stadi e in generale nelle competizioni sportive con ampio pubblico, poi l’estensione/aumento della capienza dei mezzi pubblici (treni, metro e bus) se in presenza di Green Pass, con però l’inevitabile problematica sui controlli da effettuare, tutt’altro che elemento semplice da organizzare. Con il Green Pass “rinnovato” si punta a organizzare una sorta di “rete di protezione” che possa reggere l’eventuale urto della variante Delta tra agosto e settembre: in quest’ottica, la proroga dello stato d’emergenza – secondo le fonti del CorSera – sarebbe di almeno due mesi, in modo da organizzare l’ultima fase dalla campagna vaccinale (in attesa del via libera sulla terza dose) e il rientro dei ragazzi a scuola da settembre. Al momento non vi è l’intenzione di voler seguire il modello Macron sull’ingresso in bar e ristoranti, specie dopo il durissimo monito lanciato ieri dai rappresentanti degli esercenti Fipe-Confcommercio, «La campagna vaccinale va sostenuta, incoraggiata e, possibilmente, velocizzata. Quello che tuttavia non è accettabile è che, per raggiungere l’immunità di gregge, si finisca per penalizzare sempre le solite categorie».

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