LE ULTIME NOVITÀ SUL DECRETO GREEN PASS
Alla fine sarà Green Pass obbligatorio per tutti i luoghi di lavoro dal 15 ottobre prossimo: l’accordo è stato trovato e in CdM oggi – convocato alle ore 16 – dovrebbe arrivare il nuovo Decreto che tiene assieme lavoratori statali e privati, dopo il sostanziale ok dato ieri sera dai sindacati in visita a Palazzo Chigi. Resta da capire la posizione della Lega, anche se il Ministro Giorgetti ha già fatto intendere che l’ok arriverà nonostante le critiche mosse dal leader Matteo Salvini (che attende la Cabina di regia di questa mattina tra Draghi e i capidelegazione dei partiti per provare al limare l’intervento del Governo).
Riassumendo, la regola è semplice: dal 15 ottobre tutti i lavoratori dovranno essere vaccinati (da almeno 14 giorni), o aver fatto un tampone (negativo da almeno 48 ore), o essere guariti dal Covid per poter avere accesso negli uffici pubblici e privati: l’obbligo potrebbe estendersi anche per studi, ristoranti, negozi e tutte le altre categorie dove già ora la clientela ha come vincolo obbligatorio il possesso del Green Pass. Le sanzioni sono le medesime viste nel Decreto su scuola e trasporti: multe dai 400 ai 1.000 euro per chi sarà sprovvisto del certificato, ma non sarà possibile licenziare: in alternativa, la norma prevede che scatti la sospensione dal lavoro e dallo stipendio dopo 5 giorni di assenza ingiustificata nel settore pubblico e dopo 3 nel privato. Restano due i sostanziali nodi da risolvere: chi/quando effettuerà i controlli con l’app “Verifica C-19” e poi il fronte tamponi. Ieri Cgil-Cisl-Uil hanno ribadito a Draghi che la sicurezza non può essere un costo per il lavoratore, e dunque finché non sarà obbligatorio il vaccino per poter lavorare occorre che i tamponi possano essere gratuiti per tutti. Il Governo però si dice contrario perché lo scopro del Green Pass obbligatorio è incentivare la vaccinazione, con i tamponi gratuiti si rischia l’effetto contrario.
GREEN PASS OBBLIGATORIO PER LAVORARE: L’ACCORDO IN CDM
Dal 10-15 ottobre prossimo ogni lavoratore in Italia dovrà avere il Green Pass valido per poter accedere al proprio luogo di lavoro: il nuovo Decreto che il Governo Draghi sta preparando per il Consiglio dei Ministri di domani, giovedì 16 settembre, sembra aver trovato la quadra finale sull’accordo tra i vari partiti. «Green Pass obbligatorio per tutti i lavoratori», così filtra dai tecnici di Palazzo Chigi che stanno mettendo a punto la bozza di testo da presentare domani alla Cabina di regia pre-CdM.
L’ultimo nodo da sciogliere è sulle tempistiche, non sui contenuti: da un lato l’opzione di un “Super Green Pass” tutto in un unico decreto già domani, dall’altro l’ipotesi di procedere prima con l’obbligo per i dipendenti pubblici e poi la prossima settimana con le aziende private. Come spiega il Corriere della Sera, «ci sono da sciogliere i nodi legati ad alcune categorie, in particolare enti di regolazione delle attività economiche, società partecipate e studi professionali». Il piano però è segnato: dal 10-15 ottobre per andare al lavoro, per salire sui mezzi e per le varie attività sociali (come già avviene oggi), occorrerà essere vaccinati almeno con la prima dose (da 14 giorni), guariti dal Covid nei precedenti 9 mesi o avere un tampone negativo (nelle 48 ore precedenti).
DECRETO SUL GREEN PASS, TUTTE LE REGOLE
Il decreto sul “super Green Pass”, in attesa di capire se sarà scorporato in due momenti, avrà regole nette per tutti i lavoratori con l’obbiettivo di arrivare entro metà ottobre con una norma che obblighi statali e privati a munirsi di certificato anti-Covid per ridurre le possibilità di circolazione del contagio nei mesi autunnali in arrivo. Viene dato tempo fino al 10-15 ottobre per permettere a tutti di espletare almeno la prima dose di vaccino anti-Covid e non si vuole andare oltre dato che il Cts giudica il mese dopo la riapertura delle scuole il momento limite per la risalita dei contagi. Ecco in pillole le principali regole del prossimo nuovo decreto legge:
– Dipendenti pubblici: obbligo per tutti i lavoratori degli uffici pubblici, raggiungendo così le aree Sanità e Scuola dove già l’obbligo è in vigore
– Enti e Società: obbligo di Green Pass per organi politici (Palazzo Chigi e Ministeri), ma anche Agenzie del Demanio, delle Entrate, delle Dogane e dei Monopoli, le Autorità indipendenti (Anac, Agcom, Garante per i dati personali etc.) gli enti pubblici, culturali, previdenziali, le Federazioni sportive. Si pensa anche per le “controllate” e “partecipate” dello Stato
– Tribunali: obbligo per tutti i dipendenti giudiziari, esclusi invece imputati, testimoni e pubblico nei processi
– Locali pubblici: obbligo in tutti i luoghi dove per i clienti già è richiesto il Green Pass per stare al chiuso
– Mezzi trasporto: obbligo per dipendenti che lavorano a trasporti a lunga percorrenza ma anche per la “breve”, ovvero bus, metropolitane e taxi
– Aziende private: si lavora con Confindustria e sindacati per raggiungere l’accordo sul Green Pass, se non già questa settimana allora dalla prossima
LE RICHIESTE DELLE REGIONI (E DELLA LEGA)
Il via libera delle Regioni al piano del Governo sul Decreto Green Pass arriverà con una richiesta sostanziale: non fare scattare le chiusure dei locali pubblici in caso di passaggio in zona arancione. «I cittadini e le imprese hanno bisogno di certezze e le Regioni si stanno confrontando con il governo per ottenere la garanzia che le attività economiche possano rimanere aperte, per coloro che hanno il green pass, anche nel caso di passaggio in zona gialla o arancione», ha spiegato il Presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga, per questo «mi appello a tutte le attività economiche, tra cui le cooperative, affinché spronino i propri lavoratori a immunizzarsi». Ospite di Radio Anch’io su Rai Radio1 stamane, il leader della Lega Matteo Salvini ha posto alcune condizioni al via libera sul decreto domani in CdM: «Aspetto la proposta del governo, di capire, chi, come e perché, con la possibilità di avere i tamponi», anche se ringrazia «i 40 milioni di italiani che si sono vaccinati. Se si tratta di case di riposo, di chi è a contatto con il pubblico, va bene, se si tratta di chi è chiuso da solo in ufficio…. Ma per ora non dico nulla, non si parla sui se, vedremo la proposta del governo» .
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