Bologna, 9 settembre 2026 – Tutte le eredità vengono al pettine. E Francesco Guccini, il 19 gennaio del 2022, le ha consegnate nelle mani della moglie Raffaella Zuccari. È lei, la donna che il cantautore ha sposato nel 2011 convolando a nozze a Mondolfo e che ha scelto di aver al suo fianco fino alla sua scomparsa, l’erede universale di “tutti i miei beni”.
La casa di via Paolo Fabbri 43, un posto magico per la figlia Teresa
Vale a dire anche la tanto ambita casa in via Paolo Fabbri 43, a Bologna, dove peraltro Guccini aveva e Zuccari ha tuttora la residenza. Un posto magico che Teresa, unica figlia del poeta contemporaneo, aveva tanto desiderato e nella quale ha vissuto fino all’età dell’adolescenza. Ma che, esattamente come l’abitazione di Pavana, è stata affidata a Raffaella. A Teresa, nata nel 1978 dalla storia d’amore con Angela Signorini, vanno le quote di partecipazione nella società ’Limentra Srl’, il 50% dei diritti patrimoniali d’autore e alcuni oggetti dal forte valore affettivo.
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Le ultime volontà del Maestrone
Queste sono le ultime volontà del Maestrone, scomparso il 6 agosto a 86 anni a Pavana, nell’Appennino al confine tra l’Emilia-Romagna e la Toscana, espresse nel testamento stilato poco più di quattro anni fa alla presenza di due testimoni nello studio del notaio Luigi Stame. Un documento pubblico che è stato aperto e registrato martedì alla presenza, invece, delle due donne più importanti della vita del Maestro: Raffaella e Teresa. Davanti a loro, contenute in quattro pagine scritte a macchina tranne una manciata di righe per Teresa scritte a mano dal notaio, l’intero patrimonio di Guccini, un impero stimato tra i sei e i dieci milioni di euro.
Raffaella istituita erede universale
Raffaella, seconda moglie di Guccini che era stato legato civilmente prima a Roberta Baccilieri, è stata istituita erede universale. A Teresa va il 50% dei diritti d’autore per le attività professionali di cantautore e scrittore di Guccini. La restante metà, invece, va a Raffaella. A cui, in qualità di erede universale, “spetterà esclusivamente ogni aspetto relativo alla gestione, allo sfruttamento e all’amministrazione dei diritti derivanti dalla mia attività artistica”, ha delineato sempre Guccini nel 2022. Precisando che “il 50% di tutti i proventi derivanti dalla mia attività artistica dovrà essere destinato” alla figlia Teresa Guccini, la quale “potrà anche attivarsi al fine di ricevere direttamente dai vari enti e soggetti la propria quota di spettanza pari al 50%”.
Il testamento redatto nel 2022 con il notaio Stame non lascia dubbi
Il testamento redatto nel 2022 con il notaio Luigi Stame non lascia dubbi. Starà all’erede e alla legata, se scontente, decidere se intraprendere azioni legali rifiutando così il documento. Che annulla il precedente testamento, stilato nel 2015 con il notaio Lorenzo Luca. È stato proprio Luca, nella giornata di martedì, ad aprire il testo del 2015 alla presenza di Teresa Guccini, svelando dunque le penultime volontà di suo padre. “Ma il mio testamento è stato revocato da uno più recente – aveva fatto sapere il notaio Luca facendo riferimento a quello depositato dal collega Stame –. ll mio testamento infatti non è stato pubblicato”. E infatti le ultime volontà sono contenute nel testamento del 2022, registrato da Stame.
Il luogo cult
La casa di via Paolo Fabbri 43, che dal giorno della scomparsa dello scrittore fino a quelli successivi si è trasformata nella sede di un pellegrinaggio di fan e appassionati che hanno animato la zona Cirenaica con canti e cori, è finito quindi nelle mani di Raffaella. Che in quella casa, tra l’altro, ha ancora la residenza. Un desiderio per la figlia del Maestrone, Teresa, che pare avesse tanto sognato averla per sé, magari con l’idea di farci una casa-museo. Cosa ne sarà della dimora di via Paolo Fabbri 43 ancora non si sa. Raffaella, come sempre è stato dalla morte del marito a oggi, ha mantenuto fede alla sua parola: preferisco il silenzio.
I lasciti simbolici a Teresa aggiunti a penna sul documento ufficiale
“Lego a mia figlia Teresa la mia chitarra Trameleuc, l’orologio Leonardo Da Vinci e l’anello d’oro con le iniziali F e G di mio padre. Le raccomando di spostare le lancette dell’orologio soltanto in avanti, per non romperlo”. Nelle parole che Francesco Guccini ha chiesto di aggiungere a mano, in coda al suo testamento, c’è una cura antica che è impossibile (il maestrone non ce ne vorrà) non associare ai versi del ’Il pensionato’, la malinconica canzone dedicata al suo vicino di casa. Eccoli, dunque, i suoi oggetti quotidiani. Un anello donatogli dal padre, con le iniziali di suo nonno. Un orologio a muro da caricare a mano per risentire «quel tic-tac di sveglia / che enfatizza ogni secondo». E poi la sua chitarra. Una Trameleuc che su insistenza del suo chitarrista Flaco il maestrone acquistò a Parma alla fine degli anni ’80, dando in cambio l’Ovation di seconda mano presa negli anni ’70. E qui il cantautore, in punto di morte, si contraddice. Perché nella ‘quasi autobiografia’ del 2010, enumerando le sue sei chitarre specificava: «Non le ho indicate in ordine di preferenza: le chitarre, se mi si passa il paragone, sono un po’ come le favorite di un harem…». E invece l’ultimo pensiero è andato a lei. Evidentemente la preferita.