Guerra e pandemia, a lezione dai bambini

Scuola studenti

Nella fanzine “Terra Cielo”, la docente Felicita Rubino e gli alunni della scuola elementare “Carlo Pisacane” di Roma condividono i loro pensieri e le loro emozioni in una stagione segnata da Covid e Ucraina

La pandemia del Covid-19, la necessità del lockdown con la conseguente chiusura delle scuole e della gran parte delle attività. E poi la preoccupazione per lo scoppio della guerra in Ucraina. Gli ultimi tre anni hanno messo a dura prova la salute fisica ma anche la stabilità emotiva e psicologica di tutti, adulti e bambini. I più piccoli, soprattutto, hanno vissuto situazioni difficili da comprendere e da affrontare, e le conseguenze sui comportamenti sociali e sulla loro psiche sono ancora tutte da osservare e comprendere.

Il primo passo per aiutare i bambini ad affrontare gli effetti di un periodo che ha tolto tanto alle loro vite è aiutarli a esternare i pensieri e le emozioni che hanno dentro e che potrebbero rimanere inascoltati. Questa è l’idea che ha spinto Felicita Rubino, docente di scuola primaria alla scuola “Carlo Pisacane” di Roma, a introdurre accanto allo studio, momenti di meditazione, di condivisione in circolo e di elaborazione grafico-pittorica per far emergere i timori e le speranze dei suoi piccoli alunni. Condividere e rielaborare il proprio vissuto insieme ai compagni di classe è importante perché il confronto aiuta a crescere. Come importante è educare l’intelligenza emotiva per poter affrontare al meglio situazioni di stress e negatività. Dal lavoro che la docente ha svolto negli ultimi due anni, assieme agli alunni della classe VB, è nata “Terra Cielo, riflessioni elementari sul Covid e sulla guerra”, che riunisce i loro pensieri e disegni su questi due temi. Edita da Hopi Edizioni, la fanzine è stata presentata dalle giovani autrici e autori alla Nuvola nell’ultima edizione della fiera “Più libri più liberi”.

TerraCielo scuolaArafat, Anna, Tuhin, Flavia, Pietro, Laura, Pranto sono alcuni degli alunni della VB, che conta venti bambine e bambini con una provenienza molto eterogenea, dall’Italia al Bangladesh, dalle Filippine al Perù. Culture e tradizioni diverse si incontrano e sono un valore aggiunto per la loro crescita collettiva e individuale. Le emozioni e i sentimenti riportati nella fanzine sono però comuni per tutti. Il Covid ha portato alla paura della perdita: della propria vita, della propria famiglia, della capacità di amare. Ma anche alla tristezza per non poter più abbracciare gli amici, o giocare con loro all’uscita da scuola. Nei pensieri dei bambini e delle bambine per fortuna è spesso presente anche la speranza per la fine della pandemia e la voglia di guardare avanti, al loro futuro, a che cosa vogliono fare da grandi. C’è chi vuol fare la racconta-storie, chi girare il mondo, chi avere figli e chi vorrebbe avere una macchina del tempo per poter andare nel futuro e scoprire se gli scienziati inventeranno una pozione per riportare in vita chi non c’è più.

Dalle riflessioni traspare una grande empatia e un forte altruismo. Ancora di più quando dal Covid si passa al tema della guerra: la rabbia scaturita di fronte alle scellerate scelte dei “potenti della Terra” si trasforma in preoccupazione per i loro coetanei che scappano dall’Ucraina e in apprensione che la guerra possa arrivare a colpire anche la propria famiglia e gli amici. I bambini si interrogano giustamente sul perché gli adulti facciano la guerra, uccidendo altri esseri umani e distruggendo il mondo. E arrivano a una “elementare” quanto veritiera risposta: i “potenti” non sono altro che dei prepotenti, arroganti, e se decidono di fare la guerra è perché non sono capaci di dialogare e ascoltare gli altri, ma hanno bisogno delle bombe per imporsi con la forza.