I reperti distrutti, la relazione “dimenticata” su Stasi e le controanalisi sui pedali: tutte le ombre sul lavoro dei Ris a Garlasco

“Voglio rassicurare i cittadini che il Ris è un’eccellenza scientifica a livello internazionale e un punto di riferimento rigoroso”, ma “se la magistratura accerterà irregolarità o responsabilità individuali del passato, la risposta dell’Arma sarà di totale collaborazione e di massima trasparenza e anche di assoluta fermezza”. Il comandante generale dei carabinieri, generale Salvatore Luongo, intervistato ieri sera dal Tg1, ha chiarito che “eventuali errori o condotte illecite di singoli non devono intaccare l’onorabilità di migliaia di carabinieri né del valore del Ris. Ma chi ha sbagliato ne risponderà in ogni sede perché la tutela della legalità viene prima di ogni cosa”.

SALVATORE LUONGO, COMANDANTE GENERALE CARABINIERI

Parole giunte a conclusione di una giornata in cui il Ris di Parma del 2007 (e del 2016) è finito ancora nell’occhio del ciclone, per due diversi elementi emersi sulle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco il 13 agosto di 19 anni fa.

Le tracce distrutte prima dell’autorizzazione

Lo stesso Tg1 ha mostrato in esclusiva documenti da cui risulterebbe che già nel maggio del 2016 sarebbero state distrutte dal Ris delle tracce, in particolare i reperti liquidi (eluiti) tra cui forse anche quelli dell’impronta palmare 33 (gli esiti del ‘grattato’ dal muro che non è più stato trovato per le nuove indagini), ben prima dell’autorizzazione del Tribunale allo smaltimento, inizialmente disposta nel settembre 2021 e, dopo l’opposizione (accolta solo parzialmente) della difesa di Alberto Stasi, diventata definitiva (salvo per le biciclette, restituite) nel gennaio 2022.

Il documento misterioso sulla “valutazione psicologica”

Sempre indagando sull’omicidio nel nuovo procedimento a carico dell’indagato Andrea Sempio, la Procura di Pavia avrebbe acquisito con un ordine di esibizione lo scorso 10 settembre una “valutazione psicologica” su Alberto Stasi, mai formalmente prodotta nel lungo procedimento che ha portato alla condanna definitiva a 16 anni, dopo due assoluzioni.

Andrea Sempio e Alberto Stasi

Dopo gli esiti negativi delle due analisi sui pedali della bicicletta, sempre tra il materiale consegnato dal Ris di Parma sulle indagini del 2007 sarebbe emerso questo altro documento misterioso. Tanto che ora la Procura di Pavia, in base a indiscrezioni che in questa fase non possono trovare conferma ufficiale, sarebbe pronta a convocare, per ascoltare come persone informate sui fatti, come già fatto con gli allora vertici e personale del Ris di Parma, anche altri inquirenti tra cui l’allora pm di Vigevano Rosa Muscio, titolare della prima inchiesta sull’omicidio. Se già alcune domande da porre all’allora pm potrebbero riguardare il dibattuto verbale del 24 settembre 2007 sugli esiti degli accertamenti genetici, compiuti formalmente in contraddittorio tra le parti (ma ora smentiti dagli allora consulenti della difesa di Stasi che riferiscono di non essere stati messi a conoscenza dei due esiti negativi), altri interrogativi si potrebbero porre sulle 13 pagine, senza data né firma, scritte su carta intestata alla psicologa e criminologa Alessandra Bramante, che subito ieri in tv (a Ore14 su Rai2) ha smentito di esserne l’autrice: “Non ho mai fatto nessun profilo (su Stasi, ndr), se faccio relazioni metto data e firma”. Tre colonne riportano interi passaggi delle dichiarazioni di Stasi in tre verbali da lui resi il 13, il 17 e il 22 agosto 2007: “in rosso sono riportati i miei commenti“ e “in verde ho riportato le contraddizioni”.

I 17 punti e i commenti annotati

Tra i 17 punti elencati: “tendenza narcisistica”, “freddezza”, “manipolatore”, “mancanza assoluta di emozioni (positive o negative)”, “indifferenza estrema nei confronti della vittima”. Tra i commenti in rosso, legati a precisi passaggi dei verbali, annotazioni che sembrano più da investigatore che psicologiche: “verificare se nel notebook risulta che ha lavorato”, “ha fatto realmente tutte queste telefonate?”, “come ha fatto a non sporcarsi?”. Ma anche “sembrano frasi imparate a memoria”.