Lo spettacolo in programma a Roma al teatro Fortezza Est dal 23 al 25 marzo. Una formula artistica per ricordare una triste vicenda che ha avuto poca rilevanza mediatica, politica e d’opinione
Dal 23 al 25 marzo a Roma al teatro Fortezza Est debutta per la prima volta in forma completa “Mani di Sarta”, spettacolo teatrale che vede in scena l’attore anagnino Andrea Di Palma. Lo spettacolo teatrale è il primo in Italia a raccontare il disastro ambientale della Valle del Sacco, che fino ad oggi ha potuto contare su poca rilevanza mediatica, politica e d’opinione, ma che è una vicenda di enorme portata, interessando ben 70 km e 19 comuni diversi del Centro Italia.
Prodotto dalla Compagnia MadeInTerraneo, con il sostegno del Festival Montagne Racconta, nel 2021 lo spettacolo teatrale è stato finalista al premio “Dante Cappelletti” e nel 2022 è stato selezionato da Strabismi Festival.
“Mani di Sarta”: l’inquinamento della Valle del Sacco
Lo spettacolo, di cui lo stesso Andrea Di Palma è autore insieme a Federica Ponza e con le musiche originali di Francesco Cellitti, è un racconto sincero e commovente che parte dalla storia personale della nonna dell’attore ciociaro per raccontare uno spaccato dolente della storia recente d’Italia: l’inquinamento ambientale della Valle del Sacco nel cuore della Ciociaria.
Le mani di sarta sanno unire, cucire, legare; un filo e un ago fra le dita ti prendono le misure di pelle e cuore. Se ad Anagni volevi un vestito da sposa, dovevi andare da Nonna Maria. E su quei vestiti da sposa lei ha cucito la sua storia personale con tutte le stoffe di vita che incontrava. Dalla finestra affianco alla sua macchina da cucire, le scorreva davanti una Valle del Sacco a cui tutti prendevano le misure e tutti disegnavano un vestito nuovo. Con l’Italia che dettava la moda e la Ciociaria che la seguiva. Quella Ciociaria che oggi sembra una sposa abbandonata sull’altare: terra avvelenata con un fiume pieno di schiuma, terra che era proprietà, patrimonio ed eredità; terra che era ricordi e famiglia; terra croce e delizia; terra che era orologio e calendario; terra che veniva lavorata e insieme lavorava dentro.
Perché? Perché c’è stato un cambio di identità profondo di questa terra che da madre in grado di dare la vita, nutrire, far crescere, prosperare è diventata suo malgrado figlicida, sterile, avvelenata, portatrice di morte. Una terra che ha anche un nome diverso ormai: SIN, Sito di Interesse Nazionale, un bel nome per una terra che puzza.
“Mani di Sarta” è la personale ricerca di Andrea Di Palma di una nuova memoria di questa terra, di queste colline a sud di Roma, che si alzano lungo tutto un fiumiciattolo chiamato Sacco. Un dialogo intimo tra lui e la nonna Maria, su quanto successo in questa Valle del Sacco dagli anni ’50 fino ad oggi, un dialogo tra i vivi e i morti, per ricostruire il volto di questo territorio e provare a rammendare quegli squarci profondi che l’hanno stravolta così intimamente.