“Il grande squilibrio”: un graphic novel spiega ai giovani le cause della crisi climatica

Il grande squilibrio

Poco più di 130 pagine dietro le quali c’è un enorme lavoro a cui hanno contribuito in tanti. L’invito rivolto alle nuove generazioni è di ribellarsi per riscrivere le regole del gioco

Dal mensile – È in libreria da poche settimane e ha un titolo impegnativo: Il grande squilibrio. L’emergenza climatica raccontata a fumetti. Sono poco più di 130 pagine, dietro le quali c’è però un enorme lavoro, a cui hanno contribuito in tanti. Chi l’ha disegnato, innanzitutto: Marta Gerardi. Il Controsservatorio Valsusa, il “motore” dell’operazione, di cui in queste pagine ospitiamo un intervento a firma Ezio Bertok. Gli sceneggiatori, Claudia Ceretto e Max Gavagna, prestati al fumetto ma da vent’anni sulle scene con la loro compagnia teatrale “L’interezza non è il mio forte”. L’architetto e co-fondatore dello studio TAMassociati, Raul Pantaleo. E ancora, il fisico e ingegnere nucleare Angelo Tartaglia, quello che con il suo libro Clima: lettera di un fisico alla politica (Gruppo Abele, 2020, pp. 96) ha offerto al Controsservatorio lo spunto per riproporre le sue analisi, utilizzando un linguaggio diverso e più accessibile. Nella speranza che possa essere letto da un pubblico giovane, amante dei graphic novel. C’è anche il nome di Luca Mercalli in copertina: il noto giornalista scientifico, e presidente della Società meteorologica italiana, non soltanto firma la prefazione al volume ma compare nella storia, col suo immancabile papillon rosso, nel ruolo di sé stesso, cioè “l’esperto”.

La cover del graphic novel "Il grande squilibrio"
“Il grande squilibrio”. A cura di Controsservatorio Val Susa, Claudia Ceretto, Max Gavagna, Angelo Tartaglia, Raul Pantaleo, Marta Gerardi (pp. 128, 18 euro, BeccoGiallo)

Il fumetto pubblicato da BeccoGiallo, è bene sottolinearlo, non è l’ennesima denuncia del fatto che ci troviamo a pochi centimetri dal punto di non ritorno, al di là del quale c’è il baratro per tutte le specie animali e vegetali che abitano il nostro pianeta. Non soltanto almeno. Queste pagine si concentrano infatti più sulle cause profonde della crisi climatica che stiamo vivendo.

Quelle che abbiamo il dovere di combattere buttando le vecchie regole del gioco per scriverne di nuove. Affidandoci ai più giovani, come fa Zeus nel fumetto. Senza permettere più a tutta quella pletora di politici, opinionisti, economisti, industriali e sindacalisti, che nel 2022 ancora blaterano di Pil, crescita, consumi e grandi opere, di farci perdere altro tempo. “Chissà se riuscirà un fumetto laddove hanno fallito grafici e tabelle”, si chiede Mercalli nella prefazione. Possiamo solo augurarci che sia così.

 

Come osate?

di Ezio Bertok
Controsservatorio Val Susa

Il prof. Angelo Tartaglia, fisico e attento osservatore delle cause che determinano oggi un’accelerazione senza precedenti dell’innalzamento della temperatura nel nostro pianeta, non si limita a analizzare il fenomeno ma affonda il dito nella piaga delle responsabilità. E non si dà pace di fronte alla distanza che ogni giorno misura tra il dire e il fare, tra il promettere e il mantenere. E sobbalza sulla sedia ogni volta che un progetto che accelera la corsa verso la catastrofe viene spacciato per green con motivazioni tanto fantasiose quanto prive di fondamento scientifico: ogni volta ricorda che è lo stesso modello che aspira alla crescita infinita che va respinto al mittente. Il nodo è esattamente questo, è inutile girarci intorno.

Il grande squilibrio: l’emergenza climatica raccontata a fumetti riprende a modo suo queste analisi e queste denunce. Il racconto porta in uno spazio immaginario e surreale problemi che di immaginario hanno ben poco. “Nel pantheon del nostro millennio, gli Dei di ogni religione, legati ai fenomeni atmosferici, sono turbati dai cambiamenti in atto e dal superlavoro che richiedono. Seduti nel patio con vista nuvole, alcuni Dei provano a rilassarsi…”. Sul fatto che l’emergenza climatica richieda rimedi urgenti ormai tutti (quasi) sono d’accordo. Che la cura non possa essere demandata solo ai comportamenti virtuosi dei singoli è un dato di fatto. Ma sui rimedi nascono presto i problemi perché entrano in gioco interessi contrastanti. E ogni nuova emergenza fa passare in secondo piano quella climatica.

Un esempio? Quando diventa concreto il rischio che si riducano forniture di gas e petrolio ci si affanna alla ricerca di nuovi fornitori, si rimette in discussione la scelta di bandire il carbone e si reinventa il nucleare spacciandolo ovviamente per “verde”: i consumi non possono diminuire, la crescita non è un optional. E la temperatura che cresce? Beh, oggi cresce ma per domani il meteo prevede pioggia e abbassamento delle temperature… Quanto sia miope e irresponsabile la politica dello struzzo è evidente.

Oggi una moltitudine di giovani lancia ripetuti allarmi ai governi e ai politici inchiodandoli alle loro responsabilità. Il “come osate?” di Greta Thunberg non può, non deve rimanere un grido amplificato per un breve attimo dai media e presto dimenticato da chi ha in mano le sorti delle prossime generazioni. Noi rilanciamo quel “come osate?” senza fare sconti a nessuno: il mito della continua crescita dei consumi è un tranello, il modello delle grandi opere che devastano l’ambiente e divorano energia può, deve, essere sostituito con modelli veramente sostenibili: le alternative ci sono, basta non confondere la cura con le cause della malattia.

Nel fumetto anche Zeus sbotta: “Fatela finita!”. Lo hanno convinto  Arturo e Lidia, due ragazzi come tanti che hanno capito come gira il mondo. L’auspicio è che questo libro aiuti altri giovanissimi ancora incerti a entrare in sintonia con loro.

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